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fotografie di Sebastiano Cantante
E’ il Rive Jazz Club di Cartigliano in provincia di Vicenza, a proporre un tuffo nel passato. Il must della serata: abbigliamento, trucco e parrucco rigorosamente stile anni 50. Insomma, un po’ come sentirsi protagonisti di un set cinematografico in una location che per sua naturale vocazione, negli arredi, nelle suppellettili, nello stile di chi lo gestisce, ricorda appunto gli anni del rock ‘n’ roll. E allora ci siamo tuffati, anche noi, grazie alle mani esperte delle parrucchiere e delle truccatrici messe a disposizione dalle Rive, come pure gli abiti retrò. Buon cibo, buona musica dal vivo, il tutto accompagnato da vini altamente selezionati. E’ la stessa titolare, Giovanna Caldana, giovane e frizzante a dirci come la scelta dei vini sia per lei una scelta di vita. Uno stile sano di vivere, di mangiare e di bere, che deve prima di tutto essere “piacere assoluto”. Ecco spiegata l’attenzione nella scelta dei menù, all’occorrenza anche vegani, grazie alla maestria dello chef, Marco Pavin.

La selezione della serata dedicata alla Dolce Vita, non si è fatta attendere: Prosecco Extra Dry dell’Azienda Agricola Vitivinicola ►La Costa di Vò (Pd) con certificazione biologica. Azienda che nasce dalla passione, proprio come un figlio. Da un fortuito incontro di alcuni amici spinti dall’amore per il proprio territorio e per il vino di qualità. Le basi che hanno dato vita a questa piccola ma dinamica realtà, sono anni di storia e di tradizione, legati ad una moderna viticoltura che valorizza i vitigni autoctoni. Da sottolineare l’utilizzo di un’agricoltura tradizionale nel rispetto del territorio.

Non da ultimo e vanto di questa azienda, le splendide cantine ospitate nella suggestiva cornice di VILLA ENRICO da visitare sicuramente, dove avviene l’affinamento in botti di rovere che dona ai vini delle note inconfondibili. Ecco spiegata la definizione dei vini di casa La Costa, come “vini di territorio”, per il perfetto connubio fra la bellezza del paesaggio, la ricchezza, la generosità delle terre ed il piacere di bere un buon bicchiere di vino.

E mentre la Morris & The Magical suonava, si proseguiva con l’assaporare la buona cucina in un piacevole stare assieme, all’angolo buffet, sentendosi un po’ Elvis, un po’ Grace, un po’ Dean, un po’ Marilyn…

Sulle note di Carosone arriva il Signor Lugana di ►Pilandro, fiore all’occhiello della produzione della Cantina nella Tenuta di Pilandro sulle rive del Garda e nella suggestiva cornice delle Colline Moreniche. Il Lugana d.o.c., ottimo anche come aperitivo, è ormai diventato un vino di culto per chi vive il Lago di Garda e non solo. Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, olfatto gradevole e delicato, profumi di fiori e frutta matura, gusto fresco e morbido sono le sue principali caratteristiche. La raccolta delle uve viene effettuata a mano in cassetta e, per quanto riguarda il Lugana d.o.c. Terecrea e il Lugana d.o.c. Arilica, anche attraverso la selezione dei grappoli. Fermentazione in acciaio a temperatura controllata e, a seconda del prodotto, fermentazione malolattica.

E come ci ha spiegato Giovanna che ama conoscere a fondo la storia dei propri fornitori, la cantina in questione sorge nel cuore della zona della produzione del Lugana d.o.c, sin dal 1400. Dapprima il nonno, poi i figli e oggi i nipoti, la famiglia Lavelli è sempre stata la sola e unica anima dell’impresa completamente dedita alla coltivazione dei vitigni e alla vinificazione. La cantina si scorge fra i sedici ettari di piantagione ed ogni goccia di vino della produzione, deriva esclusivamente da uve di propria produzione nel rispetto del disciplinare e della tradizione.

Siamo ancora all’inizio della festa eppure il clima sembra essersi fatto più disteso ed aver acquistato una complicità contagiosa. Adesso le note sono quelle di un swing italiano anni 50. Siamo curiosi del prossimo ingresso nell’Olimpo degli Dei, selezionato sempre con abile cura, in una certosina, quasi spasmodica ricerca della perfezione.

Ed eccolo, il Cabernet Carmenere della ►Cantina Mattiello di Longare, nel vicentino. Vino rosso dal colore rubino intenso, con riflessi violacei. Al naso spicca una nota non speziata di pepe, avvolto da aromi erbacei, tuttavia assai gentili. Ideale con i salumi. Il segreto di questa qualità? Una passione esclusiva, oggi come ieri. La profonda cura dei vigneti, le moderne tecnologie di vinificazione e soprattutto un legame unico con il territorio ricco di sapori e di tradizioni. Del resto, i Colli Berici, da secoli rappresentano la culla naturale per il buon vino. Il clima ed il terreno sono favorevoli alla produzione di vini dalla personalità spiccata ed intensa. Si alzano i calici ed il vino invita a brindare anche insieme a chi non si conosce.

Un brindisi alla vita, un inno alla gioia magari sulle note di “Que sera, sera” (Whatever will be, will be). E ciò che succederà nessun saper potrà…
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