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Pesca di Verona IGP


 

Veneto

 

Ortofrutta e cereali

PESCA DI VERONA (IGP)

Pesca di Verona IGPArea di produzione – comprende l’intero territorio dei seguenti Comuni in provincia di Verona: Bussolengo, Buttapietra, Castel d’Azzano, Mozzecane, Pastrengo, Pescantina, Povegliano, S. Giovanni Lupatoto, Sommacampagna, Sona, Valeggio sul Mincio, Villafranca, Castelnuovo del Garda, Lazise, Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Martino Buon Albergo, Verona, Zevio.
Varietà – a polpa bianca e a polpa gialla, nonché le pesca noce (dette anche nettarine) a polpa gialla delle cultivar a maturazione precoce, media e tardiva appartenenti alla specie Prunus Persica (L.) Batsch. Le varietà ammesse sono suddivise per tipologia ed epoca di maturazione:
Precoci Medie Tardive
– Pesche gialle: Rich May, Crimson Lady, Spring Belle, Royal Gem, Royal Glory, Vistarich Rich Lady, Rome Star, Zee Lady Kaweah
– Pesche Bianche: Maria Bianca, Greta Tendresse, Tardivo Zuliani, Michelini
– Nettarine gialle: Rita Star, Laura, Big Top Venus, Stark Redgold, Sweet Red, Sweet Lady.
Caratteristiche al consumo – deve presentare le seguenti caratteristiche qualitative:
– la forma dei frutti è rotondo-oblata per le pesche gialle e pesche bianche, rotondo-oblunga per le nettarine gialle;
– il colore dell’epidermide dei frutti di pesche e nettarine di Verona è molto esteso e intenso; caratteristica stimabile come sovraccolore, rispetto al colore di fondo. In particolare per le pesche gialle è superiore al 70% dell’intera superficie dell’epidermide, per le nettarine gialle è superiore al 60%, per le pesche bianche superiore al 30%;
– la polpa è molto consistente, succosa, di sapore caratteristico dovuta al giusto equilibrio fra grado zuccherino e acidità per la scarsa attività vegetativa delle piante e il particolare clima. Per le pesche gialle la durezza è superiore a 3,70 kg/cm2, per le nettarine gialle superiore a 4 kg/cm2; per le pesche bianche superiore a 3 kg/cm2;
– il sapore è dolce per un residuo secco rifrattometrico minimo pari a 9,5 gradi Brix per le cultivar precoci, a 10,5 gradi Brix per le cultivar a media maturazione e 11,0 gradi Brix per le cultivar tardive;
– la qualità gustativa è equilibrata-subacida; per un indice di maturità, espresso come rapporto tra il grado zuccherino (gradi Brix) e acidità (meq /100 cc) superiore a 1,50 per le varietà subacide e a 0,70 per le varietà acide;
– il calibro minimo dei frutti, per le cultivar precoci, è pari a 61 mm e, per le cultivar medie e tardive, a 67 mm. Possono ottenere il riconoscimento IGP soltanto le pesche e le pesche noci o nettarine appartenenti alle categorie “extra” e “I”.
Metodo di produzione – sistemi di impianto, forme di allevamento e tecniche di potatura invernale ed estiva devono favorire illuminazione e arieggiamento di ogni parte della chioma degli alberi, in modo da accentuare i caratteri di tipicità della “Pesca di Verona”. Proprio per il determinante apporto in termini di colore e sapore, sono ammesse solo le forme di allevamento a “vaso basso veronese” e a “Y” trasversale. E’ dunque raccomandata la potatura verde e reso obbligatorio il diradamento manuale dei frutti al fine di favorire le pezzature previste e le caratteristiche qualitative di tipicità. E’ resa obbligatoria la tecnica dell’inerbimento controllato del terreno, che tradizionalmente contraddistingue la zona di produzione della “Pesca di Verona”. L’inerbimento costituisce infatti un fattore di vantaggio per lo sviluppo dei processi produttivi ecocompatibili, contribuisce all’equilibrio idrico, compete con le piante arboree determinandone uno sviluppo ridotto, migliora l’humus, accentua le caratteristiche qualitative peculiari della “Pesca di Verona”.
– Gli interventi di difesa antiparassitaria vanno attuati ispirandosi alle tecniche di produzione antiche, consolidate dalla tradizione, e tengono in considerazione le prerogative del quadrinomio costituito dal tipo di cultivar, dal suolo, dal clima e dall’uomo. La coltivazione deve essere condotta con uno dei seguenti metodi:
– convenzionale, in uso nella zona, con l’osservanza delle norme di “Buona Pratica Agricola” della Regione Veneto;
– integrata, ottenuta nel rispetto delle “Norme Tecniche” previste dal disciplinare della Regione Veneto;
– biologica, secondo il Reg. (CEE) 2092/91 e successive modifiche ed integrazioni.
– La densità di piantagione non deve superare le 1.000 piante/ha.
– La produzione massima per ettaro non deve superare le 20 t per le varietà precoci e 27 t per le medie e tardive.
– La raccolta delle pesche avviene con diversi stacchi, almeno 3. Viene fatta manualmente da terra o con l’ausilio di carri-raccolta in cassette, ceste o cassoni di plastica.
– La conservazione deve essere effettuata utilizzando la tecnica della refrigerazione ad una temperatura compresa tra +0,5 e 3,0° C. Al fine di mantenere le caratteristiche qualitative tipiche e per una migliore serbevolezza dei frutti è necessario tenere costantemente sotto controllo i valori di umidità e di temperatura all’interno delle celle frigorifere. Non si possono in ogni caso superare i 20 giorni di refrigerazione.

 

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