Fiano di Avellino Contrada Sant’Aniello 2014
Degustatore: Mario Crosta
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2020
Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: fiano
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: VIGNE GUADAGNO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
È un eccellente vino bianco ottenuto in purezza da uve fiano provenienti dalla parte più alta di un vigneto situato a un tiro di schioppo appena sotto il paese di Montefredane in provincia di Avellino lungo la SP 185 che scende dall’abitato con gli accessi presso lo spiazzo dalle coordinate GPS di latitudine 40.958167 Nord e longitudine 14.817722 Est. La società agricola Vigne Guadagno dei fratelli Giuseppe e Pasquale Guadagno, che continuano da decenni a fare gli imprenditori nel settore finanziario e ambivano a diventare anche vitivinicoltori. è nata nel 2010 acquisendo in conduzione una decina di ettari, tra cui circa tre ettari e mezzo di fiano a Montefredane, tre di greco a Santa Paolina, due di aglianico a Montemarano e uno di falanghina a Bonito.
È un Fiano di Avellino fatto con la consulenza e le cure di Gennaro Reale e Fortunato Sebastiano della Vignaviva Agroenologia di Grottaminarda ed è vinificato separatamente con l’annata 2013 da una selezione di uve raccolte nell’appezzamento che sale più vicino alle prime case del paese a 500/550 metri di altitudine, dove il suolo è argilloso/marnoso con scheletro leggero. Le viti qui sono state piantate con una densità d’impianto di 4.000 piante per ettaro e sono allevate a controspalliera con potatura Guyot bilaterale. Le tecniche agronomiche sono a basso impatto ambientale, nel massimo rispetto dei terreni, delle viti, dell’ambiente naturale e delle condizioni di lavoro in campo, grazie al ritorno al sovescio, all’uso di concimazioni organiche che rendono la terra soffice, agli stimoli all’autodifesa della vite stessa con l’uso di estratti vegetali e prodotti di copertura dalle malattie fungine per non impoverire né cementare i terreni come invece avviene più facilmente altrove con l’uso di prodotti chimici di sintesi.
La vendemmia dell’annata 2014, la seconda per questa selezione, è stata fatta manualmente nella prima settimana di ottobre con una resa media di 60 quintali per ettaro. La vinificazione è stata fatta in bianco con decantazione statica del mosto dopo la pressatura soffice dei grappoli interi e un leggero contatto pellicolare in pressa. La fermentazione alcolica si è sviluppata senza l’aggiunta di enzimi in vasche di acciaio inox a bassa temperatura, quindi il vino è maturato per 12 mesi sur-lie e si è affinato per altri 12 mesi in bottiglia ed è stato commercializzato dopo due anni dalla vendemmia. Tenore alcolico del 13%, può sfidare il tempo ancora per un altro lustro, poi chissà.
Questo Fiano di Avellino Contrada Sant’Aniello 2014 è un vino bianco potente che, a ben sei anni dalla vendemmia, ha non solo mantenuto la freschezza senza alcun cedimento ossidativo, ma ha avuto anche il tempo di armonizzarsi e trovare un equilibrio perfetto. I vini Fiano di Avellino, se vengono conservati in condizioni ideali di umidità, temperatura, buio e tranquillità, sono fra i vini bianchi più longevi del nostro bel Paese ed evolvono gli aromi e i sapori in modo graduale e coerente. Il fruttato delicato in gioventù, le confetture di frutta in maturità e infine la frutta sotto spirito. Apprezzo particolarmente la straordinaria longevità di questi gioiellini bianchi che nascono in terreni prevalentemente di origine vulcanica da suoli che vanno da quelli più sciolti, derivati dalle ceneri delle emissioni eruttive combinati con l’argilla fino a quelli ricchi di tufo oppure di limo e che mostrano una continua evoluzione dalla fragranza della gioventù fino alla complessità della maturità e alla finezza che riescono a raggiungere con il tempo.
Di colore paglierino dorato chiaro con riflessi ancora grigio-verdi, all’attacco il profumo di limone tra sfumature di pietra focaia e un sottile non so che di zolfanello introducono un bouquet fresco di aromi di pomelo, finger lime e scorze appena candite di cedro e di pompelmo. In bocca è straordinariamente sapido, con un fruttato di mela limoncella, susina marmulegna, pesca bellella a polpa bianca, un gran bel succo proprio da vino pieno e vispo qual è. Il finale aggiunge note piacevoli di nocciola fresca e di miele di corbezzolo. Campania felix!