Andante con brio: il Frascati Superiore Riserva alla prova del tempo

By appointment to Her Majesty The Queen… avremmo letto circa un secolo fa su alcune bottiglie di Frascati, quando la regina consorte Maria di Teck, moglie di Giorgio V d’Inghilterra, s’innamorò del vino romano e lo volle a corte.[1]
Il vino di Frascati si è sensibilmente riavvicinato a Buckingham Palace in occasione del matrimonio di Kitty Spencer, nipote di Lady Diana, che ha avuto luogo in Villa Aldobrandini, la più conosciuta delle dimore nobiliari tuscolane, raffigurata in numerose vedute della città disegnate da artisti del periodo del Grand Tour, data la sua posizione dominante su Frascati stessa e su Roma.

Al di là della presenza o meno alla corte inglese, il Frascati pare aver intrapreso la giusta strada per riguadagnare una posizione di prestigio nel panorama dei bianchi internazionali. Da qualche tempo sono disponibili, infatti, Frascati eseguiti come sinfonia, che sotto certi aspetti ricordano alcuni Riesling o alcuni Grüner Veltliner. Certe affinità vengono fuori alla distanza, a qualche anno dalla vendemmia, e solo sui migliori Frascati in circolazione, quasi sempre appartenenti alla versione Superiore Riserva.
Due di queste riserve entusiasmano per la loro finezza in primis, la loro armonica evoluzione nel tempo e per la loro affinità dal punto di vista sensoriale, che fa della versione Superiore Riserva una denominazione coerente, che non cambia oltremodo tonalità in funzione del marchio.

Il primo Frascati Superiore Riserva assaggiato è Heredio 2018 di Casale Vallechiesa, un’azienda che negli ultimi anni ha fatto registrare un sensibile miglioramento qualitativo e che propone questa versione di Frascati in un cofanetto prezioso come il contenuto.
I vitigni da cui Heredio Riserva è ottenuto sono chiaramente quelli ammessi dal disciplinare e nella fattispecie Malvasia del Lazio per il 70%, Greco e Bombino in parti uguali per la parte restante. Il mosto/vino fermenta e riposa in acciaio per circa 6 mesi, per poi maturare ancora 4 mesi in tonneau, prima di raggiungere la bottiglia.
Un vino cristallino dal colore oro pieno, dal fiato vulcanico, i cui gradevoli profumi risuonano come concerto all’olfatto. Intensi profumi di albicocca, mandorla dolce, agrumi, erbe aromatiche quali timo e salvia, e intrigante, evidente, speziatura di zafferano.
Morbido, fresco e di lavica sapidità al gusto, regala un finale persistente ed elegante, mentoso e speziato al tempo stesso.

La seconda entusiasmante Riserva di Frascati Superiore assaggiata, e ci spostiamo a ritroso di un anno, è il Primo 2017 di Merumalia, anch’esso ottenuto da uve Malvasia del Lazio (per almeno il 50% come da disciplinare), Greco e Bombino.
Un vino certificato bio, cristallino, oro pieno e lucente, consistente nel calice. Ha profumi più spiccatamente minerali e vulcanici, a tratti di pietra focaia, da cui emergono nitide sensazioni agrumate di cedro, quindi fruttate di albicocca, pasta di mandorle ed erbe aromatiche di salvia e timo, in un contesto ampio e armonico.
Suadente e fresco in bocca, rinnova come in un refrain le note olfattive, in un movimento finale elegante e persistente.

Maurizio Taglioni

Frascati Superiore Riserva Heredio 2018
Tipologia: Bianco Docg
Vitigni: Malvasia del Lazio 70%, Greco 15%, Bombino 15%
Titolo alcolometrico: 13,5%
Prezzo enoteca: da 25 a 30 euro
Azienda produttrice: Casale Vallechiesa

Frascati Superiore Riserva Primo 2017 (raffigurato con la nuova etichetta)
Tipologia: Bianco Docg
Vitigni: Malvasia del Lazio, Greco e Bombino
Titolo alcolometrico: 13,5%
Prezzo enoteca: da 15 a 20 euro€
Azienda produttrice: Merumalia
[1] F. Turchetti, “Lazio”, in G. Somma (a cura di), Vini – Conoscere e riconoscere i vini, i vitigni, le uve e le cantine migliori d’Italia, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1998, p. 246.



