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Sorsi di birra

Bloemenbier

Bloemen BierLa cittadina di Lochristi è famosa in tutto il Belgio per la coltivazione di fiori. Il termine “bloemen” significa appunto floreale. E sono due i fiori, il cui nome viene gelosamente tenuto nascosto, che vengono impiegati, insieme alle materie prime, per ottenere questa singolarissima birra. Si presenta di un bel colore giallo dorato carico, intenso, quasi ambrato, lievemente torbido alla vista. La schiuma è abbondante e di buona persistenza. Al naso spicca la sua aromaticità floreale, tendenzialmente dolce, che viene esaltata ancor di più dalle note di caramello e malto. Al palato è una birra corposa che si conferma di una dolcezza decisa ed assolutamente dominante. Finale, dunque, marcatamente dolce, anzi direi assolutamente dolciastro, considerato il tentativo (a dir il vero vano) di (ri)equilibrare la presenza zuccherina con il giusto contrappeso di amaro. Raggiunge a stento la terza chiocciola giusto per premiarne la sua peculiarità. E consiglio di berla, pertanto, solo a puro titolo di curiosità proprio per la sua originalità e non di certo per la beva che risulta decisamente stancante. Altra particolarità è che non ha nessuna etichetta. E’ riportato tutto sulla velina che avvolge la bottiglia.
Voto: @@@

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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