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“Teatro del Gusto” approda a Napoli, un festival unico dedicato a vino e cibo artigianale

Locandina Teatro del Gusto Napoli

Dopo le prime due edizioni ischitane, il festival enogastronomico “Teatro del Gusto” approda a Napoli per la sua terza edizione. Dal 4 al 6 maggio 2024 i Quartieri spagnoli di Napoli si animeranno e vedranno svolgersi una tre giorni dedicata al mondo del vino e del cibo artigianale.
Una scelta non casuale, voluta grazie all’incontro con i responsabili di Quostro e Francesco Frascione, che vedrà come palcoscenico, la corte della Fondazione Foqus – Fondazione Quartieri Spagnoli all’interno dell’ex-Istituto Montecalvario di Napoli – che ospiterà ben ottanta stand tra vino e gastronomia. Del resto, i quartieri spagnoli racchiudono lo stesso cuore che pulsa nel Teatro del Gusto; una vera e propria affinità elettiva.

Dove si fa

“Teatro del Gusto” infatti non è e non vuole essere una semplice “fiera” di vini con banchi d’assaggio, ma un vero e proprio simposio sul tema dell’agricoltura naturale e della enogastronomia di qualità, dove si intrecceranno incontri e confronti con i tanti attori di questo settore; dai vignaioli ai cuochi, dai produttori ai tanti artigiani che ruotano nel mondo del “Gusto”.
Come recita il sito di presentazione dell’evento:”Il teatro è rappresentazione, il gusto ci racconta il sapore di ciò che mangiamo e beviamo. Teatro del Gusto è una fiera nazionale del vino naturale, ma anche un simposio sul tema del consumo consapevole e dell’enogastronomia di qualità. Degustazioni, arte e libri, conoscenza e pratica, laboratori, workshop, interazione con i produttori di vino naturale e cibo artigianale, costruzione di reti per un mercato tutto nuovo e tutto nostro”.

Annamaria Punzo

Un evento che nasce dall’idea e al contempo dall’esigenza, di Annamaria Punzo, giornalista e divulgatrice enogastronomica ischitana, che racconta come tutto ha avuto inizio: «Era il 2021 e con l’aiuto dell’Associazione Amici del Teatro di Ischia decidemmo di fondare un festival enogastronomico tutto costruito sul vino naturale e sul cibo artigianale. Il territorio, la sana e cruda verità della natura, la nostra terra, l’origine. Nacque così una edizione zero, che ci servì a capire meglio il potenziale delle nostre idee, a definire la direzione, a disegnare con precisione la traiettoria. Nel 2023 nasce l’associazione culturale e prende il via la prima, vera edizione di Teatro del Gusto, sempre nel borgo di Ischia Ponte».

Mario Avallone

Come in tutte le situazioni, è il gioco di sinergie che crea nuovi scenari ed opportunità; da qui la scelta di spostare a Napoli la terza edizione, arricchendola di ulteriori stimoli e contenuti. Una scelta frutto anche dell’incontro con Mario Avallone, kuoko mercante, come lui stesso ama definirsi.
La stessa visione della vita, della cucina, del vino hanno dato vita a questa nuova scommessa. Come racconta Annamaria: «Si è così deciso di provare a trasferire il teatro del gusto a Napoli. Il nostro “Teatro” è un contenitore originale, denso, perché risponde a una domanda che è prima di tutto personale, cioè capirne di più del vino artigianale e delle preparazioni dei cibi artigiani. Ho girato per diverse fiere in Italia negli ultimi anni, e molto spesso mi sono sentita disorientata, individuando in me stessa il profilo dell’inesperta di vini, ma anche la curiosità di saperne quanto più possibile. Disincantata e disillusa non ho voluto accettare il binomio vino naturale – consumismo, cercando così una strategia alternativa per offrire ai produttori e agli appassionati consumatori, oltre che agli addetti ai lavori, un terreno fertile dove riparlarsi, rallentare e tornare a degustare il vino oltre la compulsiva necessità di vendere, assaggiare e passare oltre. L’edizione di Napoli avrà più di 30 masterclass, quindi sarà un vero e proprio mini-master dedicato alle produzioni con ospiti eccezionali, che sono soprattutto persone che stimiamo, che hanno aderito a un progetto diverso che forse in Italia finora non c’era mai stato. Le nostre aspettative sono quelle di chi non sa effettivamente a cosa va incontro, sono quelle di chi sta cominciando a seminare. Intanto vediamo crescere un progetto che – grazie alle persone che si sono avvicendate all’interno del teatro – oggi può dirsi in continua crescita e in espansione».
Natura, tradizione e Innovazione sono le tre macro-tematiche, i tre elementi della loro narrazione; ma è proprio sul concetto di natura che ci si sofferma, che viene rappresentato dal simbolo della foglia e che vuole essere un luogo dedicato a pensieri e riflessioni che circondano il mondo del vino artigianale e i suoi produttori.

Francesco Frascione

Una precisazione utile che può aiutare è capire cosa viene inteso in questo festival con il termine vino naturale. Come sottolinea Annamaria:«Le definizioni che secondo me girano attorno al concetto di naturale oggi sono sia legate a una funzione meramente commerciale, di marketing, di comunicazione, sia effettivamente a un aspetto sociologico, antropologico e poi ancora a una filosofia di produzione. Nella mia esperienza, sempre umana, che non rinnego, Sandro Sangiorgi ha sempre detto che “il vino naturale è il frutto del lavoro di una comunità di persone che ha come primo pensiero la custodia della vita dalla vigna al calice”. Io aderisco a questa idea aggiungendo che a mio avviso oggi produrre vino naturale significa lanciare un messaggio. Significa uscire da un circuito consumista e approdare a testare un circuito dove il tempo rallenta e dove si dà spazio a sapori autentici: e questo vale sia per il cibo che per il vino. Altro aspetto non trascurabile, il teatro del gusto nasce anche per dare ai produttori la possibilità di confrontarsi e di strutturare assieme nuovi paradigmi attorno al concetto di vino naturale. E quindi è veramente un discorso molto ampio che io stessa metto in discussione tutti i giorni».
E il ruolo dei cuochi in questa kermesse?
Prosegue Annamaria: «Parlare di chef, parlare di cucina, parlare di preparazioni è un’arma a doppio taglio, c’è stato un periodo in cui sembrava che la cucina di un certo tipo – quella stellata per intenderci – fosse l’unica possibile. Poi si è ritornati a parlare della storia di chi cucinava, dei cuochi, e adesso si sta arrivando a parlare del piatto e del prodotto. Io dico che un giorno si arriverà a parlare sempre di più del prodotto che c’è nel piatto. Il teatro del gusto vuole quindi portare un ponte tra la cucina stellata, quella ricercata, quella più semplice delle osterie e delle realtà spontanee e rimette tutto in discussione. Per questo abbiamo sposato il progetto di “Cucina Continua” di Mario Avallone».
“Cucina Continua” è un concetto che vede i cuochi in azione, che si mettono in evidenza e cucinano in maniera continuativa insieme in un unico palco.
Come ha spiegato Mario Avallone: «Quello a cui ho pensato è una sorta di contro palco, con una cucina centrale fruibile da tutti i cuochi, che troveranno materie prime e ingredienti. Ciascun cuoco verrà con le proprie “mani”, col proprio cuore, col proprio stomaco; verrà a cucinare alternandosi in questi tre giorni; questo sarà una sorta di menù esperienziale estemporaneo, che si va a creare con gli ingredienti che troveremo i primi di maggio».
Da qui terra, tempo e tradizione diventano gli elementi essenziali del Teatro del Gusto; il terroir quindi assume il significato di parte della nostra identità che ci permette di vivere le produzioni dalla terra alla tavola, dalla vigna alla bottiglia, dove ogni passaggio diventa strumento di percezione e di consapevolezza.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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