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OTTIN

Indirizzo: Frazione Porossant Neyves, 209 – 11100 Aosta (AO)
Tel.: +39 347 4071331
Sito: www.ottinvini.it
Email: elio.ottin@gmail.com


laVINIum – 3/2022

Il terzo episodio della serie dedicata alla bella Valle d’Aosta del vino riguarda la cantina di un protagonista assoluto: Elio Ottin. Colline a dir poco spettacolari situate ai piedi di vette alpine ambite quali Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso; importantissima la funzione termoregolatrice rappresentata dalle loro possenti braccia. Quella del nostro eroe è una storia che nasce da una passione puramente valdostana, costellata perlopiù da traguardi conseguiti che per Elio rappresentano solo ed esclusivamente il punto di (ri)partenza.

Elio Ottin
Elio Ottin

Circa una ventina d’anni fa, a causa di continui viaggi A/R da Novara ad Aosta, i vini di questa nota Cantina di Aosta, Fraz. Porossan Neyves, furono i primi a conquistare il mio interesse e farmi innamorare del territorio. Con Elio, qualche settimana fa, si scherzava proprio su una bottiglia di Petite Arvine 2008 fatta bere “alla cieca” per puro divertissement ad un amico, e soprattutto sulla magistrale tenuta nel tempo e capacità di leggere il territorio nonostante i 14 anni dalla vendemmia. I vini di Casa Ottin sono così: eterni, come le montagne che ne caratterizzano l’essenza. Bisogna risalire al 1989 per ritrovare gli albori dell’Azienda; è la storia di un giovane ragazzo valdostano che non ha mai avuto paura di sognare.

Ottin vigneti

Dopo la formazione presso il prestigioso Institut Agricole Regional, poco più che ventenne acquista i primi appezzamenti di vigna nell’area compresa tra i comuni di Quart e Saint-Cristophe in provincia di Aosta. A quei tempi il terreno era particolarmente arduo da coltivare, vergine in tutto e per tutto, ricco di scheletro e caratterizzato da pendenze notevoli che indubbiamente non rendevano la vita facile ai viticoltori. E’ soprattutto la storia di una sfida, della caparbietà di un uomo che nel corso degli anni è riuscito a trasformare gli stessi terreni in veri e propri cru in grado di conferire ai vini tratti inconfondibili ed una mineralità capace di sfidare il tempo; senza considerare la bevibilità, elemento che più di tutti caratterizza gran parte della produzione valdostana ad alti livelli. Agli albori, quella che oggigiorno conosciamo come Cantina Ottin Viticulteur – Encaveur, affiancava la produzione di mele, e l’allevamento di bovini, all’attività vitivinicola.

Vigne Quart
Vigne Quart

Nonostante l’affare diviene via via più concreto, a 360°, Elio nel 1999 decide di intraprendere la propria strada, quella che sente maggiormente, e realizzare dunque il proverbiale sogno nel cassetto. Con la giusta dose di coraggio e determinazione lascia definitivamente il posto fisso negli uffici regionali per dedicare la propria esistenza all’agricoltura, al vino e a tutto ciò che gravita attorno ad un mondo estremamente complesso ma al contempo ricco di fascio.
I valdostani, per definizione, sono persone pratiche con uno spiccato senso del dovere che li porta a non mollare mai, a raggiungere i propri traguardi solo ed esclusivamente attraverso il duro lavoro e pochissime chiacchiere. Elio fa parte in tutto e per tutto di questa categoria, dunque in poco tempo l’Azienda si espande fino ad arrivare a una superficie di 13 ha di cui 4 allevati a vite, 5 a pascolo e i restanti a meleto.

Ottin vendemmia 2020

Nel 2000 nasce un nuovo complesso che comprende la casa, una stalla, la cella frigo per le mele e un magazzino. Arriviamo al 2007, una data fatidica, quella che vede per la prima volta la scritta Ottin su un’etichetta di vino, inizia così l’avventura vera a propria, con una produzione di 30 mila bottiglia e 3 vini: la Petite Arvine, il Pinot Noir e il Torrette Superieur. Ricollegandomi al mio incipit, aver degustato da poco una bottiglia del 2008 fa un certo effetto, soprattutto perché da allora ho seguito costantemente l’intera produzione aziendale. Qualche anno dopo entra a far parte della gamma il Fumin, autoctono a bacca nera tra i più importanti e antichi della Valle d’Aosta, a cui si affianca un’altra etichetta a base petite arvine questa volta affinata in legno, il Nuances.

Ottin cantina

Nel 2009 viene inaugurata la nuova Cantina condivisa con altri due noti produttori della zona e nel 2015, epoca in cui la stessa viene ampliata, nasce quella che oggi conosciamo come sede dell’Azienda Ottin Viticulteur – Encaveur. Più o meno nello stesso periodo l’attività subisce un incremento a livello di ettari vitati, ne vengono aggiunti ben 3; tuttavia la gioia più grande per Elio è trovarsi al timone dell’Azienda affianco a suo figlio Nicolas. Quest’ultimo, pian piano, si è appassionato alla materia e dal padre ha preso soprattutto la determinazione e la costanza nel lavoro; ho avuto modo di appurarlo personalmente sentendolo parlare dei vitigni autoctoni che alleva, e non solo. Tra gli aspetti più importanti che costituiscono le scelte in tema di agricoltura vi è senza dubbio la sostenibilità intesa a 360°, Elio ama riassumerla in tre parole, elencandone gli aspetti prioritari che la caratterizzano: ambientale, sociale, economica. Il raggiungimento di un buon equilibrio, riguardo questi tre aspetti, rappresenta la vera chiave di svolta per il rispetto della natura e dell’ambiente circostante.

Ottin in cantina

Il racconto del nostro eroe è affascinante perché mostra un tema essenziale che, come quasi sempre accade, rimanda a tempi remoti ed epoche lontane: ”Provenire da un contesto così rurale come era quello della Valle d’Aosta degli anni ’60 non può che facilitare le cose: agli abitanti dei nostri villaggi, come le nostre famiglie, era ben chiaro il concetto che dalla natura si doveva prendere solo il necessario per vivere e, nella misura possibile, si doveva restituire alla natura stessa ciò di cui aveva bisogno. Era un’agricoltura di sussistenza, in cui ogni mestiere diventava indispensabile e nulla veniva sprecato.” Oggigiorno la filosofia di Casa Ottin si ispira principalmente a questo concetto, il tutto è possibile anche grazie all’impiego di moderne tecnologie che rendono fattibile tutto ciò che all’epoca sembrava irrealizzabile.
A livello pratico l’energia che alimenta tutte le attività dell’Azienda deriva totalmente da fonti rinnovabili, inoltre l’elettricità è fornita dalla rete di incanalamento delle acque montane e da pannelli fotovoltaici, i sistemi di riscaldamento del complesso sono gestiti da pannelli solari e da un impianto a biomassa vegetale che utilizza la legna proveniente dai boschi circostanti sotto forma di cippato. Come se non bastasse, oltre al fascino della cantina interrata, la sua particolare collocazione consente di fare a meno del regolamento termico. In tema di sostenibilità l’impegno di Elio non si limita al solo corpo aziendale, si estende soprattutto in vigna, vero e proprio cuore pulsante di un’azienda vitivinicola. Il principio è quello della cosiddetta lotta integrata, si predilige un’agricoltura che si ispira ai dettami del biologico, ove possibile s’intende, è altrettanto necessario tutelare il sano sviluppo della pianta. La concimazione dei vigneti è affidata al letame prodotto dalle vacche di proprietà dell’Azienda, inoltre il fieno per l’inverno deriva quasi esclusivamente dai pascoli situati nei pressi della stalla.
La Cantina presenta 5 distinte etichette che raccontano la storia di un territorio e la realizzazione di un sogno; sarà mia cura illustrarle con dovizia di dettagli per mostrare il più possibile le potenzialità della viticoltura valdostana e il talento di Elio Ottin.

Andrea Li Calzi


3/2012

È solo dal 2007 che Elio Ottin vinifica in proprio le uve che dagli anni ’90 conferiva ad una cooperativa sociale valdostana, ma la tradizione vitivinicola famigliare si tramanda da molte generazioni. Elio, che per molti anni ha lavorato come tecnico agrario presso l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Autonoma Valle d’Aosta, aveva un sogno nel cassetto: chiudere con il pubblico impiego e occuparsi totalmente della propria azienda.
I risultati conseguiti in questi cinque anni testimoniano che la scelta è stata giusta, oggi Elio segue la parte agronomica, coadiuvato dall’enologo Charles Brégy, ricercatore presso la Station fédérale de Changins in Svizzera e dal dott. Pierre Philippe Quinson.
La produzione privilegia i vitigni tipici del territorio, petite arvine, petit rouge, fumin, a cui si affianca il pinot noir, provenienti da quattro ettari di vigneti situati sulle colline di Aosta, Saint-Christophe e Quart, allevati riducendo al massimo gli interventi contro le malattie fungine, utilizzando il metodo della lotta integrata, quindi niente insetticidi o acaricidi ma utilizzo di predatori naturali. Per la concimazione si utilizza principalmente il letame bovino disponibile nell’azienda agricola.
I vini sono davvero un bell’esempio di quello che può offrire questa piccola regione dalle caratteristiche straordinarie; viticoltura difficile, a volte estrema, ma quello che restituisce nel calice ne racchiude tutto il fascino e merita assoluta attenzione.

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Vallée d'Aoste Fumin2009da 15 a 25 euro@@@@
Vallée d'Aoste Petite Arvine2010da 10 a 15 euro@@@@
Vallée d'Aoste Pinot Noir2010da 10 a 15 euro@@@@
Vallée d’Aoste Petite Arvine2020da 15 a 25 euro@@@@@
Vallée d’Aoste Fumin2019da 25 a 35 euro@@@@
Vallée d’Aoste Pinot Noir2019da 25 a 35 euro@@@@@
Vallée d’Aoste Petite Arvine Nuances2019da 25 a 35 euro@@@@
Vallée d’Aoste Pinot Noir L’Emerico2018da 30 a 40 euro@@@@

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