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Bertani, un patrimonio di storia: verticale Amarone della Valpolicella Classico

La cantina con le annate storiche
La cantina con le annate storiche

 

Visitare la sede storica dell’Azienda Bertani a Grezzana equivale a tuffarsi nella storia dei vini di Verona, e in particolare dell’Amarone. Tra le grandi botti di legno e di cemento e assieme ad altri datati strumenti di cantina, nei tunnel sotterranei c’è un vero e proprio tesoro di vecchie annate: più di 200.000 bottiglie prodotte dal 1958 a oggi, molte delle quali tuttora in vendita.
Lo scorso dicembre ho avuto il privilegio di partecipare a una verticale di, Amarone della Valpolicella Classico, un evento che ha avuto un significato molto particolare.
Qualche anno fa, precisamente nel 2011, la storica azienda della Valpolicella – fondata nel 1857 dai fratelli Giovan Battista e Gaetano Bertani – è stata acquistata da Tenimenti Angelini. Più di qualcuno s’interrogò, allora, sul futuro di questo “pezzo di storia del vino veronese” e sui possibili cambiamenti di stile e di produzione.
«Essere Bertani» ci assicurò un paio d’anni dopo il nuovo direttore Emilio Pedron «vuol dire mantenere una coerenza di valori dove la tradizione, lo stile aziendale, l’impegno per l’eccellenza qualitativa e l’identità territoriale non vengono meno, pur nel cambiamento

I vigneti della Tenuta Novare
I vigneti della Tenuta Novare

La degustazione dello scorso dicembre è stata l’occasione per rinnovare pubblicamente quest’impegno ed è apparso chiaro come lo “stile Bertani” abbia ispirato la gestione complessiva delle aziende che fanno parte della proprietà Angelini. Dal 2014, infatti, il gruppo ha assunto il nome di Bertani Domains, a conferma il ruolo guida del marchio veronese, forte della sua storia e della sua tradizione.

L'appassimento sulle arele
L’appassimento sulle arele

Il messaggio dell’Amarone “Classico” Bertani
Introducendo la verticale di annate di Amarone della Valpolicella “classico” (2008 – 2005 -1998 – 1981 -1978 -1967), il direttore operativo Andrea Lonardi ha definito Bertani “un sistema dinamico”: «negli ultimi venticinque anni la vendemmia si è anticipata di circa venti giorni ma Bertani lavora per mantenere costante uno stile e un’interpretazione produttiva che, nel caso dell’Amarone, si condensa in termini come identità, riconoscibilità, eleganza, longevità, bevibilità
La rigorosa selezione delle uve nei vigneti della Tenuta Novare (Valpolicella Classica), la messa a riposo delle uve mediante l’appassimento esclusivamente naturale sulle “arele”, la fermentazione in cemento e un affinamento di almeno sei anni in legni grandi di rovere e in parte di castagno e ciliegio, sono le scelte produttive tradizionali che contribuiscono a mantenere una coerenza stilistica e interpretativa unica, simboleggiata anche dalla storica etichetta, rimasta costante sulla bottiglia dal 1958 ad oggi.

La verticale di Amarone della Valpolicella Classico Bertani
La verticale di Amarone della Valpolicella Classico Bertani

La verticale

Amarone della Valpolicella Cl. 2008
Da poco in commercio; quest’annata piuttosto calda e asciutta si condensa in un vino intenso, dalle belle note balsamiche di china e frutti di sottobosco. Il sorso è sapido, avvolgente e di potente eleganza. Giovanissimo e senz’altro promettente.

Amarone della Valpolicella Cl. 2005
Un’annata climaticamente equilibrata si esprime molto bene in uno spettro olfattivo molto vario: ribes nero, ciliegia, spezie dolci, nocciole e cacao. Tannino vellutato e un bell’allungo soddisfano con eleganza il palato. Molto bella anche la trasparenza del colore rubino.

Amarone della Valpolicella Cl. 1998
Una vendemmia perfetta l’ha definita Andrea Lonardi. E non si può dargli torto assaggiando quest’Amarone profumato di foglie di the, fiori secchi, confettura di ciliegia matura, cioccolato. Il sorso si distende morbido e caldo ma moderato da una buona acidità e ravvivato da una notevole sapidità. Un fuoriclasse.

Amarone della Valpolicella Cl. 1981
L’annata piuttosto fredda si esprime in un vino più sottile e austero, a mio avviso il più esile della batteria. Anche all’olfatto le note sono meno fruttate e più asciutte, ricordando la prugna secca, il mallo di noce, la liquerizia. Abbastanza persistente il finale.

Amarone della Valpolicella Cl. 1978
Anche questa è un’annata piuttosto fredda, ma qualche anno in più di affinamento sembra giovare all’equilibrio complessivo: ricompaiono tratti austeri sia all’olfatto che al palato, entrambi molto intensi e giocati su note di mallo di noce, prugna secca, erbe aromatiche. Un sorso è ancora molto vivace e il timbro è incredibilmente giovanile.

Amarone della Valpolicella Cl. 1967
Annata molto equilibrata dal punto di vista climatico. Con quasi cinquant’anni di vita sulle spalle, mostra una freschezza e una bevibilità a dir poco straordinarie. Il giusto aggettivo per quest’inossidabile Amarone è “caleidoscopico”. Predominano il cioccolato, la nocciola e le note balsamiche, su una tonalità piacevolmente ossidativa. Aspettando con pazienza escono sottili ricordi di prugna ciliegia.
È incredibile come l’attesa e la pazienza degli anni e dei decenni, in quest’Amarone prodotto con rigore e fedeltà alla tradizione, si trasformino in un impronta inconfondibile: è la stessa sostanza di questo vino che sembra fermare il tempo.

Maria Grazia Melegari

La passione per il mondo del vino inizia nel 1999, per curiosità intellettuale, seguendo vari percorsi di studio (Diploma di Assaggiatore ONAV, di Sommelier AIS, Giudice di Analisi Sensoriale, corsi di formazione nel campo della comunicazione del vino applicata al web e ai social media). Scrivere di vino è una passione, inizialmente coltivata attraverso il blog personale Soavemente Wine Blog e successivamente attraverso collaborazioni con guide del settore e varie testate giornalistiche come Slow Wine, Il Sommelier Veneto, Euposia, InternetGourmet. Considera il vino un'interessante e stimolante metafora della vita, un'occasione di socialità, di costante apprendimento e di felicità, intesa come il "Carpe diem" di oraziana memoria.

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