Vallée d’Aoste Fumin 2019
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2022
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: fumin
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: OTTIN
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 35 euro
Il fumin è un vitigno autoctono valdostano che incarna profondamente lo spirito di questa bella regione montana. Nonostante le sue origini risalgono ad epoche ancor più lontane, 1711, attorno alla prima metà dell’Ottocento l’ampelografo Lorenzo Gatta già ne parlava nei suoi scritti come “un’uva resistente al freddo e con ottime potenzialità enologiche: un vino aspro, austero, carico di colore, non godibile da giovane e adatto ad un lungo invecchiamento”.
Indubbiamente il fumin è una “testa matta”: difficile da lavorare a causa della delicatezza di tralci e fiori, come se non bastasse è sensibile ad alcune malattie della vite. In definitiva, soltanto il vignaiolo appassionato e paziente potrà allevarlo in maniera ottimale per conseguire risultati che possano mostrare le potenzialità del territorio e il fascino di questo nobile vitigno. Oggigiorno lo stesso è considerato quale varietà autoctona di maggiore rilievo dell’intera Valle d’Aosta.
L’annata 2019, racconta Elio Ottin, è stata la più precoce della nostra storia: ben tre settimane di anticipo rispetto alla consueta vendemmia, il più delle volte tardiva dunque effettuata alla fine del mese di ottobre e gli inizi di novembre. Il millesimo è stata caratterizzato da temperature calde tuttavia non eccessivamente siccitose, dunque problematiche. Da una resa pari a 70 quintali per ettaro, questo fumin viene letteralmente “coccolato” a 700 m slm su vigne impiantate nel 2006 in un’area compresa tra Aosta, Saint-Christophe e Quart. Colline caratterizzate da un terreno morenico e sabbioso, filari allevati a guyot ed esposti a sud. Raccolta manuale in cassettine, fermentazione spontanea di 3 settimane a contatto con le bucce, utilizzo di lieviti indigeni, affinamento di 12 mesi in botti da 30 Hl dove non viene eseguita la fermentazione malolattica.
Veniamo dunque al vino, prodotto per la prima volta nel 2008, oggigiorno ne vengono vendute 9500 bottiglie. Manto porpora intenso, caldo, profondo, riflessi rubino, notevole consistenza ed estratto. Frutti neri in evidenza, maturi, golosi: amarena, prugna disidrata, mirtillo, accompagnati da svariate suggestioni che rimandano al tabacco in foglia, erbe officinali tra cui, china, rabarbaro, pepe nero e un finale nettamente terroso che richiama il profumo dei sentieri di montagna dopo un abbondante pioggia estiva. Ciò che apprezzo maggiormente del Fumin 2019 di Elio è la coerenza che si avverte in bocca post deglutizione, un richiamo continuo a quanto percepito al naso, soprattutto la parte speziata.
Un sorso energico, materico, dotato di un tannino dolce, coeso, seppur sempre in bella mostra; possiede profondità e un ritorno salino dirompente, caratteristica che funge da passaporto per il futuro. Anche in questo caso siamo davvero a pochi “centimetri” dalla quinta chiocciola, qualche annetto di riposo e son certo che la supererà di gran lunga. Spezzatino di cervo e polenta bramata: what else? Come recita un vecchio spot.