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Anteprima Vini della Costa degli Etruschi (I parte: Bolgheri)


 


 I
n occasione dell’evento “Castagneto a tavola”, che si è svolto dal 19 febbraio al 17 aprile 2005

 

Costa degli EtruschiCastagneto a tavola” è una manifestazione ad ampio spettro che racchiude, nel periodo che va dal 19 febbraio al 17 aprile 2005, la X rassegna enogastronomica della Costa degli Etruschi e la V rassegna dell’Artigianato artistico. In questi due mesi hanno avuto luogo eventi di grande interesse: rassegne sull’olio, visite alle cantine delle aziende del Consorzio Strada del Vino Costa degli Etruschi, seminari, degustazione di vini e prodotti tipici, incontri con chef famosi, concerti, mostre di pittura e scultura, artigianato locale, laboratori del gusto, esposizione di trofei della caccia al cinghiale, raduni di macchine da rally e tanto altro ancora. Il centro della manifestazione è Castagneto Carducci, borgo medioevale ricco di fascino e di storia (assolutamente da non mancare una visita allo splendido Castello dei Della Gherardesca), adagiato sulla sommità di una collina che domina la campagna e il mare circostante; ma sono stati coinvolti altri comuni della Costa come Suvereto, Cecina, Sassetta, Campiglia Marittima, Bolgheri, Bibbona, Rosignano Marittimo.

 Nell’ambito di Castagneto a tavola si è svolto, dal 31 marzo al 3 aprile, il “Grand Tasting“, degustazione in anteprima dei vini della Costa degli Etruschi, rivolto ai giornalisti e alla stampa specializzata nel settore enogastronomico. L’arrivo per chi, come me, veniva da lontano era previsto per giovedì 31 marzo, presso il Residence Hotel Campastrello Sport di Castagneto, struttura inaugurata per l’occasione che, oltre a disporre di attrezzature sportive (piscina, campo da tennis ecc.), si pregia di un “giardino mediterraneo”: cinque ettari di piante della macchia mediterranea provviste di tutte le indicazioni per consentire ai visitatori di farne la conoscenza ravvicinata.
Giovedì è stata anche l’occasione per tornare a visitare l’azienda vinicola biodinamica Caiarossaproprietà di Eric Albada Jelgersma ma gestita dal simpatico Jan Theys: una serata indimenticabile, durante la quale ho apprezzato una verticale di Château Giscours e di Château du Tertre (2000-2004) e ho conosciuto François Bouchet, uno dei massimi esperti mondiali di agricoltura biodinamica, consulente indispensabile di Jan…ma di questo parlerò dettagliatamente in un altro articolo.

 Tornando al “Grand Tasting”, mi è sembrato un evento fondamentale per dare un quadro della migliore produzione vinicola e, perché no, gastronomica, della zona toscana che comprende le Doc Bolgheri, Val di Cornia, Montescudaio, Elba e la futura Terratico di Bibbona. L’organizzazione è stata perfetta, tutto ha funzionato a dovere sotto l’attento controllo del presidente del Consorzio Paolo Valdastri, bravi e professionali i sommelier, indispensabile Maria Genova nel coordinare le attività e nella gestione dei rapporti con i numerosi giornalisti ospitati.

Il programma
Venerdì 1 aprile alle 10.00, in due ampie sale dell’Hotel Campastrello, ha avuto inizio la prima sessione di degustazioni dedicata all’annata della Doc Bolgheri che uscirà in commercio nel corso del 2005: 9 vini bianchi del 2004 e 3 del 2003, 1 rosato 2004, 4 rossi del 2004, 22 del 2003 e 9 del 2002; in coda alla degustazione sono stati aggiunti 7 riassaggi dei vini presentati la scorsa edizione. La sera visita e cena presso la Tenuta Guado al Tasso dei Marchesi Antinori.
Sabato 2 aprile è stata la volta dei vini di Montescudaio, Val di Cornia, Elba e Terratico di Bibbona: 12 bianchi del 2004, 3 rossi 2004, 17 del 2003, 7 del 2002 e 2 del 2001; infine 26 riassaggi di varie annate e 1 vino rosso prelevato dalla botte. Nel pomeriggio visita delle cantine Petra a Suvereto e cena con i produttori della Val di Cornia presso “Il Ghibellino“, con un menu a base di piatti tipici preparati dallo chef Giorgio Nocciolini.
Domenica 3 aprile, presso il Castello di Castiglioncello di Bolgheri, degustazione annata ’98 di 21 vini delle aziende afferenti all’Associazione Grandi Cru della Costa Toscana
.

BolgheriLe degustazioni della Doc Bolgheri
Se è vero che vini come il Sassicaia, l’Ornellaia e il Masseto hanno consentito a questa zona di raggiungere una certa notorietà e la fama di terroir vocato all’elevata qualità, è altrettanto vero che molti vigneti sono ancora troppo giovani e poca sperimentazione è stata fatta per valutare quali aree siano realmente vocate e capaci di offrire prodotti di qualità superiore. Va, inoltre, rimarcato il fatto che l’impronta “bordolese” di successo che ha caratterizzato i rossi apripista di Bolgheri tende a condizionare non poco le scelte e le filosofie delle aziende più recenti. Sono infatti pochi i produttori che fanno uso ad esempio di sangiovese, soprattutto in purezza, questo anche perché il vitigno è difficile, esigente, assai meno adattabile di un cabernet sauvignon che, in qualunque parte del mondo, riesce sempre a produrre vini più che dignitosi. Viene naturale domandarsi: se fossi un produttore quanto sarei disposto a rischiare nel piantare le mie vigne a sangiovese piuttosto che a cabernet o merlot? D’altra parte il nebbiolo in Langa e in Valtellina, l’aglianico in Irpinia e nel Vulture, il nero d’Avola in Sicilia, il negroamaro nel Salento, il sangiovese a Montalcino, solo per citare alcuni casi, dimostrano che il connubio fra vitigno e terroir è condizione fondamentale per la produzione di vini unici, inimitabili, dalla personalità spiccata. Ecco, forse a Bolgheri, proprio per la carenza di una tradizione vitivinicola consolidata e confortata da lunghe sperimentazioni che consentissero l’individuazione dei vitigni e dei terreni più adatti, ci troviamo di fronte a una potenzialità in divenire, dove oggi convivono grandi e piccoli vini. Auspico che il tempo e la saggezza, lontano da mode e facili percorsi, possano dare lustro e una identità più definita a quella che rimane una delle realtà più interessanti di tutta la regione. Per quanto riguarda i vini bianchi, sembra invece che il percorso sia più difficile e di meno sicuro successo. I 12 assaggi hanno evidenziato, a mio avviso, qualche limite, vini dignitosi ma non emozionanti, senza guizzi o particolare personalità, ad eccezione forse dell’Achenio 2004 (assemblaggio di sauvignon, vermentino e chardonnay) di Campo alla Sughera e del Grattamacco Bianco 2003 (vermentino in purezza) di Collemassari.

Le valutazioni

VINO

ANNATA

COMPOSIZIONE

AZIENDA

GIUDIZIO

Bolgheri Bianco Le Lame

2004

vermentino, trebbiano Fulvio Luigi Serni @@
Bolgheri Bianco Achenio

2004

sauvignon, vermentino, chardonnay Campo alla Sughera @@@
Bolgheri Vermentino

2004

vermentino Guado al Tasso @@
Bolgheri Vermentino

2004

vermentino Casa di Terra @@
Bolgheri Bianco Mezzodì

2004

sauvignon, viognier Batzella @@
Campofitto

2004

vermentino, malvasia di Candia Fulvio Luigi Serni @@
Zizzolo Bianco

2004

50% trebb., 30% sauv., 20% verm. Le Fornacelle @@
Vermentino

2004

95% vermentino, 5% sauvignon Campo al Mare @@
Emilio Primo Bianco

2004

vermentino, sauvignon, chardonnay Terre del Marchesato @
Bianco

2003

vermentino Guado al Melo @@
Paleo Bianco

2003

70% sauvignon, 30% chardonnay Le Macchiole @@
Bolgheri Vermentino Grattamacco B.

2003

vermentino Collemassari @@@
Bolgheri Rosato

2004

cab. sauv., merlot, sangiovese, syrah Tringali @@
Emilio Primo Rosso

2004

cab. sauv., merlot, syrah Terre del Marchesato @@
Sangiovese

2004

sangiovese Tringali @
Moreccio

2004

50% sang., 25% merlot, 25% cab. sauv. Casa di Terra @@
Bolgheri Rosso Zizzolo

2004

merlot, cabernet sauvignon Le Fornacelle @@@
Bolgheri Rosso Greppi Cupi

2003

sang., canaiolo, cab. sauv., merlot Greppi Cupi @@
Bolgheri Rosso Antillo

2003

sangiovese in prevalenza Guado al Melo @@@
Bolgheri Rosso Ormai

2003

cab. sauv., cab. franc, syrah Batzella @@
Bolgheri Rosso Felciaino

2003

70% sang., 15% cab. sauv., 15% merlot Giovanni Chiappini @@@
Bolgheri Rosso Adeo

2003

cabernet sauvignon, merlot Campo alla Sughera @@@
Bolgheri Rosso

2003

33% sang., 33% cab. sauv.; 33% merlot Michele Satta @@@
Bolgheri Rosso Campo al Mare

2003

60% merlot, 20% cab. sauv., 20% cab. franc Campo al Mare @@@
Bolgheri Rosso Maronea

2003

35% merlot, 35% cab. sauv., 15% syrah, 15% p. verdot Casa di Terra @@
Bolgheri Rosso Le Grascete

2003

50% cab. sauv., 30% sangiovese, 20% merlot Grascete @@@@
Bolgheri Rosso

2003

50% cab. sauv., 30% sangiovese, 20% merlot Collemassari @@@
Bolgheri Rosso

2003

40% cab. sauv., 40% merlot, 20% sangiovese Tringali-Casa al Piano @@
Bolgheri Rosso Mosaico

2003

40% cab. sauv., 40% merlot, 20% syrah Casa di Terra @@@
Bolgheri Rosso Peàn

2003

cabernet sauvignon e franc Batzella @@@
Bolgheri Rosso Guarda Boschi

2003

70% merlot, 30% cabernet franc Le Fornacelle @@@
Bolgheri Rosso

2003

80% cabernet sauvignon, 20% merlot Cipriana @@@@
Campo al Pero

2003

55% cab. sauv., 30% merlot, 15% sangiovese Dispensa di Campagna @@@
Tarabuso

2003

cab. sauv, merlot, petit verdot Terre del Marchesato @@@
Borgeri

2003

55% cab. sauv., 25% sangiovese, 20% merlot Giorgio Cavallari @@@@
Le Volte

2003

50% sangiovese, 35% merlot, 15% cab. sauv. Tenuta Ornellaia @@
Grale

2003

50% cab. sauv., 30% sangiovese, 20% merlot Grascete @@@
Lienà

2003

merlot Giovanni Chiappini @@@
Guidalberto

2003

45% merlot, 45% cab. sauv., 10% sangiovese Tenuta San Guido @@@
Bolgheri Rosso Scopaio

2002

85% cab. sauv., 10% merlot, 5% syrah Cipriana @@@
Bolgheri Rosso Il Bruciato

2002

cabernet sauvignon, merlot, syrah Guado al Tasso @@@
Bolgheri Rosso Serre Nuove

2002

75% cab. sauv., 20% merlot, 5% petit verdot Tenuta Ornellaia @@@@
Bolgheri Rosso Sup. Rubino dei Greppi

2002

40% sangiovese, 30% cab. sauv., 30% merlot Greppi Cupi @@
Bolgheri Rosso Sup. Sassicaia

2002

85% cabernet sauvignon, 15% cabernet franc Tenuta San Guido @@@@
Bolgheri Rosso Sup. Ornellaia

2002

65% cab. sauv., 30% merlot, 5% cabernet franc Tenuta Ornellaia @@@@
Bolgheri Rosso Sup. Grattamacco

2002

65% cab. sauv., 20% merlot, 15% sangiovese Collemassari @@@@@
Arnione

2002

cab. sauv., cab. franc, merlot, petit verdot Campo alla Sughera @@@
Masseto

2002

merlot Tenuta Ornellaia @@@@@

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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