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CRUS

logo CrusIndirizzo: Frazione Mombello, 79 – 13866 Masserano (BI)
Cell: +39 327 6340401
Sito: agricrus.it
Email: info@agricrus.it


laVINIum – 02/2023

Come potrei dimenticare le terre del Bramaterra, quelle che mi hanno visto crescere e fatto innamorare del nebbiolo, da queste parti chiamato spanna. Le giornate autunnali avvolte nella nebbia, l’aspetto rude delle colline protette dal Monte Rosa e contornate da boschi e folta vegetazione, la stessa che cambia colore ad ogni stagione.

Daniela e Davide Bellini
Daniela Sangiovanni e Davide Bellini

Il più delle volte, dalle mie parti, le vigne sono nascoste e situate all’interno di questo ambiente in parte incontaminato, risulta avvincente scovarle ancor più se in compagnia della persona amata, di un buon amico o di un produttore di vino; il più delle volte fortunatamente le tre cose coincidono.
L’Alto Piemonte, areale vitivinicolo compreso fra la provincia di Novara, Vercelli, Biella e Vco, è un territorio vasto e ricco di denominazioni che posseggono una storia antica e affascinante e il Bramaterra, DOC dal 1979, è senza meno una tra queste. Il nome evoca un’immagine poetica e allo stesso tempo ricca di significato: una sorta di rivalsa verso ciò che dà la vita, rende liberi, permette la sopravvivenza: la “terra” e il sacrosanto diritto di “bramarla”. In questi ultimi vent’anni ho conosciuto tutti i protagonisti che hanno reso celebre il suddetto vino prodotto tra le colline in provincia di Biella e Vercelli, lo stesso era già noto nei secoli XI e XII, come testimoniano alcuni documenti dell’epoca; tuttavia solo nel 1447 si ha la prima traccia del Bramaterra.

Davide Bellini
Davide Bellini

Molti secoli dopo, scherzi a parte nel 2012 per la precisione, un team di persone appassionate: Michele Colombo, Luca Posillipo, Daniela Sangiovanni, Davide Bellini e Cristiano Garella hanno dato vita ad un progetto, denominato Crus, che ho avuto il piacere di approfondire negli ultimi mesi. Spinti da un indomabile desiderio di promuovere il proprio territorio, il cammino di questa giovane realtà di Masserano inizia da un colle abbandonato di rara bellezza che sovrasta il piccolo borgo in provincia di Biella.

I vigneti visti dall'alto
I vigneti visti dall’alto

Un fazzoletto di terra dove qualche vecchia vite resisteva con fierezza all’avanzamento boschivo, fenomeno presente un po’ in tutto l’Alto Piemonte per via dell’epoca in cui le genti del posto preferivano andare a lavorare in fabbrica che piegarsi ai mille capricci della natura attraverso il lavoro nei campi. Esattamente 11 anni fa inizia la sfida di Crus mediante l’acquisto di cinque ettari di terra. L’intento è quello di riesumare lo spirito di una collina altamente vocata, situata all’interno di uno dei territori di punta, in Italia, riguardo la coltivazione del nebbiolo, cultivar che possiede potenzialità pressoché infinite.

Vigneto azienda Crus

La “collina dalle sabbie rosa”, assomiglia al titolo di un romanzo, al contrario è un luogo di estremo realismo, concretezza, dove sabbie plioceniche e porfidi con pH. di acidità tra i più bassi al mondo danno vita a vini di eleganza suprema, termini di cui spesso si abusa ma in questo caso gli unici ad aver senso. La collina della Croce a Masserano (BI), la stessa che dà il nome all’Azienda Crus, dove nelle memorie degli anziani veniva prodotto un vino pregiato, il migliore del paese. Le tenute si sviluppano attualmente su una superficie complessiva di sei ettari, tre dei quali vitati.
L’appezzamento più importante è denominato Vigna Colma Santa Barbara, là dove si ottiene l’omonimo cru di Bramaterra che comprende le varietà nebbiolo, vespolina e croatina, ovvero gli autoctoni del territorio.

Sabbie

Relativamente giovane, è stata piantata nel 2015 ed ampliata nel 2021, è ubicata a 440 metri s.l.m. ed occupa l’intera superficie della collina con un’esposizione a 360°; ammirarla è un privilegio per pochi, gli stessi che hanno ancora voglia di lasciarsi incantare dalla bellezza della natura. L’altitudine non indifferente, così come la pendenza e l’esposizione, giocano un ruolo di primaria importanza riguardo la qualità delle uve; caratteristiche che influiscono sul microclima, sull’escursione termica notte-giorno che dona freschezza a livello gustativo e aromi importanti al naso.

Vigne di Bramaterra

I terreni sono composti da porfidi di origine vulcanica con tessitura franco sabbiosa e caratterizzati da ph acido che conferisce al vino longevità, vero e proprio asso nella manica della maggior parte dei vini dell’Alto Piemonte. Allevare la vite da queste parti non è cosa assai facile, il luogo è siccitoso, il clima ventoso e il terreno drenante, aspetti che costringono la pianta ad inerpicarsi su balze rocciose. In realtà tali caratteristiche vanno a comporre un territorio straordinario, vocato, d’altronde è risaputo: più le condizioni sono estreme maggiore sarà la possibilità di trarre beneficio, in termini di qualità, dai grappoli prodotti.

Bottaia Crus

Appena fuori dalle mura del paese, nei pressi della Chiesa di San Teonesto, albergano le vigne de “La Luppa” con un’età media di 40 anni. Tra questi filari, oltre a vecchi cloni di nebbiolo, croatina e vespolina sono presenti barbera ed uva rara, altre cultivar autoctone piemontesi. I boschi caratterizzano il paesaggio e grazie alla conduzione Bio è possibile preservarne l’ecosistema. Il rispetto nei confronti del territorio, un ambiente unico per certi versi dove regna la biodiversità, è tra gli aspetti di maggior rilievo per Crus. A tal riguardo l’Azienda ha le idee chiare e opera preservando con coscienza gli equilibri biologici con specifiche azioni mirate. In vigna sono tassativamente vietati i diserbanti, i concimi chimici o i prodotti fitosanitari di sintesi. L’assenza di tali sostanze favorisce la presenza e il proliferare di insetti pronubi che stimolano le piante all’autodifesa. Inoltre, utilizzando induttori di resistenza e polveri di roccia, è possibile ridurre l’uso del rame; la parete vegetativa è nutrita con alghe e propoli.

Cisterne acciaio inox

La semina tra i filari è composta da un insieme di leguminose che, attraverso la pratica del sovescio, arricchisce il terreno e nutre le viti. Cosi facendo viene restituita al vigneto la sostanza organica sottratta durante la stagione, lo stesso viene concimato esclusivamente con compost verde ottenuto dai tralci della potatura secca fermentati con letame bovino. In estate viene effettua un’attenta selezione diradando i grappoli in eccesso allo scopo di favorire la maturazione ottimale e il massimo in termini di qualità.
Un altro aspetto importante per l’Azienda è l’intervento in cantina, lo stesso viene limitato il più possibile per non impattare sulle peculiarità trasmesse all’uva dal territorio. Le fermentazioni avvengono in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata, innescate solamente da lieviti indigeni; rimontaggi delicati e ove possibile solo follature.
Cristiano Garella, enologo della Cantina, predilige lavorare per infusione piuttosto che per estrazione, e per ogni mosto varia la durata della macerazione sulle bucce, il tutto viene monitorato attraverso svariati assaggi. Il legno, inoltre, dev’essere un mero contenitore, non deve mai stravolgere l’essenza del vitigno; i solfiti vengono utilizzati a livelli minimi. Ho avuto modo di degustare tre etichette della gamma della Cantina Crus; nelle prossime pubblicazioni offrirò il mio punto di vista oltre alle consuete specifiche tecniche.

Andrea Li Calzi

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Coste della Sesia Rosso San Teonesto2019da 17 a 22 euro@@@@
Bramaterra Mumbèl2020da 24 a 28 euro@@@@
Bramaterra Colma Santa Barbara2019da 33 a 36 euro@@@@@

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