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Corpus Noir 2007 Kabaj

vigneto azienda Kabaj

L’ultima volta che sono stato nel Collio sloveno, purtroppo, risale al lontano 1989, l’anno in cui iniziò il conflitto che portò alla dissoluzione della Jugoslavia. L’azienda di Jean Michel Morel e Katia Kabaj ha imbottigliato i primi vini nel 1993, quindi allora non mi sarebbe stato possibile conoscerli.
Ci sono voluti molti anni prima di potermi imbattere nel carattere dinamico del multilinguista Jean Michel, in occasione di un evento al quale sono profondamente legato, Terre di Vite, che ogni anno si svolge al Castello di Levizzano Rangone in provincia di Modena.
Esuberante, sempre pieno di energia, attorniato da decine di appassionati, faceva assaggiare i suoi vini destando un fortissimo interesse. La curiosità è stata forte e ho assaggiato tutte le tipologie che aveva portato, compreso un’impressionante “Amfora” di cui parlerò in altra occasione, che in qualche modo rappresenta tutta la sua passione per il vino georgiano, approfondita anche confrontandosi con Gravner.

Corpus Noir 2007 Kabaj

Mi soffermo invece su questo “Noir” 2007, ovviamente si tratta di un pinot noir, non ho la scheda del vino né il sito di Kabaj ne fa cenno, ma non è poi così importante.
Quello che conta, invece, è cosa mi regala nel calice: un colore granato caldo con riverberi rubini e un ventaglio di profumi che non nascondono il carattere del vitigno, si sente la viola, la rosa, la ciliegia, il lampone, la fragola, ma anche toni più profondi che avvicinano ai sentori della terra, soprattutto dopo una breve pioggia; i 13 anni dalla vendemmia cominciano a fare emergere note terziarie di funghi, tabacco e cuoio, ma sono davvero in fase iniziale, a testimoniare un vino ancora in piena evoluzione.
Al palato ha una notevole spinta fresca, probabilmente il vigneto è piuttosto elevato o quantomeno si trova in una zona dove le escursioni termiche fra giorno e notte sono abbastanza decise. La gradazione si ferma a 13% e questo è un gran bene, perché il vino ha proprio i tratti della digeribilità, scorre intenso e stimolante, senza spigoli, sarei molto curioso di verificare quanti anni ancora andrà avanti, al momento appare certamente promettente.
Vicinissimo alla quinta chiocciola.

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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