Coste della Sesia Rosso San Teonesto 2019
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2023
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo 80%, vespolina 10%, croatina 10%
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: CRUS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 17 a 22 euro
I Coste della Sesia li ho sempre trovati vini affascinanti. Rispetto ai “cugini” altopiemontesi di pari categoria, ovvero le etichette denominate Colline Novaresi, risultano pronti e più equilibrati già a pochi anni dall’imbottigliamento; non migliori s’intende, meglio specificare. In parte lo si deve alla percentuale di croatina presente nell’uvaggio, Inoltre, la presenza di sabbie plioceniche e terreni leggermente più sciolti in alcuni versanti, danno vita a vini dotati di armonia, lieve rotondità senza precludere in alcun modo la capacità d’affinamento. Quest’ultimo aspetto rappresenta l’asso nella manica di questo interessante territorio vitivinicolo che abbraccia le province di Biella, Novara, Vercelli e Vco.
Non fa eccezione il Coste della Sesia Rosso San Teonesto 2019 della Cantina Crus di Masserano (BI), blend di nebbiolo (80%), vespolina (10%) e a saldo croatina. Ai tempi del Principato, nei pressi del suddetto comune, un vero e proprio tunnel sotterraneo univa l’Oratorio di Santa Barbara con la chiesa di San Teonesto, a cui è dedicato il vino; questo legame indivisibile ancor oggi rappresenta simbolicamente l’unione tra gli appezzamenti più importanti di Crus.
Volendo specificare ulteriormente, le uve che danno vita a questo prodotto vengono allevate a guyot, su terreni franco sabbiosi nei pressi delle vigne della Luppa situate a 340 metri s.l.m; l’età media delle viti è 40 anni. La vendemmia avviene durante la prima decade di ottobre, a mano e in cassette. In cantina si inizia con la diraspapigiatura, la massa fermenta e macera sulle bucce per 18 giorni in vasche di acciaio inox a temperatura controllata. Malolattica effettuata in legno e affinamento di 8 mesi in barriques di rovere francese. Tonalità calda tra il granato ed il rubino, buon estratto e media trasparenza.
Respiro intenso e ricco di sfumature: confettura di frutti rossi, rosa lievemente macerata, noce moscata e grafite, effluvi di sabbia bagnata, terriccio e con opportuna ossigenazione una lieve balsamicità ricorda l’eucalipto.
In bocca è già piuttosto risolto e si distingue per una trama tannica fine e una sapidità stimolante che allunga notevolmente il sorso; vino di grande gettata, tuttavia mantiene piacevolezza a 360°.
Quattro chiocciole, consiglio in abbinamento un buon piatto di carnaroli mantecato a dovere con la Toma Maccagno dell’Alpe Biellese.