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Sorsi di birra

Birra Moretti La Rossa


Stile
Titolo alcolometrico
Birrificio
Formato
Prezzo

Doppio Malto
7,2%
Heineken
0.33 cl
A (fino a 5 Euro)

Birra Moretti - La RossaMolti continuano a pensare che si tratti di una birra italiana ma è da diversi anni che viene solo prodotta in Italia mentre il marchio è divenuto di proprietà della multinazionale olandese Heineken. La birra Moretti nasce nel 1859, più di cento anni fa in Friuli. Il celebre “baffo” ha una storia più recente: correva l’anno 1942 quando, un giorno, il Commendatore Moretti vide un simpatico e baffuto vecchietto seduto ad un tavolino della trattoria Boschetti di Tricesimo, vicino Udine. Era il personaggio che cercava per impersonare il carattere della propria birra. Lo avvicinò e gli chiese il permesso di fotografarlo. In cambio l’uomo non volle nulla o quasi… Solo da bere! Le foto saltarono fuori solo dopo il turbolento periodo bellico. Quando il cartellone fu consegnato ai rivenditori, decine e decine di persone crederono di riconoscersi nel bevitore raffigurato, a dimostrazione del fatto che si era riuscito ad individuare un personaggio effettivamente autentico e genuino. La famiglia Moretti ha condotto l’azienda fino al 1989, anno in cui è stata prima ceduta ai canadesi della Labatt e successivamente, nel 1995, al gruppo belga Interbrew (Stella Artois) che ha ceduto, a sua volta, la Moretti ad Heineken nel 1996. A quest’ultima si deve un eccellente processo di rilancio a livello nazionale ed internazionale. La Rossa è una birra a doppio malto che rientra nella categoria “dopplebock”, birre a bassa fermentazione (dunque lager) molto forti, di elevata gradazione alcolica e più spiccata personalità. Viene prodotta utilizzando al 100% malto d’orzo di una speciale qualità. Il colore ambrato, con lieve unghia aranciata, che la caratterizza proviene proprio dal tipo di malto utilizzato nella sua ricetta. Ed è sempre questa speciale tipologia di malto essiccato e torrefatto che dona a questa birra un gusto pieno che ricorda il caramello nonché un aroma intenso leggermente cioccolatoso e moderatamente tostato. Un altro ingrediente base di questa birra è il luppolo, anche questo di una varietà particolarmente aromatica che bilancia la dolce sensazione (quasi zuccherina) derivante dal malto conferendole un caratteristico retrogusto amaro ed un delicato profumo. E’ alla fine una birra in grado di coniugare un corpo importante con un’apprezzabile piacevolezza e facilità di beva. Non sempre facilissima da trovare si può abbinare senza problemi a diversi piatti anche strutturati. Per rimanere in Friuli, in onore alle sue origini carniche, penso ad un gustosissimo “frico” (in versione cosiddetta “morbido”: preparazione di formaggi, dalla diversa stagionatura, un tempo si utilizzavano gli scarti, con patate, cipolla, olio e sale che si presenta come una grossa frittata e può essere arricchito, talvolta, con dell’aggiunta di porro o dello speck).
Voto: @@@

 

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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