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Cibo e Cultura

Beata lentezza!

RagùIl sole mite di questo giorno d’autunno entra dalla finestra e illumina la cucina.
Oggi ho voglia di lentezza, di quei gesti sereni, raccolti, amorevoli che si compiono sempre più di rado, ma che mi fanno stare bene e allora mi viene naturale, seduta, gomito appoggiato sul tavolo, di pensare a quello che sempre è stato per me, il prodotto perfetto della lentezza, “re” ragù (l’etimologia deriva dal francese ragôut sostantivo proveniente da ragoûter, “risvegliare l’appetito”).
Allaccio il grembiule… trito le verdure e le metto a soffriggere con l’olio nel tegame di coccio, poi aggiungo la carne macinata e due foglie d’alloro, lascio rosolare, metto un bicchiere di lambrusco ed infine la conserva di pomodoro (fatta in casa), naturalmente sale e poco pepe.
Mantenendo la ricetta base, a casa mia, si variava il tipo di carne a seconda della disponibilità, solitamente si usava ed usa il macinato di maiale (salsiccia) e manzo, oppure pollo o anatra, fatti a pezzi con l’osso.
Adesso che comincia a bollire, viene la parte più importante, l’attesa, un sostantivo che solo in cucina come in amore, risveglia piacevoli emozioni ( del resto amore, nel suo senso più ampio e cucina, per me, sono strettamente legati); un’attesa paziente e attenta, fatta di costante cura, si deve mescolare spesso per evitare che attacchi, non sono concepite neppur brevi dimenticanze in questo lento bollire, quasi fosse la recita di un mantra, il ricamo di una tela.
Ecco, mi piace ascoltare il borbottio del ragù, mi sembra di sentire le parole d’affetto che mia nonna, persona riservata e severa, esprimeva tramite i gesti e affidava a ciò che cucinava per noi.
Ricordo che spesso mi alzavo la mattina, che il ragù già bolliva sul fuoco e il profumo si spandeva per la casa, allora io sedevo e lei, senza parlare, ne metteva un po’ nel piatto e mi porgeva un “crostino” di pane ( parte croccante del pane) per fare scarpetta, era la mia colazione e ne ero assai felice.
Le ore passano, all’incirca quattro e quando il brontolio del ragù diventa più pastoso e suona come un “son pronto”, allora non c’è nulla di più sublime e delizioso da gustare. E mentre intingo un pezzo di pane, penso che la lentezza sia una gran cosa!

Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene.
Virginia Woolf, Una stanza tutta per se, 1929.

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