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Vallée d’Aoste Petite Arvine 2020

Valle d'Aosta Petite Arvine 2020 OttinDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@

Data degustazione: 04/2022


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: petite arvine
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: OTTIN
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


La petite arvine è più di tutti il vitigno che ha fatto conoscere Elio Ottin, e il suo instancabile lavoro, a tutti i grandi appassionati di vino; devo riconoscere che anche per me è stato così. Durante i miei continui viaggi A/R da Novara ad Aosta, ante 2005, ho sempre degustato i vini bianchi valdostani un po’ superficialmente, lo ammetto, tra un pranzo e l’altro o tra una sciata e un week end di relax in montagna. Il colmo ha voluto che proprio durante una verticale dedicata ad Ottin, tenutasi presso un’enoteca di Cameri (NO), è scoccata la proverbiale scintilla.
Più che una scossa è stata una folgorazione perché quel Petite Arvine 2010 emanava profumi di alta montagna uniti a un frutto integro, croccante, ed una bevibilità del tutto rara. A distanza di una decina d’anni, ritrovo la stessa energia nell’annata 2020, Elio non solo è riuscito a creare un profilo aromatico ancor più lineare, variegato, con rimandi territoriali nettamente “palpabili”, ma la profondità, soprattutto al palato, ne fa un vino che non ha paura di reggere abbinamenti gastronomici anche piuttosto spinti.
Andiamo con ordine: 100% petite arvine allevato in un’area vitivinicola a 650 – 700 m slm protetta dalle possenti braccia del Monte Bianco, dunque estremamente vocata; in totale 4 ettari di vigne, impiantate tra il 1997 e il 2004, sulle colline di Aosta, Saint-Christophe e Quart caratterizzate da un terreno morenico e sabbioso. Filari allevati a guyot, esposti a sud, resa per ettaro: 80/90 quintali. Solitamente la vendemmia avviene a fine settembre, dipende dall’annata, si inizia con una pressatura a grappolo intero, fermentazione di 2 o 3 settimane a temperatura controllata, lieviti selezionati, maturazione di 7 mesi su fecce fini in vasche d’acciaio, la malolattica non viene effettuata.
Versato all’interno del calice sfoggia riflessi oro bianco su una trama cromatica paglierino vivace e solare, consistenza notevole. Al naso è un tripudio di frutta esotica dolce che sa di papaja e mango, rinfrescati qua e là da un respiro ben più teso di mela verde, menta peperita, maggiorana e timo limone; con lenta ossigenazione e aumento di temperatura (12°) intersezioni legate al terreno quali pietra bianca polverizzata e pepe bianco, smalto.
In bocca stupisce per doti d’estrema freschezza supportate da un corpo rotondo, un frutto opportunamente maturo dal carattere dolce-acido e un finale salino pressoché interminabile; assaggiato a 24 ore dalla mescita tutte queste sensazioni si fanno via via più connesse tra loro, ciò dimostra quanto il vino sia ancora giovane tuttavia già ben definito.
Sono ben cinque chiocciole piene come il piatto di crespelle alla valdostana in abbinamento, preparate a mestiere con prosciutto cotto alla brace di Saint-Oyen, besciamella e Fontina Dop.

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