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Storie di cantine, uomini e luoghi

Il prezioso tè che arriva dalla Cina, la storia di un sogno che si chiama Eastern Leaves

Ci sono storie che parlano di umiltà, di fiducia, di difficoltà. Storie che trasformano un’avventura in una passione, e quella passione in un sogno che poi diventa realtà. Oggi voglio parlarvi di Lorenzo, Vivian e della loro vita insieme tra le foreste di una regione lontana nel sud della Cina, lo Yunnan, dove coltivano secolari piante di tè.

Io e Lorenzo siamo poco più che coetanei: lui, come me, nasce e cresce tra le colline dell’Oltrepò Pavese, dove trascorre gli anni del liceo, condividendo con me e con gli amici di allora le scorribande, gli scioperi, le allegre serate. Poi le nostre strade, una volta cresciuti, si dividono: Lorenzo si sposta a Milano per intraprendere un percorso in Economia e Management per l’arte e la cultura che lo porta, appena laureatosi, in Cina per svolgere uno stage.
E’ qui che accade qualcosa di magico, poiché le tradizioni, l’arte e la cultura di quel Paese, che finora aveva approfondito solo sui libri, diventano per lui realtà tangibile, affascinante e potente. Qui, scopre le spettacolari foreste dove crescono le pregiate piante di tè delle quali, un giorno dell’estate 2014, decide di prendersi cura insieme a Vivian – una ragazza cinese che conosce durante un corso di lingua – di cui si innamora e che diventa presto sua moglie. Lorenzo e Vivian, armati di una forte dose di coraggio e di passione, acquistano quindi i loro primi quattordici ettari di terreno su uno dei due picchi del Monte Nannuo, situato nella provincia di Xishuangbanna. Si tratta di un colle ricoperto da una fitta foresta alto circa 1700m, dove già crescevano antichissime piante di tè, che hanno dai 300 agli 800 anni di vita, denominate “gushu” in Cinese. Il loro progetto, partendo da un’impostazione di agricoltura non intensiva, è basato sulla volontà di lasciare che il terreno si esprima da sé. Questo porta Lorenzo e Vivian a decidere di spostare a mano altri alberi da tè selvatici, cresciuti in foreste limitrofe dove si erano per lo più sovraffollati, nel loro terreno (che nel frattempo avevano ampliato acquistando altri ettari). Tutto ciò nel rispetto degli insegnamenti tramandati nei secoli dalla antica minoranza etnica Hani, dalla quale discendono i contadini che lavorano in queste piantagioni.

Ed è così che inizia l’avventura: Eastern Leaves, il nome dato alla loro azienda agricola dopo un anno circa dalla sua nascita, il cui logo è stato creato utilizzando proprio le foglie di tè della loro foresta, identifica prima di tutto un pensiero: il rispetto della natura e dei suoi bioritmi, il contatto con la terra, la preservazione dell’habitat circostante e la coltivazione delle piante esclusivamente secondo metodi biologici. Le foglie di tè vengono infatti raccolte e lavorate completamente a mano, durante la notte, lo stesso giorno della loro raccolta. Anche l’erba della foresta, durante gli intensi mesi primaverili, viene tagliata utilizzando i falcetti, proprio per non rischiare di rovinare gli alberi di tè che hanno un valore inestimabile.
Secondo questa filosofia, Lorenzo e Vivian non amano definirsi agricoltori, ma piuttosto “custodi” di questo incontaminato tesoro. Qualche settimana fa ho avuto il piacere di trascorrere una domenica pomeriggio insieme a loro, di chiacchierare e di osservare Vivian preparare il tè: credo che non esista rituale più delicato ed elegante, in cui la gestualità non è altro che il rispetto nei confronti della natura e di ciò che ci regala. Le tipologie di tè che ho assaggiato, e che vengono prodotte, sono l’intenso tè rosso “dianhong”, il delicato tè bianco “yueguangbai”, le cui foglie vengono asciugate al chiaro di luna e che prendono la caratteristica colorazione metà bianca e metà nera, e il pregiato tè pu’er “shengpu”, le cui preziose foglie provengono invece dalle piante più antiche delle loro foreste, e vengono cotte in wok scaldati a legna. Il loro valore sale di anno in anno secondo il periodo di invecchiamento.

Per Lorenzo e Vivian non ci sono segreti: il mercato del tè, in Cina molto caotico e spesso poco trasparente dal punto di vista commerciale, li porta ad aprire senza problemi le porte della loro azienda ai visitatori e ai potenziali acquirenti, i quali possono seguire con i propri occhi tutte le fasi, dalla raccolta alla lavorazione.
Ecco perché, tra gli obiettivi futuri di Eastern Leaves, c’è quello di promuovere la propria crescita soprattutto attraverso la comunicazione, che entrambi hanno imparato a sfruttare nel miglior modo possibile grazie ai loro studi e alla giovane età, ma anche trasformando in realtà nuovi interessi, come quello per il vino che oggi accomuna questa coppia straordinaria e che – perché no – può offrire nuovi spunti e idee per rendere ancora più unica Eastern Leaves.

Il loro sito web, in cui è già attivo un e-commerce, è www.easternleaves.com

Francesca Valassi

Originaria dell'Oltrepò Pavese ma per metà spagnola. L'interesse per il mondo del cibo e del vino nasce in famiglia, grazie a papà salumiere e formaggiaio, e mamma cuoca provetta, e dal territorio in cui è nata, dove colline e vigneti si perdono a vista d'occhio. Pratica corsa, bici e nuoto e sta scoprendo come la buona cucina possa sposarsi con scelte consapevoli a tavola. Dal 2009 collabora con il blog Soul&Food e con Lavinium. Dal 2015 è assaggiatrice ONAV e membro del consiglio provinciale di Milano. Ama scrivere e scattare foto per ricordare i luoghi e i sapori che ha vissuto e le piace scoprire nuovi locali nella città dove vive, Milano, dove gira sempre in bicicletta, per non lasciarsi intrappolare dalla frenesia dei suoi ritmi. Se volete fare breccia nel suo cuore, regalatele un dolce al cioccolato, il più fondente possibile.

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