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Le DOC della Lombardia: Riviera del Garda Classico

Le Doc della Lombardia: Riviera del Garda Classico


❂ Riviera del Garda Classico D.O.C.
(Approvato come DOC Riviera del Garda Bresciano o Garda Bresciano con D.P.R. 22/6/1977 – G.U. n.282 del 15/10/1977; modificato come Riviera del Garda Classico con P.M. Prot. n.9979 del 7/2/2017; modificato con Reg. di esecuzione (UE) 2024/1868 della Commissione del 28/6/2024 – G.U.U.E. L 5/7/2024)


zona di produzione
in provincia di Brescia: comprende l’intero territorio dei Comuni di Bedizzole, Calvagese della Riviera, Capo Valle, Desenzano del Garda, Gardone Riviera, Gargnano, Gavardo, Idro, Limone sul Garda, Lonato, Manerba del Garda, Moniga del Garda, Muscoline, Padenghe sul Garda, Polpenazze, Pozzolengo, Provaglio Valsabbia, Puegnago, Roè Volciano, Sabbio Chiese, Salò, S. Felice del Benaco, Sirmione, Soiano del Lago, Tignale, Toscolano Maderno, Tremosine, Treviso Bresciano, Villanuova sul Clisi e Vobarno;


base ampelografica
bianco: riesling renano e/o riesling italico min. 50%, possono concorrere alla produzione max. 50% altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con decreto ministeriale 7 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.242 del 14 ottobre 2004 e successivi aggiornamenti, ivi compresi i vitigni aromatici che non possono superare il 5%;
chiaretto, rosso, rosso superiore: groppello (nei biotipi gentile, S.Stefano e mocasina) min. 30%, possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve provenienti dai vitigni marzemino, barbera, sangiovese da soli o congiuntamente max. 70%, ciascuno dei quali non può concorrere più del 25%. Possono altresì concorrere alla produzione di detto vino fino a un massimo del 25%, le uve provenienti dai vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con decreto ministeriale 7 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.242 del 14 ottobre 2004 e successivi aggiornamenti. Nell’ambito di detto 25%, i vitigni cabernet sauvignon, cabernet franc, carmenere e merlot non possono concorrere complessivamente per più del 10%.;
con menzione del vitigno rosso: Groppello (nei biotipi gentile, S.Stefano e mocasina) min. 85%, possono concorrere anche alla produzione altri vitigni a bacca nera, non aromatici, max. 15%, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con decreto ministeriale 7 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.242 del 14 ottobre 2004 e successivi aggiornamenti;


norme per la viticoltura
per i nuovi impianti e reimpianti la densità dei ceppi per ettaro non può essere inferiore a 4.000;
è consentita l’irrigazione di soccorso;
la resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di 12 t/Ha e 10,00% vol. per la tipologia Bianco, 12 t/Ha e 10,50% vol. per le tipologie Chiaretto e Rosso,11 t/Ha e 11% vol. per la tipologia Rosso Superiore, 12 t/Ha e 10,50% per la tipologia Groppello, 12 t/Ha e 9,5% per la tipologia Spumante Rosé;


norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nella zona di produzione. Tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio della provincia di Brescia;
è consentito l’arricchimento dei mosti e dei vini, nei limiti stabiliti dalle norme comunitarie e nazionali;
per la produzione del vino «Riviera del Garda Classico» Chiaretto, la vinificazione deve essere eseguita con breve macerazione delle parti solide;
i mosti e i vini a denominazione di origine controllata «Riviera del Garda Classico» Rosé Spumante devono essere elaborati attuando esclusivamente la pratica della rifermentazione naturale Charmat o il metodo classico. Nella designazione di detto spumante non è consentito il termine «chiaretto» e deve essere utilizzato, invece, obbligatoriamente il termine rosé.
La zona di elaborazione dei vini spumanti comprende le province di Verona, Mantova, Brescia, Vicenza e Treviso;


norme per l’etichettatura e il confezionamento
sulle bottiglie o altri recipienti contenenti vini “Riviera del Garda Classico”, a eccezione della tipologia “spumante”, deve essere riportata l’indicazione dell’annata di produzione delle uve;
nella designazione del vino “Riviera del Garda Classico” tipologia rosato, l’uso della menzione “chiaretto” è obbligatoria;
il vino a denominazione di origine controllata «Riviera del Garda Classico» deve essere immesso al consumo solo nelle bottiglie di vetro fino al volume nominale massimo di 5 litri. È altresì consentita la sola tradizionale commercializzazione diretta al consumatore finale del vino «Riviera del Garda Classico» condizionato in recipienti ammessi dalla normativa vigente fino a 60 litri. Sono ammesse tutte le chiusure consentite dalle vigenti leggi, escluso il tappo a corona e il tappo a strappo;


legame con l’ambiente geografico
 A) Informazioni sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame
Per Riviera del Garda Classico, nel particolare aspetto agronomico che qui viene preso in considerazione, si intende la plaga viticola della Provincia di Brescia che occupa la parte occidentale dell’anfiteatro morenico Benacense e, più precisamente, il territorio Gardesano delle coline moreniche comprese fra la riva di Salò e Desenzano a oriente e il corso del fiume Chiese a occidente. Per il microclima ambiente, non vi sono limiti estremi che inibiscono la coltivazione della vite. Per quanto concerne invece la somma delle calorie che influenzano la vite nel periodo vegetativo, possiamo senz’altro ritenere la zona omogenea, così pure per le altre meteore.
Fattori umani rilevanti per il legame
Questo territorio corrisponde esattamente a quella zona che, per ragioni storico-economiche, si differenziava da tutte le altre, occidentale e orientale e nord e veniva denominata come «Riviera del Garda» dove la «R» veniva scritta con la lettera maiuscola, dando alla parola «Riviera» un significato specifico che indica ancora oggi, quel particolare territorio. Con il tempo e in anni più recenti alla identificazione Riviera si è aggiunta la specificazione «Classico» e/o Bresciano per identificare questi vini del Lago di Garda come quelli di più antica origine e storia commerciale.
Tutto ciò che in esso veniva prodotto, si commercializzava con la denominazione di origine ed è per questo che ancora oggi i prodotti locali, quali limoni, olio, alloro e vino, si distinguono con l’aggettivazione «Riviera del Garda Classico e Riviera Valtenesi». Con Valtenesi si identifica un’area più centrale e prevalentemente collinare della Riviera, tradizionalmente coltivata alla produzione di uve Groppello, vitigno che si coltiva e vinifica esclusivamente nella sponda occidentale del lago.
I vini Rossi prodotti nella Riviera del Garda Classico che sempre sono stati l’orgoglio della produzione agricola di questa zona, son andati, nel tempo, delineandosi nettamente in tre tipologie «Rosso», «Rosso Superiore» e il più rinomato «Chiaretto».
Per confermare l’uso di queste denominazioni, basta sfogliare i cataloghi di alcune delle più accreditate Esposizioni e Concorsi Vinicoli dal ‘900 ad oggi.
Anche nella tradizione popolare è ben preciso il concetto e il tipo dei vini della Riviera e ne è la prova il fatto che, aggirandosi nelle trattorie, osterie o ristoranti chiedendo il vino della Riviera, ci si vede servire, senza possibilità di equivoci, quel determinato vino.
Il terreno agrario della zona di produzione dei vini «Riviera del Garda Classico» è costituito da un mosaico di diversa natura e origine, che non si può convenzionare o descrivere in modo rapido, senza suscitare incertezze o dubbi.
 B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
I vini di cui al presente disciplinare di produzione presentano, dal punto di vista analitico e organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.
Il Riviera del Garda Classico Bianco assume aromaticità delicate più o meno intense a seconda delle percentuali dei quattro vitigni.
Armonico, equilibrato e fresco, leggermente aromatico. Il Riviera del Garda Classico Chiaretto è sicuramente il vino più originale e caratteristico della Denominazione, unico nelle sue piacevolissime caratteristiche, ottenuto dalle uve a bacca nera del Riviera del Garda Classico rosso, ma vinificato in modo da ottenere un vino dal colore rosato tenue «petalo di rosa» con una sorprendente aromaticità floreale e di frutti di bosco, accompagnata da una giusta acidità che determina una grande freschezza di sensazioni gustative e una buona struttura. Il Riviera del Garda Classico Groppello, ottenuto dall’omonima uva, considerata una rarità enologica in quanto coltivata prevalentemente nell’area più ristretta della Valtenesi, sulle pendici delle splendide colline del Lago di Garda; se ne riconoscono tre biotipi di pregio, il Gentile, il Mocasina e il Santo Stefano. Il Groppello è il vino tipico della zona, un rosso delicato e di pronta beva, speziato con note fruttate, vellutato e piacevole, che si accompagna a primi saporiti, a piatti di carne di tutti i tipi e a formaggi di media stagionatura.
Scegliendo i vigneti migliori e talvolta a seguito di attenta cernita delle uve, dopo un invecchiamento di almeno due anni si ottiene il Valtenesi «Riserva», prodotto più ricco, intensamente speziato di spezie dolci, di ottimo spessore gustativo, sempre molto avvolgente, ma dalla tannicità morbida, adatto al medio invecchiamento.
 C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Per meglio comprendere la natura di questo terreno, è bene rifarsi alla sua lontana origine.
Diverse furono le invasioni glaciali che formarono l’anfiteatro morenico del Lago di Garda, intercalate da grandi alluvioni che portarono a una varia e complessa costituzione del terreno in generale e del terreno agrario in particolare, tenendo conto anche delle disgregazioni e decomposizioni delle rocce di base che vanno dagli gneiss ai calcari, dal granito ai porfidi alle arenarie, le quali sono tutte rocce costitutive del bacino idrologico del Chiese, del Garda e dell’Adige, i cui ghiacciai e le cui alluvioni, incontrandosi e sovrapponendosi, crearono l’anfiteatro morenico. Ma la complessità non è dovuta solo alla difformità delle rocce madri, bensì al loro grado di disfacimento e dilatazione, e alla ricostituzione dei vari sedimenti. Come risultato, grande importanza assume il «ferretto», dovuto in gran parte alla decalcificazione in loco della morena; la permanenza, nelle zone più elevate e nelle cime collinari, di masse ghiaiose prevalentemente calcaree e pressoché nude, sia a causa del periodo morenico cui appartengono, che al dilavamento accennato; le formazioni di terreni finissimi e chiari, costituiti da fanghiglia emergente delle morene profonde, i sedimenti lacustri di natura solitamente argillosa creati, insieme con i circostanti terreni, da laghi scomparsi o dallo stesso Garda che si è ritirato abbassandosi; i giacimenti spesso stratificati di ghiaia, di sabbia più o meno fine e dipendenti dalle alluvioni preglaciali e interglaciali.
Non solo questi terreni variano la latitudine anche per superfici molto ridotte, ma anche in profondità. Basta infatti, in alcuni casi, un’aratura più profonda del solito, per mettere in evidenza strati sottostanti di natura completamente diversa.
La configurazione di questa zona è, in grandi linee la seguente: un conglomerato di natura morenica spartito nei sensi di maggior diametro da un crinale di colline che da una parte degrada verso il lago e dall’altra verso il fiume Chiese. L’andamento dei due versanti è molto vario, ricco di dossi, vallette e piccole conche, riempite per colmata naturale a spesa delle piccole particelle del terreno dilavato dai crinali sovrastanti. Ne consegue un aspetto molto vario con zone più o meno ripide e scoscese, dilavate, al piede delle quali si aprono «falsopiani» più o meno estesi, ricchi di particelle fini. È da notare che alcune di queste vallette erano sedi di laghi post-glaciali e ancora oggi, durante scassi profondi, affiorano palafitte e testimonianze di una antica vita lacustre.
Questo aspetto vario si ripete sovente anche nell’ambito di una stessa azienda, data la conformazione frastagliata del terreno. Ai fini di mantenere la costanza e la tipicità della produzione in tutta la zona, si intendono mantenere i vitigni tradizionali e le proporzioni tra di essi suggerite dal risultato finale del vino e di regolarsi, di volta in volta, a seconda della componente apportata a ogni singolo vitigno. Come vitigni fondamentali, sempre nel rispetto delle tradizioni e insostituibili, vengono indicati il Groppello e il Marzemino.
Le pratiche enologiche impegnate nella vinificazione, affinamento e conservazione di questi vini, sono quelle tradizionali e relazionali della zona, con le dovute varianze dettate anno per anno a secondo dell’uva, ai fini di mantenere uniforme, costante e tipico il prodotto. Il Disciplinare di produzione valorizza appieno le tradizioni locali, proponendo diverse tipologie di vini che, mantenendo elevati standard qualitativi, rispecchiano la variegata realtà viticola ed enologica collinare della Riviera del Garda.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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