I racconti di Alda: Il Compleanno di L.
E poi appare lei, figura eterea tra l’ombra di due alberi, quasi uscita dal quadro di un pittore impressionista. ”Signora con l’ombrellino, signora con cagnolino”. Lei non ha l’ombrellino e nemmeno il cagnolino, ma indossa un abito leggerissimo cosparso di fiori nei toni del giallo e del verde, scarpe e cappello dello stesso tessuto, in perfetta sintonia con tutto quello che la circonda. Un dipinto. La sua apparizione suscita applausi entusiasti. È lei l’organizzatrice della festa, è il giorno del suo cinquantesimo compleanno e in questo momento appare radiosamente giovane.
Tutto è come lei lo ha desiderato. La casa, i prati, i tanti colori dei fiori, il verde intenso degli alberi, i profumi della natura, la musica country eseguita da tre musicisti bravi e affiatati. E poi le oche, bianche e maestose passeggiano in coppia, apparentemente indifferenti a quello che accade intorno a loro. In realtà si dice siano animali rabbiosetti che, se ti avvicini per accarezzarli, ti mordono di brutto. Mai fidarsi delle apparenze, in compenso c’è Ronni, un gattone dolcissimo che si fa accarezzare e prendere in braccio senza protestare, anzi facendo le fusa.
È una giornata strappata ad un’estate caldissima, qui si respira, c’è aria buona, ci sono gli odori dell’orto, l’ombra del patio e per chi lo volesse, c’è anche la possibilità di fare un tuffo nella piscina. Gli ospiti sono tanti, parenti, amici, colleghi, coppie con bambini, persone di tutte le età e poi c’è lei che passa da uno all’altro leggera, gioiosa e mentre la osservo sento il mio cuore riempirsi d’amore. È la donna che ormai da diversi anni è parte di me, della mia vita. La donna che trovo al mio fianco ogni mattina quando mi sveglio e la notte, prima di addormentarmi, nei momenti più belli e in quelli no, ma sempre con la consapevolezza che entrambi possiamo contare l’uno sull’altro. Sì, la osservo a lungo e mi sembra ancora più adorabile in questa versione campestre.
Gli ospiti si muovono in totale libertà, senza tavoli e sedie a imprigionarli, ma padroni di passeggiare soli o in gruppo, di sdraiarsi sotto gli alberi, di servirsi al buffet preparato all’ombra della tettoia, di bere vino e birra, di mangiare vegetariano o normale, con ampia scelta dei cibi, studiati per tutti i gusti.
Una festa bellissima per gli adulti e per i bambini, che corrono, giocano, si tuffano nella piscina, si rotolano sui prati, inseguono le oche in questo immenso spazio verde. I musicisti sono instancabili, hanno ampliato il loro repertorio e ad un tratto mi trovo lei tra le braccia. Non abbiamo mai ballato insieme, forse ce n’è mancata l’occasione, ma oggi tutto è possibile, tutto è spensieratezza. Siamo in molti a scattare foto, io ho portato con me tutta l’attrezzatura professionale, è bello fissare i ricordi dei momenti più belli della nostra storia, della vita, ma presto presto, il sole sta calando, c’è una brezza deliziosa ed è arrivato il momento della torta, grande, bellissima, con le candeline ancora spente e a forma del numero cinquanta. I suoi anni.
Sembra sia un matrimonio più che un compleanno. Tagliamo insieme la prima fetta, applausi, tappi che saltano, lo spumante e ancora tanta voglia di allegria. Qualcuno grida “Bacio, bacio” e noi ci baciamo come fosse la prima volta. Accanto alla torta c’è un grande cesto pieno di barattolini con vari tipi di marmellate. Un omaggio per gli ospiti che possono portarne via a piacere. Marmellate, non confetti, mi sembra un pensiero originale e gentile. È un compleanno e siamo in campagna.
E poi la festa finisce, cominciano i saluti, gli abbracci, i ringraziamenti e infine rimangono soltanto gli echi delle voci, della musica, dei passi sulla ghiaia, del rumore delle macchine che si allontanano, verso la città.
Anche noi ce ne andiamo, un po’ frastornati, ma felici e io so che, nel tempo, di questa giornata, nei miei occhi e nel mio cuore, rimarrà soprattutto l’immagine di lei nel suo abito a fiori che tanto sarebbe piaciuto a Renoir, a Monet, a Corot…


