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Resveratrolo, l’elisir di lunga vita? Parte II


Polygonum cuspidatumAlcuni di voi avranno letto il mio precedente articolo dal titolo “Resveratrolo, l’elisir di lunga vita?” e immagino anche che alcuni lettori, presi dalla grande curiosità e dalla fretta del sapere, avranno “spulciato” su internet e sui libri per trarre ulteriori notizie sull’argomento.
Inizio la mia trattazione col dire che quello che scriverò di seguito non sarà, forse, la verità assoluta, ma permettetemi di dire che a mio parere, ci si avvicina parecchio.
Come detto nel precedente articolo il Resveratrolo si era dimostrato, nelle cavie murine da laboratorio, un amico infallibile nella lotta ai radicali liberi e alle malattie cardiovascolari. La domanda a cui dobbiamo dare una risposta è però la seguente: il Resveratrolo può avere lo stesso effetto anche sul nostro organismo?
Cercando e ricercando risposte mi sono imbattuto in diverse teorie. La posizione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in merito mi ha colpito particolarmente: essa sostiene che il Resveratrolo fa bene solo se assunto in purezza e distribuito in quantità bilanciata al nostro peso corporeo, cosa difficile dunque per il nostro organismo poiché esso viene metabolizzato in un lasso di tempo brevissimo.
Andiamo ad analizzare bene questa nota dell’OMS.

Pianta Polygonum cuspidatumResveratrolo in purezza? Si, alle cavie murine da laboratorio viene somministrato in purezza (e non attraverso il vino da bere) dall’estratto della radice del Polygonum cuspidatum (una pianta appartenente alla famiglia delle Polygonaceae usata fin dall’antichità anche come lassativo) nella dose giornaliera di 300mg per ogni Kg di peso corporeo.
Considerando che il Resveratrolo contenuto nel vino è pari soltanto a 0,3-0,5 mg/l quanto vino dobbiamo bere affinché la sua protezione duri per tutto il giorno? La dose minima che permetterebbe a questo polifenolo di avere effetto dovrebbe essere ad una concentrazione nel sangue pari a 10 mg/l, considerando che in media l’uomo dispone di 5 litri di sangue all’interno del suo corpo, saremmo costretti a vedere i benefici di questa “cura” soltanto dopo aver raggiunto la concentrazione di ben 50mg.

ResveratroxTirando un po’ le somme, in altri termini dovremmo consumare all’incirca 20 litri di vino rosso al dì, per ottenere gli stessi risultati promossi dalla sperimentazione da laboratorio. In alternativa potremmo, dato che il Resveratrolo si trova nella buccia dell’uva rossa, mangiare all’incirca 5 kg di uva al giorno, considerato che la buccia, appunto, contiene pressappoco 50-100 microgrammi per ogni grammo di peso secco.
Possiamo dunque, dopo aver letto tutto questo, constatare come sia difficile poter credere a notizie che vorrebbero far passare il vino come cura contro i nostri mali, confezionate da chi vuole trarre solo benefici economici e manipolare i consumi.
Beviamo il vino per piacere, consumiamolo per momenti di convivialità e assaporiamone il gusto fragrante, consci del fatto di assumere anche alcool oltre al resto. Gustiamolo dimenticando e ignorando, una volta per tutte, chi vuole farcelo passare per farmaco o elisir di lunga vita.
Io, bevo vino per passione.

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