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Assaggi dall'Italia e dall'EsteroIl vino nel bicchiereSlovenia

Cambio d’abito… Roma per una notte diventa Slovenia: monologo a due voci

Dalla Slovenia con amoreE. Freddo…freddo…freddo… per l’occasione anche la temperatura è scesa notevolmente… Arrivo al Palazzetto con le sue due entrate, Vicolo del Bottino 8 e Piazza di Trinità dei Monti, naturalmente ho scelto la più suggestiva; non nego che amo vedere il mondo dall’alto. Con circa 15 minuti di anticipo mi gusto dalla scalinata di Trinità dei Monti: Roma… Mi affaccio e vedo le luci in sequenza: Piazza di Spagna, Via Condotti, fino ad arrivare con lo sguardo a San Pietro che si erge con tutta la sua imponenza. Ogni volta che guardo Roma da quassù, mi emoziono.

R. Come al solito ho esagerato nell’anticipo…sono solo le 18.50 e fa anche un certo freddo. Ok, ho parcheggiato poco più in là di Piazzale Flaminio e almeno un quarto d’ora lo spenderò per arrivare a Trinità dei Monti, ma poi? Ah, c’è Ricordi a Via del Corso, quasi quasi faccio una visitina, non sia mai ci scappa qualche novità discografica. Urca! È uscito il nuovo solo di Keith Jarrett, intitolato semplicemente “Rio“, doppio CD, ottimo, così al ritorno lo ascolto in macchina. Sono le 20.15 e aspetto Elisabetta all’ingresso di Vicolo del Bottino 8…spero di riconoscerla, l’ho vista solo su facebook…

E. Stasera sono all’evento “Dalla Slovenia con amore“, appuntamento della settimana, ad Andreja Lajh l’idea di portare l’enogastronomia della sua terra nella mia città. Fa freddo, mi sistemo il cappello, guardo le fiaccole d’entrata del wine bar che si muovono alle folate di leggera tramontana…e aspetto. L’appuntamento è per le 20.30, con il Giuliani…

Ingresso del PalazzettoR. Toh! Nell’attesa è arrivato Giampaolo Di Gangi (do you remember Porthos? Si firma Onepablo dal Fronte). Si parla di Sandro Sangiorgi, del futuro della rivista…poco dopo sopraggiunge Riccardo La Ginestra, e poi Tiziana Gallo…sono le 20.40 ed Elisabetta non si vede, mi sono anche dimenticato di registrare il suo numero di cell…sono molto carini a farmi compagnia ma forse è il caso che entriamo…

E. Vedo persone che incominciano ad entrare con garbo…la maggior parte di loro parla sloveno…sono nel posto giusto! Ultimamente sbaglio date, sbaglio luoghi…sbaglio abito… Oggi però ho la certezza di essere in the right place! L’ingresso è a numero chiuso, per fortuna ci sono anche io. Nell’attesa arriva anche l’ambasciatrice slovena presso la Santa Sede, Sig.ra Maja Marija Lovrenčič Svetek, e Iztok Mirošič…, ambasciatore della Repubblica di Slovenia a Roma.
Lascio il mio nome all’entrata… (ma dov’è Giuliani???), faccio una prima rampa di scale che mi porta in una piccola terrazza che si affaccia sul lato ovest di Trinità dei Monti, un freddo pungente mi dà il benvenuto.

Elisabetta Tappi, Roberto Giuliani e Giampaolo Di GangiR. “Buonasera e benvenuti, desiderate lasciare i vostri cappotti?” “Grazie, senta, dovrebbe venire una mia amica, le lascio il nome perché non è registrata, si chiama Elisabetta Valentina Tappi”…Saliamo due piani ed eccoci all’interno, le sale sono già piene di gente. Mi viene incontro una bella ragazza che mi saluta, che sia Elisabetta? Oddio, ecco, adesso faccio una delle mie solite figuracce…”Ti stavo aspettando all’ingresso” le dico. Lei mi guarda strano, non capisce, ma cortesemente mi risponde “sono entrata dall’ingresso principale”. Accidenti, come ho fatto a non riconoscerla? È Cinzia Bonfà, l’avevo conosciuta a Villa Grazioli, e ora come esco da questo impasse? Per fortuna arriva Gianluca D’Amelio che sposta l’attenzione su di sé salutandoci, ma…mi domando…Cinzia sarà rimasta davvero interdetta, chissà cosa avrà pensato…”Questo qui è già ubriaco…”. E dire che un tempo ero un ottimo fisionomista.
Mi viene incontro Andreja, ci salutiamo, la sala grande è zeppa di gente e mi suggerisce di andare nell’altra saletta dove in questo momento si può degustare in assoluta tranquillità. Ci sono quattro aziende che espongono.

SimcicE. Arrivo all’interno del Palazzetto, il caldo e l’odore di cibo mi accolgono con un sorriso e io non posso che contraccambiare felicemente. La struttura di questo wine bar si erge in altezza, 4 piani, l’evento mi è stato detto è al 2º piano di queste storiche mura. Scendo al piano terra dove lascio cappotto e borsa, prendo con me macchinetta fotografica e taccuino e mi dirigo verso: brusio…cibo…e vino! Prima sala: 4 banchi di assaggio delle cantine Sibav, Bregar, Vina Ronk, M-Vina e Goriška BRDA…nell’aria e nei calici Ribolla a go go, Chardonnay, Sauvignon, Tokay e Merlot. Ecco Roberto! Mi dice “Ma da dove sei entrata? Ti ho aspettato fino alle nove meno un quarto“. “Ma dall’ingresso principale mio caro! Vuoi mettere entrare da Trinità dei Monti?”. Ora che ci siamo trovati iniziamo a fare i primi assaggi, bevo in purezza e in uvaggi.

R. Ecco, sono il solito pirla (non approfittate di questo mio momento di autocritica…), nonostante sia venuto al Palazzetto numerose volte, conoscevo solo l’entrata di Vicolo del Bottino…Bene, ora che me la sono trovata davanti, l’Elisabetta, posso dire di averla riconosciuta subito, meno male…cominciamo a fare un po’ di assaggi, anche se in modo del tutto autonomo. Per un po’ mi trovo affiancato da One Pablo.
BregarSi comincia con i bianchi di Ronk, tutti 2010, freschi, piacevoli, minerali, ben fatti: Rebula (ribolla gialla), Beli Pinot (pinot bianco), Sivi Pinot (pinot grigio) e Sauvignon. Quest’ultimo è piuttosto tradizionale, facile da identificare per le sue classiche note vegetali, ma decisamente moderate, con maggiore spazio per le note agrumate.
Con Bregar si scende al 2009, propone il TF (tocai friulano), il Sauvignon, la Malvasia Istriana e l’uvaggio Antonio (ribolla, chardonnay, pinot grigio), unico vino a maturare in legno. Non so se per la temperatura eccessivamente bassa del vino, ma il legno si sentiva un po’ troppo.
A fianco un’altra azienda che si chiama “M-Vina“: interessante il Rumeni Muskat 2010 (moscato bianco), il Sauvignon 2010 si discosta sensibilmente dagli altri due assaggiati, molto più fruttato e maturo. Seguono un Pinot Grigio e uno Chardonnay 2007 maturati in legno, quest’ultimo mi è sembrato il più interessante dei due.
Bei prodotti quelli proposti da Goriška Brda, una freschissima Rebula 2010, uno Chardonnay 2008 in barrique e soprattutto l’A+ 2006, assemblaggio di ribolla, picolit, e chardonnay.
Si chiudono gli assaggi in questa saletta con l’azienda Nando, una delle poche che già conoscevo e che si conferma sempre valida, e con Šibav, dove ho apprezzato il Sauvignonasse 2010 (che non è altro che tocai), lo Chardonnay 2007 e il Rebula 2006, una vendemmia tardiva molto interessante, maturata in legno e acciaio.

BregarE. Mi sposto, vado alla postazione X…quella dove trovi il tavolo, il vino e il cibo… Mi fermo ed incominciano ad uscire piatti straordinariamente coreografici. Una corda in sala prende lo spazio e lo chef Tomaž Kavčič taglia i piccoli doni e me ne porge uno. Chiedo cortesemente cos’è e mi risponde con occhi fieri “Panino con fegato d’oca, frutta secca e uva fresca” di seguito “benvenuto con pane, pancetta, senape croccante e porcini liquidi”, “ravioli con formaggio Monte Nanos, zucca e prosciutto”, “sportina di polenta al nero di seppia e acciuga su letto di olio extravergine”. Mi muovo tra gli invitati e i tavoli.

R. Mentre mi accingo a cercare un po’ di buon cibo sloveno, incontro la mitica Marina Alaimo, eccellente sommelier campana e donna di notevole fascino, che avrà come sola colpa il fatto di avermi immortalato in fotografia… Mi ritrovo con Elisabetta, assaggiamo qualcosa insieme, si parla di fois gras, lei dice che è animalista e proprio non ne vuole sapere di mangiarlo, ma poi ci ripensa quando scopre che è un componente di una deliziosa crème brûlée per la quale fa addirittura il bis…. Poi mi accingo a degustare i Riesling di Joannes, il 2007 è un’autentica rivelazione! Fantastico, secco come piace a me, nervoso come piace a me, profondo e lunghissimo, vengo a sapere che costa solo 10 euro…
Il tempo è tiranno, posso concedermi ancora pochi assaggi, faccio un salto da Edi Simčič e degusto la Malvasia 2008, la Ribolla 2009 e il Tocai 2009, fresco e soprattutto salato! Mentre chiacchiero con Elisabetta vengo attratto da una bottiglia di spumante, è il Rebolium Sinefinis, una ribolla rifermentata in bottiglia, quindi metodo classico, davvero sorprendente, frutto della joint venture di due aziende di confine (ma di questo ve ne parla più sotto Elisabetta).
A questo punto, anche se a malincuore devo andarmene, saluto la mia compagna di avventure slovene e mi accingo a ripercorrere via del Babbuino, consapevole che mi attende una temperatura pungente. Arrivo alla mia Auris, metto in moto e infilo nel lettore il primo cd di Jarrett. Finale di serata meraviglioso e rasserenante, non potevo chiedere di meglio…

SinefinisE. Lascio la prima sala e vedo il tavolo multi colorato e fantasioso della Koppert Cress, Enrico Zallot, l’uomo che parla alle erbe… non so in che lingua, ma lo fa talmente bene che non ha bisogno di nessun traduttore. Riesce a farmi incuriosire con i suoi racconti e con il suo modo di fare. Ha capito bene che folle donna io sia. Mi diletta, mi stuzzica, mi fa provare questo o quel germoglio, mi scruta, mi controlla come il giostraio guarda affascinato i bambini sugli elefantini volanti. Enrico di Feltre mi dice che è Olandese e io, visto che avevo bevuto poco, mi bevo anche quella!! Continuo l’assaggio, provo foglie e fiori, e poi proseguo con fiori e foglie… Mustard Cress, Shiso Green, Basil Cress, Dushi Buttons e infine provo la Oyster Leaves, e qui mi innamoro. Il mare…! Sento il mare, giro la foglia nelle mie mani alla ricerca di una perla… C’è il mare in questa foglia… L’avvicino all’orecchio: niente infrangersi di onde, nulla! Questa è magia.
Mi muovo con il sale nella bocca, trasferendomi nella terrazza riscaldata e il mio occhio vede il tavolo del mio primo amore “Riesling”…Stop! Resetto. Inizio a degustare i vini di Joannes: Renski Riesling 2010-08-07-06. Mini verticale privata con il mio cuore! Mi consegnano nelle mani “Crème brûlée di Foie Gras con pane di frutta con le noci” e decido che il mio ultimo calice deve essere qualcosa di speciale, e trovo Rebolium Sinefinis di Robert Princic, di San Floriano del Collio in Italia e Matjaž Četrtič, di Kojsko in Slovenia. Entrambi classe 1975, hanno deciso, di spumantizzare con metodo classico le loro uve di Ribolla gialla, imbottigliando due anni dopo la vendemmia, con un affinamento sui lieviti di circa 18 mesi. Prendo il mio cappotto, il mio cappello; sono le 24, quando lascio il Palazzetto e felice, con un pezzo di Slovenia nel cuore, torno a casa.

Elisabetta Tappi e Roberto Giuliani

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