Addio a Carlin Petrini, fondatore di Arcigola-Slow Food

Accadde il 26 luglio del 1986 nella tenuta di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba nel cuore del Barolo, è lì che Carlo “Carlin” Petrini fondò Arcigola, emanazione dell’ARCI (Associazione Ricreativa Culturale Italiana) espressamente dedicata al mondo dell’enogastronomia.
Poco dopo diventa Slow Food e in soli tre anni diventa internazionale, come “Movimento per la tutela e il diritto al piacere”, per contrapporsi alla deriva mondiale del Fast Food e della vita sempre più frenetica.
Oggi sappiamo che, nonostante Slow Food abbia avuto un ruolo straordinario, basti pensare ai tanti presidi creati per salvaguardare piccole realtà e prodotti di nicchia a rischio di scomparire, la vita non ha smesso di correre, ma il lavoro di quarant’anni ha prodotto cose memorabili, basti pensare alla rete delle Comunità del cibo di Terra Madre (2004), una rete di piccoli agricoltori, artigiani, cuochi, pescatori, oggi diffusa in oltre 160 Paesi, alla fondazione dell’Università di scienze Gastronomiche a Pollenzo, frazione di Bra, al Salone del Gusto, al Cheese dedicata ai formaggi e a moltissime altre iniziative che hanno lasciato un segno profondo nella cultura del buon cibo e di uno stile di vita che punta alla consapevolezza e al vivere sano all’insegna del piacere, ma sempre nel rispetto dell’ambiente.
Carlo Petrini è stato presidente di Slow Food fino al 2022, è morto ieri nella sua casa di Bra a 76 anni; giornalista e scrittore, ha collaborato con La Stampa, La Repubblica, Il Manifesto, MillenniuM de Il Fatto Quotidiano e Vita Pastorale, destinando tutti i proventi a progetti di Slow Food e dell’Università di Pollenzo.
Ha pubblicato numerosi saggi gastronomici e sullo sviluppo sostenibile, tra cui “Le ragioni del gusto” (2001), “Slow Food Revolution” (2005), “Buono, pulito e giusto” (2005), “Terra madre” (2009), “Storie di Piemonte” (2012), “Cibo e libertà” (2013), “La coscienza del cibo” (2014), “Voler bene alla terra” (2014), “Slow Food. Storia di un’utopia possibile” (2017), “Terrafutura” (2020), “Il gusto di cambiare” (2023) e “Vite di Langa e Roero” (2025).
Nel corso della sua vita ha ricevuto numerose lauree e dottorati honoris causa, nel 2004 la rivista Time lo ha nominato “Eroe europeo”, nel 2008 il quotidiano britannico The Guardian lo ha inserito tra le 50 persone che potrebbero salvare il mondo, nel 2016 è stato nominato ambasciatore speciale FAO per il programma “Fame Zero” in Europa. Nel 2019 papa Bergoglio lo ha invitato a partecipare al sinodo sull’Amazzonia in Vaticano. Ma la lista di attività e opere in nome di un altro mondo possibile è quasi infinita, la sua dipartita lascerà un vuoto davvero incolmabile, ascoltarlo, sentire i suoi racconti pieni di umanità, di valori, sono stati per me momenti di grande arricchimento, non solo culturale ma anche dell’anima. Grazie Carlin per tutto ciò che hai fatto per noi, riposa in pace.
Roberto Giuliani



