L’Alto Adige perde il maestro del Pinot Nero: Franz Haas

Ieri, mentre era in seggiovia con il figlio, Franz Haas è stato colpito da un infarto, a soli 68 anni se n’è andato l’indiscusso maestro del pinot nero altoatesino. Un’altra figura di spicco ha lasciato questa terra e un’azienda che dal 1880 ha sempre rappresentato un punto di riferimento, passando da primogenito a primogenito, sette generazioni sempre sotto lo stesso nome: Franz (VII), anzi Franziskus.
Uomo meticoloso, attento, perfezionista, ma capace di fondere la sua esperienza enologica con la passione, che è sempre trapelata dei suoi vini. Il suo amore per il pinot nero nasce da lontano, suo padre ne era già grande interprete; un giorno fu travolto dall’assaggio di un Grands Échezeaux, che divenne il suo punto di riferimento alla ricerca del vino perfetto. Lui stesso raccontava di avere vinificato 592 pinot nero, un bel traguardo che avrebbe potuto superare se il cuore non avesse ceduto. Consapevole dei cambiamenti climatici aveva progressivamente scelto di impiantare ad altitudini un tempo impensabili, fino a 1150 metri. Lui è stato uno dei primi a scegliere di adottare il tanto temuto (commercialmente) tappo a vite.
Sarà compito dei due figli Franz VIII e Sofia, portare avanti la prestigiosa azienda di Montagna, a loro e alla moglie Maria Luisa, la redazione di Lavinium porge le più sincere condoglianze.




