Lutti nel mondo del vino: il 2018 è un anno da dimenticare

Ci sono momenti in cui, per una ragione apparentemente inspiegabile, ti affiorano alla mente una serie di pensieri, ricordi che in qualche modo hanno lasciato un segno. Quest’anno sono successe tante cose in Italia, belle ben poche, spiacevoli e preoccupanti molte, ma certamente quando qualcuno se ne va via definitivamente, anche se non lo conosci personalmente, provoca sempre un certo turbamento; è come se ricevessi tante piccole scosse, che ti ricordano quanto la vita sia un bene prezioso e al contempo fuggevole.
Il 2018 non è ancora finito, mancano più di due mesi, ma per certi spiacevoli aspetti vorrei lo fosse già. E così mi tornano alla mente i tanti lutti, personaggi più o meno noti, più o meno frequentati del mondo del vino:
9 gennaio – VITTORIO PANCRAZI: Tenuta di Bagnolo a Montemurlo, 87 anni, famoso per il suo “Pinot Nero dell’errore”, quello che in azienda credevano essere un sangiovese e che poi, nel 1979, l’enologo Niccolò D’Afflitto, scoprì essere un pinot nero.
13 gennaio – RUDY BURATTI: di origine trentina, enologo e direttore della Banfi, trapiantato a Montalcino nel 1983, aveva 56 anni.
21 gennaio – BRUNO GIACOSA: 88 anni, l’uomo che comunicava quasi esclusivamente con i suoi straordinari vini, le parole erano centellinate, difficile fargli un’intervista a meno di non essergli particolarmente simpatico, ma comunque sempre poche, precise, ma poche.
8 febbraio – IVALDO FANTOZZI: forse non tutti lo conoscevano, ma la sua azienda Wandanna di Montecarlo, certamente sì; aveva 73 anni.
26 marzo – VITTORIO CONTINI BONACOSSI: 63 anni, Tenuta di Capezzana, grande azienda, grandi vini, grande famiglia, grande perdita.
27 aprile – GIANCARLO MONTOBBIO: conduceva l’azienda del padre Dario, uno scontro d’auto frontale a Pontecurone se l’è portato via a 67 anni.
21 maggio – BARBARA INCISA DELLA ROCCHETTA: una donna del vino, nipote di Mario Incisa, fondatore del WWF Italia, se n’è andata a 78 anni.
13 giugno – DONATELLA BRIOSI: un’altra donna del vino, un’amica, sommelier e comunicatrice eccellente, freddata con un colpo di pistola dall’ex marito a 64 anni.
25 giugno – CARLO CROCCHINI: produttore di vino e olio del Podere La Madia, nell’aretino, morto a 62 anni in un incidente con il suo trattore che si è ribaltato mentre lavorava tra gli ulivi, in frazione Malva di Loro Ciuffenna.
13 luglio – STEFANO SUPPO: un tecnico informatico, amante del vino e della montagna, ha avuto il merito di essere stato uno dei pochissimi produttori ad aver reimpiantato il vitigno Baratuciat di Almense in Val di Susa; un malore mentre passeggiava in montagna se l’è portato via.
24 luglio – LORENZO FILOMUSI GUELFI: se pensi all’Abruzzo enoico, non puoi non ricordare la sua azienda di Tocco da Casauria (PE), aveva 80 anni.
2 settembre – GIUSEPPE RINALDI: dopo Giacosa e Beppe Rinaldi, le Langhe sono diventate più povere, di cultura e di grandi persone. Se n’è andato dopo una lunga malattia, in silenzio, senza farsi notare, a 70 anni.
5 settembre – SEVERINO GAROFANO: enologo irpino, trapiantato in Puglia nel lontano 1957, ha dato un contributo al vino del sud semplicemente inestimabile, ci ha lasciato a 83 anni.
Tutti insieme stanno facendo sicuramente grandi cose lassù…
Roberto Giuliani


