Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Riserva Hòspes 2022
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 07/2026
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: cannonau
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: IOLEI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 30 a 35 euro
Concludiamo il lungo approfondimento dedicato all’azienda vitivinicola Iolei di Oliena, in provincia di Nuoro, mediante il Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Riserva Hòspes 2022. Il suddetto vino sta conquistando importanti traguardi a livello nazionale, e non solo, ma Antonio Puddu – enologo e titolare dell’azienda – non ama dormire tra gli allori o peggio sentirsi arrivato. Il nostro protagonista, coadiuvato dall’impegno di tutta la sua famiglia, si rimbocca le maniche e continua a lavorare con passione, umiltà – conscio del proprio potenziale – allo scopo di offrire ai clienti, ed estimatori, tutta l’essenza del territorio vitivinicolo di Oliena; il fascino dell’uva cannonau, allevata ad altitudini che spesso sfiorano anche i 650 metri sul livello del mare.
Hospes, dal latino “Hospes, itis: Ospite”, prende il nome in memoria dell’ospitalità che Oliena offrì a Gabriele D’Annunzio, Edoardo Scarfoglio e Cesare Pascarella nel loro viaggio in Sardegna. I tre furono piacevolmente rapiti da tutto il contesto: paese, natura circostante, pastori e le ricamatrici; senza tralasciare la grande qualità dell’olio, vino e miele. L’etichetta è una rivisitazione del ritratto del Vate da ragazzo, creata per Iolei da un giovane artista olianese. Il suddetto vino proviene dalla migliore selezione delle uve e viene prodotto solo in annate particolarmente favorevoli. Effettua la fermentazione a temperatura controllata in acciaio, dove sosta per i primi mesi. Successivamente prosegue il suo affinamento in tonneaux di rovere francese a grana fine da 700 litri per 18 mesi.

Ritrovo al mio cospetto un manto rubino profondo, caldo, ed un estratto considerevole. Al naso il frutto appare maturo, sa di amarena e susina nera con incursioni di vaniglia, polvere di caffè, liquirizia dolce e una traccia balsamica che fa pensare all’eucalipto. Roteando il bicchiere, dopo lenta ossigenazione, sentori di macchia mediterranea piuttosto intensi e ben fusi al comparto fruttato; in chiusura una lieve tostatura rende il bouquet ancora più ricco. Un vino che evolve magistralmente all’interno del calice, anche a distanza di 24-48 ore dalla mescita. Opportunamente tappato s’intende. Ne assaggio un sorso, e ciò che mi convince appieno è la sua profondità unita a doti di leggiadria; dunque, privo di qualsivoglia forzatura o peggio eccessiva estrazione. Al contrario la freschezza appare evidente – nonostante l’annata torrida a dir poco – e la sapidità, unita ad un tannino vispo e dolce, mostra ancora una volta il potenziale dei vigneti dell’azienda Iolei. Un Nepente che a mio avviso è in grado di sfidare il tempo con estrema disinvoltura. Cinque chiocciole. Stufato di agnello con cipolle bionde, mantecato in chiusura con uovo e zafferano.