Il 17 e 18 giugno torna Mare e Vitovska in Morje al Castello di Duino

Per Pitagora da Samo il 10 era il simbolo dell’universo ed esso esprimeva anche l’intera conoscenza umana. Dieci sono i comandamenti che, secondo la Bibbia, furono dati da Dio a Mosè sul monte Sinai. Volendo parlare di cose più frivole, il 10 identifica da sempre il fuoriclasse per eccellenza nel calcio.
Ma se parliamo di vino, mi viene spontaneo (essendo anche un po’ di parte) ricordare che questo numero identifica l’edizione 2016 di una importante manifestazione che da oramai 10 anni saluta l’inizio dell’estate mettendo in mostra un’eccellenza vitivinicola del Carso triestino e sloveno.
Il 17 e 18 Giugno torna Mare e Vitovska, decima edizione di una manifestazione diventata oramai un appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati della tipica mineralità e dei coinvolgenti aromi che solo questa tipologia, figlia del Carso triestino e sloveno, è in grado di donare.
L’ Associazione dei Viticoltori del Carso-Kras, mente e braccia della macchina organizzatrice, ha scelto anche quest’anno lo spettacolare Castello di Duino per mettere in mostra la Vitovska assieme a tutte le eccellenze gastronomiche del territorio.
La scelta del Castello di Duino, poco distante da Trieste, vuole dare una degna cornice alla manifestazione per rendere indimenticabile l’emozione degustativa delle varie Vitovska in vetrina e altresì permettere ai visitatori di godere di tutte le opportunità culturali e turistiche che la zona è in grado di offrire.
Un interessante convegno farà da apripista alla manifestazione.
Alle ore 15.00 del 17 giugno, nella sala conferenze del castello, Aurora Endrici, figlia oramai adottiva dei territori carsolini, modererà la discussione dal titolo: “Carso e marchi di qualità. A chi servono le DOC? Per la decima edizione dell’evento Mare e Vitovska un tema caldo nella regione Friuli – Venezia Giulia”
Parteciperanno autorevoli personaggi del mondo del vino come Davide Paolini, del Sole 24 Ore e noto “Gastronauta” su Radio 24, Luciano Pignataro, seguitissimo giornalista sia sul Mattino di Napoli che su Wineblog, Lorenzo Berlendis, Vice Presidente Nazionale di Slow Food.
Alle 18 il Castello aprirà le sue porte e gli appassionati che sicuramente accorreranno numerosi potranno godere delle creazioni e dei lavori di 31 viticoltori, 25 ristoratori e 14 espositori.
Non mancheranno i “corners” con prodotti tipici agroalimentari come miele, oli, formaggi, prosciutti, caffè, erbe del Carso. Saranno presenti con i loro vini anche sei amici dell’Associazione della Ribolla del Collio Goriziano.
Bravi produttori, ottimi vini, una curata organizzazione, il suggestivo Castello di Duino, tutti elementi che possono far presagire a due giornate intense e ricche di sorprese.
Se anche il meteo darà una mano agli organizzatori, con giornate che finalmente anticiperanno l’inizio dell’estate, ci sarà la possibilità di degustare i tanti vini in punti strategici del castello, da dove da dove si potrà godere un panorama mozzafiato, ammirando il sole che lentamente si guadagnerà meritato riposo serale, accarezzati da leggeri e rinfrescanti refoli di bora e avvolti dai profumi inconfondibili del mare.
Carpe Diem scriveva nelle sue odi Orazio, e non potrebbe essere consiglio migliore anche per tutti gli appassionati della Vitovska che non possono permettersi di perdere questo importante appuntamento.
LA VITOVSKA
La protagonista assoluta della manifestazione è la Vitovska, vitigno a bacca bianca che ama passare le sue giornate in maniera esclusiva fra le rocce e la terra rossa del Carso triestino e in parte anche in quelle della vicina Slovenia dove quest’autoctona principessa si fa chiamare Vitovska Garganja.
Non corriamo rischio di trovare altri esemplari similari in qualche sperduta regione del mediterraneo, la Vitovska è patrimonio esclusivo di queste zone, dove ha saputo adattarsi alle frustate della bora, ai freddi inverni e ai
frequenti momenti di siccità che la stagione calda lascia molte volte in eredità.
Il suo nome ha origini slovene e trova due correnti diverse di pensiero che la vorrebbero far risalire o al paesino di Vitovlje o (opzione maggiormente gettonata) da Vitez (cavaliere in sloveno) che ci fa ritornare con la memoria a secoli passati, quando per difendere il Carso dalle scorribande turche c’era un cavaliere che in cambio dei suoi servigi a difesa delle popolazioni locali aveva il diritto a una certa quantità di vino.
Se vogliamo fare una piccola “risonanza ampelografica” al vitigno, troviamo fra le caratteristiche principali, foglie di grandi dimensioni, grappoli di taglia grande a forma piramidale compatti e alati, e acini di media grandezza, forma sferica e dimensioni non uniformi. La bora e le caratteristiche genetiche, permettono al vitigno di combattere molte volte vittoriosamente le principali malattie crittogamiche, dove non possiamo non menzionare la peronospora e la botrite.
I fasti e la notorietà della Vitovska non sono atavici. Originariamente era utilizzata come componente assemblante con altri vitigni a bacca bianca, poi alcuni viticoltori laboriosi e perspicaci, si convinsero che era possibile ottenere un prodotto che in purezza avrebbe dato enormi risultati e grandi soddisfazioni. Chi avrà la fortuna di assaggiare i prodotti in degustazione, si potrà rendere conto di persona come la scelta si sia rivelata vincente, e ora la Vitovska è diventato il vitigno a bacca bianca più coltivato nel Carso.
Il vitigno si presta alle interpretazioni d’ogni singolo produttore e quindi possiamo trovare dei vini che portano a risultati e sensazioni diverse a seconda della strada che si è deciso seguire.
Caratteristica comune sarà la forte nota sapida dovuta alle caratteristiche del territorio e alle influenze del vicino mare Adriatico, la discreta acidità e mineralità, un buon corpo, un retrogusto amarognolo e un’alcolicità non eccessivamente prorompente.
Sembra quasi un miracolo della natura che da una terra così impervia e dura da lavorare, i produttori carsolini siano riusciti a recuperare un vitigno destinato all’estinzione e che ora ci rallegra con tutta la sua freschezza ed elegante vivacità.
Stefano Cergolj



