Vallée d’Aoste Pinot Noir 2019
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2022
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: pinot noir
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: OTTIN
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 35 euro
Apriamo un capitolo complicato, squisitamente spinoso e al contempo affascinante, in due parole: pinot noir. L’uva borgognona per eccellenza, tra le cultivar più ambite e rispettate della storia, non è facile da allevare, è capricciosa e molto delicata; tuttavia ha saputo trovare tra le colline pseudo montate nella Valle d’Aosta un’isola felice, un luogo dove le temperature, l’esposizione e le costanti brezze che soffiano dal Monte Bianco contribuiscono a forgiare un carattere del tutto particolare e vini che conquistano per austerità, eleganza e soprattutto doti di grande bevibilità.
La cosa affascinante, inoltre, è che per riscontrare tali qualità non bisogna aspettare decenni dalla vendemmia, allo stesso tempo la capacità d’affinamento non è per nulla preclusa, anzi. Elio Ottin tutto ciò lo sa bene, proprio per questo da sempre punta tantissimo sull’espressività del pinot noir allo scopo di mostrare le potenzialità del terroir valdostano, nella fattispecie le colline comprese tra Aosta, Saint Cristophe e Quart caratterizzate da un terreno sabbioso e morenico in grado di conferire ai vini mineralità e un’impronta prettamente salina. Riguardo l’annata 2019, calda, tutto sommato regolare e indubbiamente responsabile di aromi importanti e variegati, in Cantina si è scelto di utilizzare lieviti indigeni, fermentazioni spontanee e un leggero aumento dell’uso della barrique (45%), pur mantenendo il pieno rispetto del varietale così da non precluderne in nessun modo l’essenza.
Da una resa pari a 70/80 quintali per ettaro, uve allevate a guyot a 650 – 700 m slm su terrazzamenti esposti a sud, sud-est. Dodici mila bottiglie prodotte, si inizia con una vendemmia solitamente svolta a metà settembre, raccolta manuale in cassetta e raffreddamento immediato tramite cella frigorifera, segue macerazione a freddo pre – fermentativa seguita da una fermentazione alcolica di circa 10 giorni. Successivamente avvengono rimontaggi alternati a follature, questa volta si effettua la fermentazione malolattica e il vino affina 12 mesi (45% barriques e 55% legno grande da 30/20 Hl); lo stesso è stato imbottigliato il 3 Dicembre 2020.
Il colore è ammaliante, fa parte di quella categoria di vini che catturano lo sguardo per via di una bella tonalità rubino squillante con sfumature color lampone, lo stesso lo si ritrova al naso come prima importante sfumatura. Successivamente ribes, tanti fiori freschi tra cui geranio selvatico e violetta, liquirizia dolce, mentolo ricordi di cosmesi – cipria e rossetto – grafite e una spezia fine e continua che sa di pepe del Sichuan dall’impronta notoriamente agrumata.
Tutta la potenza del sorso si palesa sotto forma di profondità gustativa, non certo in termini di estratto muscoli o densità; è un vino succoso, dinamico, slanciato con un’impronta salina notevole così come la freschezza che non appare mai in secondo piano. Quest’ultima caratteristica lo rende particolarmente “pericoloso” a tavola, in due la bottiglia finisce ancor prima del secondo piatto che in questo caso è rappresentato da una carbonade di manzo alla valdostana. Cinque chiocciole, annata che può regalare davvero tanto anche in futuro.