Soave Versus 2020: confrontarsi nel presente per guardare al futuro

Ogni bottiglia di vino è un libro, una storia, un racconto. Questi sono lo spirito e lo scopo della recente pubblicazione “Soave Terroir”, presentato lo scorso 5 settembre; il libro, edito dal Consorzio Tutela Vino Soave, raccoglie 20 anni di studi sulle Unità Geografiche Aggiuntive e vuole far conoscere le singole peculiarità di quest’area del Veneto.
L’importante passo in avanti, svolto dopo l’inserimento ufficiale delle 33 Unità Geografiche Aggiuntive nel disciplinare di Produzione, vede la messa a sistema di un progetto di ampio respiro, che si sviluppa sia on line che off line; un progetto che ha preso vita dall’esigenza di comunicare a un pubblico più vasto possibile la rivoluzione del sistema Soave, coinvolgendo nel racconto sia i produttori sia tutti gli esperti che negli anni hanno affiancato il Consorzio nello studio del territorio.

La scelta di introdurre le UGA (Unità Geografiche Aggiuntive), veri e propri cru che disegnano la mappa dei vigneti, vuole sottolineare la vocazione e il valore storico, presente e futuro di quest’area e dare maggiore forza e valore alla loro espressività.
Ad affiancare questa accurata e dettagliata pubblicazione, nasce il progetto video dove i produttori delle UGA ne descrivono le peculiarità attraverso il racconto dei propri vigneti e vini. Un’idea efficace e attuale, che trova nelle “Soave Pills”, una modalità di lettura più snella e giovane, per comunicare anche al pubblico dei social in maniera innovativa, la capacità di guardare a 360° la versatilità di un territorio e la voglia di farsi conoscere e riconoscere.

Non uno ma tanti Soave Versus, questa la scelta intrapresa dal Consorzio Tutela Vino Soave che quest’anno ha deciso di unire le forze anche con il comparto gastronomico di Verona e provincia. Arrivata al suo ventesimo anno di vita, “Soave Versus”, vuole appunto trovare spazio di confronto e dialogo concreto in un progetto unico e condiviso e diffuso tale da mostrare tutta la bellezza di questo territorio.

Ottimo spunto, ma con margini di miglioramento, l’idea messa in atto all’A.M.E.N. sulle Torricelle a Verona, una delle terrazze più belle della città, che, con le serate “Dream Verona, Drink Soave”, ha messo a sistema una sorta di percorso, suddividendo in 4 postazioni rappresentate da 4 colori diversi, le terre del Soave e le differenze dei loro suoli. Una serata che anche in questo caso ha voluto aprire la conoscenza e cultura del vino a un pubblico più vasto, cercando di dare valore a un prodotto che cresce di anno in anno, sempre più capace di esprimere vini di eleganza e finezza.

O ancora la voglia di confrontarsi per capire le possibilità evolutive di questa piccola storica regione – quella del Soave – attraverso la giornata “Soave Seven – La Longevità del Soave”, che ha visto a confronto il Soave d’annata con quello di 7 anni prima. Un’occasione unica per parlare con i produttori, conoscere la storia loro e di questo vino bianco, con la voglia di approfondire gli aspetti della denominazione, dal suolo vulcanico a quello calcareo fino alle espressioni dei vari produttori nella longevità.

Questi sei giorni di evento diffuso, organizzato con tutti gli standard di sicurezza richiesti in questo periodo, hanno visto coinvolte ben 54 aziende e un totale di 250 referenze di Soave complessivamente presentate, a partire dalla vendemmia 2004 fino alle espressioni più recenti.
Questo l’intento del consorzio, come spiega il suo direttore Aldo Lorenzoni: «Attraverso queste serate abbiamo voluto raggiungere e parlare a un pubblico ampio dai giovani che si vogliono avvicinare al mondo del vino fino ai winelovers, in un grande omaggio a questa bellissima città e alla sua provincia».
I prossimi obiettivi del Consorzio sono quelli di organizzare un roadshow del libro in Italia e prossimamente all’estero, mentre si sta chiudendo il progetto video e foto che uscirà presto e parlerà alle persone in modo fresco e innovativo, per soddisfare tutti coloro che vorranno avere semplici ma puntuali informazioni su questo ricchissimo mondo che è il Soave.
Fosca Tortorelli


