L’ambizioso LR di Colterenzio in verticale 2011-2018

Mi ha sempre stuzzicato il “duplice” significato che la parola ambizione contiene in sé, ovvero da una parte il desiderio esasperato che talvolta raggiunge forme ossessive, e quindi bramosia di dominio o di potere; mentre dall’altra un’accezione più elegante e delicata, o meglio, più sobria e puntuale di proposito, di intento o al limite di aspirazione.

Ecco, credo che il secondo contenuto si addica molto bene al vino cult della celebre cantina altoatesina di Colterenzio, che qualche settimana fa ho avuto il piacere di assaporare in varie annate. Già, stiamo parlando di LR, un eccellente bianco di montagna, ispirato chiaramente alla figura leggendaria di Luis Raifer, che attraverso il suo approccio basato su rese ridotte, su una viticoltura sostenibile e sull’importanza del marketing, ha contribuito in maniera esemplare alla produzione di grandi vini, rendendoli spesso e volentieri delle autentiche opere d’arte. Ribelle e pioniere, ingegnoso e lungimirante, in breve tempo Luis è riuscito a diffondere una mentalità vincente, tanto che, tuttora, i 300 soci della cooperativa perseguono con dedizione tale modello “per ottenere uve pregiate, autunno dopo autunno”.

Nello specifico caso di LR, la modalità verticale ci ha mostrato tutta la sua forza ed eleganza: una degustazione che ha permesso, a tutti gli effetti e senza esagerati voli pindarici, di leggere con precisione le varie sfaccettature di tale nettare, e quindi delle persone che l’hanno prodotto e delle loro scelte compiute sia in vigna che in cantina.
Un blend dunque di Pinot Bianco, Sauvignon, Chardonnay e nelle prime versioni anche di Gewürtraminer, che desidera porre l’attenzione sulla vocazione della cantina nei confronti dell’attesa, cioè del tempo come chiave interpretativa di ogni vino.

Alto Adige/Südtirol DOC LR 2011: al naso si presenta accompagnato da profumi intensissimi di marzapane e pasticceria secca. In bocca ha volume, densità, equilibrio e compostezza con una delicata e molta piacevole nota citrina. Avvolgente, vellutato e correttamente morbido, riesce a non scadere nell’ammandorlato soprattutto per via delle peculiarità di alcune sue uve presenti. Vino di grande sensazione tattile con finale estremamente lungo e persistente.
Alto Adige/Südtirol DOC LR 2012: sensazioni olfattive simili al precedente, ma maggiormente più compatto, più definito, più assertivo e forse anche più energico. Cremoso e morbido senza essere anch’esso assolutamente stucchevole, carnoso, innervato da una pimpante corrente acida con finale tannico, potente e grintoso.
Alto Adige/Südtirol DOC LR 2013: aperto, fresco e sottilmente mentolato all’olfatto. Frutto maturo e avvolgente, tatto vellutato, ma decisamente minore rispetto ai precedenti; reattivo, vibrante, si muove molto bene in bocca e chiude con una lunga scia di sapore sapido e agrumato.
Alto Adige/Südtirol DOC LR 2015: la prima annata senza l’apporto di Gewürztraminer. Deliziosi aromi di frutta matura (mela e pesca su tutti) seguiti da folate floreali ed erbe alpine. Palato di grande portamento, intenso, molto equilibrato tra la dolcezza e la sapidità. Pieno e appagante nel lungo finale.

Alto Adige/Südtirol DOC LR 2016: annata in cui l’immaginaria componente “alpina” viene convalidata definitivamente. Profondo, finissimo, ricamato nei profumi che ricordano gli agrumi (bergamotto) e i fiori (gelsomino). Netto e profilato al palato, dove il frutto lascia lo spazio al sale, talvolta all’umami e a qualche cenno torbato. Chiusura estremamente lunga e snella. Un vino di notevole finezza!
Alto Adige/Südtirol DOC LR 2017: penetranti aromi di pesca, albicocca e mandarino, sfumati da morbidi toni balsamici. Al palato il frutto presenta una buona maturazione fenolica trovando conforto in una splendida succosità citrina. Acidità, persistenza e un filo di spezia sul finale, poi, completano in maniera egregia una vendemmia non certo semplice.
Alto Adige/Südtirol DOC LR 2018: grande spazialità nello sviluppo dei profumi, che mettono in evidenza purezza, freschezza e intensità nonostante l’annata di “struttura” soprattutto in Alto Adige. Particolare energia e slancio anche al sapore, limpidamente fruttato, scattante, longilineo.
Lele Gobbi




