“Bollicine su Trento”: gusto e tradizione del Trento DOC
Anche quest’anno la manifestazione “Bollicine su Trento“, organizzata dalla Camera di Commercio di Trento e dalla Trentino S.p.A., per un paio di settimane ha permesso di conoscere all’interno delle splendide sale del Palazzo Roccabruna, sede dell’Enoteca Provinciale del Trentino, lo spumante Trento Doc nei suoi diversi aspetti e sfaccettature, con nozioni sulla tradizione spumantistica delle colline che circondano Trento e degustazioni che confermano il costante miglioramento qualitativo del metodo classico trentino attualmente prodotto da 28 aziende, proposto in contemporanea nei numerosi bar e ristoranti della città con abbinamenti talvolta inusuali.
Il tradizionale “Mercatino di Natale“, uno degli eventi che rendono unico il Trentino Alto Adige all’interno della nostra penisola, è stato lo scenario fiabesco della manifestazione, aumentandone lo charme e l’atmosfera di gioia e festa. La cena inaugurale del 26 novembre all’interno della Sala del Conte Luna del piano nobile di Palazzo Roccabruna in primo luogo ha sancito l’amicizia e la collaborazione fra L’Aquila e Trento, tra i primi impegnata negli aiuti per la ricostruzione del dopo-terremoto: è notizia recente, infatti, l’inaugurazione di un nuovo villaggio di 94 alloggi realizzato a Villa Sant’Angelo, nei pressi de L’Aquila e subito ribattezzato “Borgo Trento”, che si affianca alle complessive 354 casette antisismiche realizzate finora dalla Protezione Civile trentina.
Ospiti d’onore della serata il Teatro stabile di innovazione “L’Uovo” de L’Aquila, che per l’occasione e per tutta la durata della rassegna ha proposto un innovativo spettacolo teatrale dal titolo “Bollicine in scena“: un mix di luci, musiche e coreografie, spezzoni cinematografici e brevi rappresentazioni teatrali ispirate ai brindisi più celebri della storia del cinema, in un percorso itinerante lungo le sale di Palazzo Roccabruna.
Curiosità storica: questa cena inaugurale ha riportato un convivio all’interno della Sala del Conte della Luna dopo quasi 500 anni, evento reso possibile grazie ai restauri terminati nel 2004. Un balzo a ritroso nella storia fino agli anni del Concilio di Trento, durato dal 1545 al 1563, quando Palazzo Roccabruna ospitò la Delegazione Spagnola; alle pareti e sul soffitto a cassettoni in legno di pino sono ancora visibili gli stemmi dei signori Roccabruna, amministratori all’epoca dei beni del Principe Vescovo Cristoforo Madruzzo e proprietari del Palazzo fino al 1595, un sole e l’eliotropio ( genere di pianta appartenente alla famiglia delle borraginee, ma anche pietra preziosa di colore verde, tempestata di gocce rosse e meglio conosciuta come Diaspro rosso o Sanguigno, ndr ), figura simile a un fiore, inframmezzati dalle lettere “N S M” iniziali del motto “Nec Sorte Movebor” (Nemmeno la Sorte avrà Potere su di Me).
La serata è stata allietata dalle specialità abruzzesi preparate da Fabrizio Di Pasquale, chef del Ristorante Le Madie de L’Aquila, andato purtroppo distrutto dal terremoto, ed ora collaboratore de “I Sapori della Valle“, alle porte della Valle Subequana, nel comune di Fagnano Alto: tra i piatti proposti, degni di menzione la Zuppa di lenticchie di S. Stefano di Sessanio con crostoni di pane aquilano, il Risottino allo zafferano Dop dell’Aquila in cestino di pecorino e noci e il Rollè di agnello dei pascoli del Gran Sasso in purè allo zafferano Dop dell’Aquila e vellutata di pecorino canestrato di Castel del Monte e patate della Secca al coppo, degnamente “innaffiati” dai Trento Doc Mach 2004 dell’Istituto Agrario S.Michele all’Adige e Riserva Giulio Ferrari 2000 di Cantine Ferrari dei F.lli Lunelli.
Nel corso del mio soggiorno a Trento mi è stata proposta le degustazione “alla cieca” dei 46 spumanti Trento Doc presenti alla rassegna. Nella prima serie, comprendente 15 Brut non millesimati, con l’affinamento sui lieviti di almeno 15 mesi e un residuo zuccherino compreso tra gli 8 e i 15 g/l, ho preferito come perlage, finezza olfattiva, equilibrio e persistenza in bocca il Trento Aldeno della Cantina di Aldeno, il Trento Abate Nero (ottimo il suo rapporto qualità/prezzo), il Trento Maximum Brut di Ferrari F.lli Lunelli e il Trento Selezione 907 della Cantina d’Isera.
Più complessi, ricchi di aromi e persistenza in bocca gli 11 Millesimati, dove si distinguevano il Trento 2005 di Revì, giovane azienda di Aldeno condotta da Giacomo Malfer, produttore anche di un pregevole Rosè Millesimato 2005, e il Trento 2005 di Pedrotti Spumanti, da un paio d’anni gestita dalle sorelle Chiara e Donatella Pedrotti. Tra l’altro l’azienda è nota anche per la “Grotta dello Spumante“, nata come fortificazione campale ai tempi dell’Impero Austroungarico, trasformata in rifugio antiaereo nel corso della Seconda Guerra Mondiale e da qualche anno adibita a luogo di stoccaggio e degustazione delle bollicine trentine.
Sempre nell’ambito dei Millesimati, ottima bevibilità e gran ricchezza di aromi per il Trento Domini 2004 di Abate Nero, così come dotato di grande equilibrio e profumazioni floreali il Trento Tridemtum 2004 di Cesarini Sforza Spumanti, azienda recentemente acquistata e rilanciata dal gruppo La Vis. Rasentavano l’eccellenza quasi tutti i 15 Riserva, a cominciare dal fine e floreale Trento Mach Riserva del Fondatore 2005 prodotto dall’Istituto Agrario S. Michele all’Adige, seguito dall’equilibrato Trento Letrari 2005, caratterizzato da un netto sentore di pesca sciroppata. Tra i 2004 spiccava il Trento Cuveé dell’Abate di Abate Nero, mentre tra i 2003 il balsamico Trento Methius dell’Azienda Vinicola Metius e il Trento Academia dell’Accademia del Vino Cadalaghet di Civezzano. Difficile premiare il migliore dell’annata 2002, annata tutt’altro che facile da gestire soprattutto in vigna, ma che ha regalato delle autentiche “perle”, come il Trento Ferrari Riserva Lunelli Extra Brut, di una balsamicità, complessità e persistenza uniche, caratteristiche come la freschezza e l’ottima beva riscontrate anche nel Trento Graal Altemasi della Cavit, nel Trento Balter dell’Azienda Agricola Balter di Rovereto e nel Trento Aquila Reale di Cesarini Sforza Spumanti.
Tra i 5 Rosé degustati, un discorso a sé merita il Trento Maso Martis dell’omonima azienda di Martignano, a base unicamente di Pinot Nero, rosato carico con forti sentori di fragoline, lampone, ribes e con un’ottima persistenza in bocca. Di pregevole fattura anche il Trento Rosé dell’Azienda Agricola Fratelli Pisoni, da oltre un secolo produttori di vini trentini, tra cui spicca il Vino Santo a base di uve Nosiola raccolte nei pressi del lago di Castel Toblino.
Tra le diverse iniziative e convegni racchiusi nel programma di “Bollicine su Trento”, spiccava la degustazione-confronto dal titolo “Cosa c’è ancora di giovane? Grandi annate di Trento Doc“, condotta da Marco Sabellico, curatore della Guida Vini d’Italia edita dal Gambero Rosso, con la comparazione dei 6 Trento Doc premiati con i 3 Bicchieri con lo stesso vino di annata precedente.
Trento Mach Riserva 2004 – Istituto Agrario di San Michele all’Adige
Questo vino prodotto dall’azienda diretta dall’enologo Enrico Paternoster è frutto di un progetto nato nel 1999 per esaltare il legame al territorio con l’idea di creare un “cru” di spumante, partendo da un vigneto a 700 metri di altitudine esposto a ovest/nord-ovest. La cuveé ottenuta con 70% di chardonnay e 30% di pinot nero, con una parte del vino che ha un passaggio di qualche mese in barriques usate, ha un affinamento sui lieviti di circa tre anni. Ne scaturisce un vino di stampo classico, con sentori agrumati, erbe di montagna, ottima beva e buona persistenza.
Trento Mach Riserva 1999 – Istituto Agrario di San Michele all’Adige
Il vino, servito da un magnum di 1,5 litri fresco di sboccatura novembre 2009 senza dosaggio, si presenta molto fruttato, fresco, sentori di nocciola e mandorla; in bocca si dimostra corposo, molto morbido, ottimo equilibrio.
Trento Cuveé dell’Abate Riserva 2004 – Abate Nero – Gardolo
Il vino di questa azienda nata negli anni ’70, identifica pienamente il territorio, partendo dalla vinificazione di uve chardonnay, pinot nero e pinot bianco coltivate in collina. Molto ricco al naso, con forti sentori di mela, mentre in bocca si apprezza la morbidezza, data anche da un buon dosaggio di zucchero (12 grammi/litro).
Trento Cuveé dell’Abate Riserva 1996 – Abate Nero – Gardolo
Il vino si presenta di un colore oro, con sentori terziari al naso, spezie e marmellata, un principio di ossidazione che palesano un vino maturo, nonostante la sboccatura recente di novembre 2009.
Trento Methius Riserva 2003 – Azienda Vinicola Metius – Mezzocorona
La prima annata dello spumante di questa azienda di proprietà della famiglia Dorigati di stampo prettamente artigianale risale al 1986. Fin dalla prima uscita il vino è frutto di una bassa resa ed un’accurata selezione in vigna delle uve di chardonnay e pinot nero, utilizzate rispettivamente per il 60% e 40%. Il vino, sboccato nel settembre 2008, si presenta particolarmente ricco, corposo, con sentori di frutta matura ed un’ottima persistenza.
Trento Methius Riserva 2001 – Azienda Vinicola Metius – Mezzocorona
Nonostante la sboccatura risalga al 2005, il vino si presenta eccezionalmente fresco, fruttato, dai sentori molto fini, leggermente balsamici, cui fa seguito una grande bevibilità e freschezza in bocca. Uno dei migliori spumanti del lotto.
Trento Aquila Reale Riserva 2002 – Cesarini Sforza Spumanti – Ravina
Dal 2002 l’azienda è entrata nell’orbita di La Vis, diretta da Fausto Peratoner, presidente dell’Istituto Trento Doc, beneficiando di un rilancio complessivo di tutta la gamma degli spumanti, curati dall’enologa Giorgia Brugnara. Questa Riserva nacque negli anni ’90 esclusivamente dalle uve di chardonnay del Maso Sette Fontane, nel comune di Giovo in Valle di Cembra, un paio di ettari di terreno calcareo nato dalla disgregazione della roccia dolomitica a 500 metri di altitudine; dopo il declino aziendale, lo spumante vide nuova vita nel 2001. La seconda annata di questa Riserva risente molto positivamente della mano della giovane enologa, un vino di estrema finezza, elegante, al palato molto delicato e dotato di buon equilibrio.
Trento Aquila Reale Riserva 2001 – Cesarini Sforza Spumanti – Ravina
Nel bicchiere il vino si presenta di un colore oro, al naso inizialmente molto chiuso, con sentori di fieno, seguiti da confettura di frutta, albicocca matura. In bocca buona complessità e persistenza, anche se si avvertono primi processi ossidativi.
Trento Altemasi Graal Riserva 2002 – Cavit – Trento
L’azienda che oggi rappresenta oltre 4.500 viticoltori associati a 11 cantine e il 65% della produzione vinicola trentina (circa 7.000 ettari), raccogliendo, esaminando e selezionando le materie prime derivanti dalle migliori produzioni delle Cantine Sociali del Trentino, quest’anno si è fregiata del riconoscimento dello spumante dell’anno. Questa riserva frutto del 70% di chardonnay e 30% di pinot nero curata dall’enologo Paolo Tura, ha come caratteristica una spiccata acidità e freschezza, un vino estremamente giovane ma che regala al tempo stesso una buona cremosità al palato.
Trento Altemasi Graal Riserva 1995 – Cavit – Trento
Inizialmente timido, chiuso, il vino sprigiona successivamente buoni sentori floreali, anche se in bocca spiccano note alcoliche un po’ elevate, bilanciate in parte da una buona persistenza e discreta beva.
Trento Giulio Ferrari Riserva 2000 – Cantine Ferrari – Trento
Il vino più prestigioso dell’azienda che ha reso famoso il Trento Doc nel mondo, nata in questa veste nel 1952 con Bruno Lunelli, titolare allora della mescita di vini più conosciuta di Trento, che rilevò la Ferrari da Giulio, colui che la fondò nel 1902, continuando a lavorare in cantina fino alla morte del suo originale fondatore, è frutto di uve chardonnay provenienti dalla Vigna Montagna. Da questa annata l’azienda ha deciso di ridurre il dosaggio di zucchero, inferiore ai 4 grammi/litro, con l’obiettivo di dare più “verticalità” al vino, continuando a vinificare interamente il vino in acciaio ed a far svolgere la fermentazione malolattica. La bottiglia che ho degustato purtroppo presentava sentori ossidativi, assolutamente assenti nel campione assaggiato in precedenza alla cena inaugurale e alla “cieca”, che ne hanno penalizzato il giudizio.
Trento Giulio Ferrari Riserva 1989 – Cantine Ferrari – Trento
Alla pressoché unanimità riconosciuto come il migliore spumante dei 12 in degustazione, con sentori di orzo tostato, grande persistenza e freschezza di beva, sicuramente dotato ancora di buona longevità sebbene sboccato nel 2005.
Luciano Pavesio



