Abruzzo Wine Experience dà il via al “Modello Abruzzo” 2023

Naturalmente predisposto alla vitivinicoltura, il territorio abruzzese è collocato tra il mare Adriatico e i massicci del Gran Sasso d’Italia e della Majella, nell’ambito dei quali si snodano tre Parchi Nazionali e più di dieci tra riserve nazionali e regionali.
Una regione che con la vendemmia 2023, ha dato una svolta significativa nella presentazione dei vini d’Abruzzo attraverso il “Modello Abruzzo” – novità per tutto il mondo vitivinicolo italiano – che consiste in un nuovo modo di concepire l’organizzazione delle denominazioni d’origine e delle Igp; un modo più semplice e allo stesso tempo più dettagliato e più funzionale alla promozione sui mercati internazionali.

L’obiettivo è quello di rafforzare la comune identità dell’enologia regionale valorizzando al contempo i singoli territori e rendendo facilmente riconoscibile la scala dei valori delle diverse tipologie di vino ai consumatori.
Con il “Modello Abruzzo”, inoltre, si intende mantenere la produzione regionale al reale potenziale produttivo regionale, per garantire sostenibilità sociale, economica ed ambientale al sistema vitivinicolo abruzzese.
Il principio guida della semplificazione che lo distingue, prevede di affiancare alle cinque doc – Montepulciano d’Abruzzo Doc, Trebbiano d’Abruzzo Doc, Cerasuolo d’Abruzzo Doc, Abruzzo Doc (che comprende anche i vini ottenuti dai vitigni autoctoni Pecorino, Passerina, Coccociola e Montonico) e Villamagna Doc – una sola Igt, Terre d’Abruzzo, al posto delle attuali 8, per rafforzare l’identità regionale di tutti i vini.

Per le 4 Denominazioni regionali sarà introdotta invece la menzione Superiore. Per il Montepulciano d’Abruzzo verrà introdotta la sottozona San Martino sulla Marruccina. Mentre riserva e menzione Superiore saranno abbinate alle appellazioni provinciali: Colline Teramane, Colline Pescaresi, Terre de L’Aquila e Terre di Chieti.
La regione può essere suddivisa in due zone: quella interna montuosa, che costituisce oltre il 65% dell’intero territorio regionale, e quella litoranea con l’ampia fascia collinare.
Ancora tante le potenzialità inespresse per questa regione, come si è reso evidente in occasione dell’Abruzzo Wine Experience, l’evento voluto dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo – che si è svolto lo scorso giugno nella suggestiva cornice di Tenuta Coppa Zuccari a Città Sant’Angelo – che da diversi anni è diventato l’appuntamento annuale dell’enologia regionale, con il Grand Tasting Vini d’Abruzzo 2023, unito alla scoperta dell’Abruzzo enologico, tra bellezze naturali, gastronomie e storie di vini.

“Questo grande evento che coinvolge tutto il mondo della viticoltura abruzzese ha l’obiettivo di far comprendere agli opinion leader nazionali e internazionali la straordinaria crescita del livello qualitativo dei nostri vini”, spiega Alessandro Nicodemi presidente del Consorzio. “Protagoniste saranno tutte le nuove annate dei produttori, ma anche il territorio con visite guidate nelle cantine e in alcuni dei luoghi più suggestivi della regione; durante la giornata del 7 giugno abbiamo organizzato due approfondimenti dedicati al Cerasuolo e al Montepulciano d’Abruzzo dandone una chiave di lettura nuova e originale, ma la stampa avrà modo di portarsi a casa una panoramica completa di tutti i nostri vini e dei tanti nuovi progetti che stanno mettendo in campo i viticoltori“, conclude Nicodemi.
Una novantina di aziende e circa 350 etichette in rappresentanza di tutte le produzioni territoriali, dalle più conosciute a quelle meno famose ma emergenti, mentre per la parte food il Consorzio ha scelto per quest’anno la brigata di Villa Maiella, Stella Michelin del territorio.
Interessante il focus dedicato al Cerasuolo, guidato dal wine journalist Filippo Bartolotta, studiato per scoprirne sfaccettature e potenzialità.
Con le sue tinte che descrivono – a seconda di stilistica e interpretazione – le istantanee di un tramonto, il Cerasuolo d’Abruzzo nel 2010 ha conseguito la prima denominazione in Italia dedicata esclusivamente alla tipologia rosata.
Si tratta di un metodo antico, da sempre diffuso in terra d’Abruzzo, un vino da bere a casa tutti i giorni, color cerasa intenso, ricco di aromi e di frutto, figlio scalpitante di un terroir- da lui definito nel titolo della masterclass “air-roir” – straordinariamente vocato, esposto alle brezze marine e all’aria fredda del ghiacciaio più a sud d’Europa, il Calderone. Rosa affascinante, il Cerasuolo d’Abruzzo eredita dal vitigno tutte le sue virtù.
Per raccontare i vini d’Abruzzo Bartolotta, si è appellato alla metafora di Medusa e Perseo, visto che da sempre l’Abruzzo è conosciuto e associato alla potenza muscolosa del suo Montepulciano, suo vino simbolo, il comunicatore toscano ha voluto agire con una nuova immagine, incisiva eppure immediata, giocata sulla diversità dei territori di produzione.

Vini con la montagna dentro, luminosi e di carattere, che vengono assimilati da Bartolotta alla prima lezione di “Lezioni Americane di I. Calvino”, quella appunto dedicata alla leggerezza, attraverso la vicenda di Medusa e Perseo, scelta tra gli altri esempi che illustrano in modo magistrale questa particolare qualità. Così il Cerasuolo, prima e unica denominazione italiana dedicata al rosé, prodotto con dentro cento per cento uva Montepulciano, si mostra delizioso e fatto con delicatezza, succoso, rinfrescante; un finto vino semplice, di spiccata personalità, capace di regalare complessità e leggerezza, trasversale e perfetto per giocare in tavola con le più svariate preparazioni.
La sua straordinaria freschezza unita all’eleganza dei profumi ne fanno un vino particolarmente piacevole. La zona della denominazione Cerasuolo d’Abruzzo comprende l’intera fascia collinare costiera e pedemontana della regione. Le vigne si estendono nei comuni di tutte e quattro le province abruzzesi: Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo che si trovano al di sotto dei 600 metri, cosicché la maggior parte dei vigneti si trova nella parte orientale più bassa della regione.

Tra i cerasuolo degustati durante l’incontro, si distingue il DOC Cerasuolo d’Abruzzo ‘Rosa – ae’ 2022 di Torre dei Beati, con il suo color ciliegia rossa, saporito nel sorso, succoso ed equilibrato, dotato di bella freschezza, energia e salinità.
Interessante il DOC Cerasuolo d’Abruzzo Baldovino 2022 Tenuta i Fauri, coltivato in area del Chietino, ha un colore molto leggero con note floreali e fruttate di fragole, melagrana e ciliegie. Il palato è caratterizzato da un buon equilibrio tra acidità e sapidità e da un lungo finale ammandorlato.
Intenso, con note più calde di frutti scuri il DOC Cerasuolo d’Abruzzo Tauma 2022 Pettinella è saporito e lungo, piacevolmente ampio e fresco, con grande energia salina.
Il DOC Cerasuolo d’Abruzzo 2022 Emidio Pepe è frutto di selezione massale di uve montepulciano, inizialmente chiuso all’olfatto, si apre su note di frutti a bacca rossa e nera e delicate sfumature speziate; profondo e materico al sorso.
Fosca Tortorelli




