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Nella Fortezza di Montepulciano il Vino Nobile 2003 sotto i riflettori


 

Intervento di Massimo RomeoL’antica Fortezza di Montepulciano, oggetto di recente ristrutturazione, si conferma come sede ideale per l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano. Quest’anno, giovedì 23 febbraio, è stata presentata l’annata 2005, ovviamente in divenire (tutti i vini sono stati prelevati dalle botti), per la quale sono state attribuite quattro stelle da una giuria esterna, rappresentata dagli enologi Landi e Mazzamurro, dal noto giornalista Daniele Cernilli, da un rappresentante della categoria dei ristoratori, da un membro della Associazione Italiana Sommelier e, per la prima volta, da un rappresentante dei consumatori. L’annuncio ufficiale del buon esito dell’annata è stato dato in mattinata dal presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano Massimo Romeo (nella foto), ai quasi cento giornalisti presenti alla manifestazione. Lo stesso numero di stelle era stato attribuito anche alle annate 2003 e 2004.
E’ ovvio che le tre annate non sono affatto simili, gli andamenti climatici sono stati profondamente diversi: il 2003 è stato un anno estremamente caldo e siccitoso, con scarsa escursione termica fra il giorno e la notte (ma nell’area Docg del Nobile di Montepulciano non va dimenticato che le vigne si trovano ad un’altitudine che varia dai 250 ai 600 metri con esposizioni diverse, pertanto è bene non generalizzare mai sui risultati di un millesimo che può variare sensibilmente da zona a zona), mentre il 2004 è stato rappresentato da lunghi periodi di nuvolosità e temperature al di sotto della media. L’annata 2005, infine, ha avuto un clima decisamente instabile con variazioni notevoli da zona a zona, soprattutto per quanto riguardava i fenomeni temporaleschi, in particolare nel mese di agosto, in piena invaiatura, ci sono stati vigneti che hanno rischiato problemi di siccità e altri che hanno potuto usufruire di piovaschi periodici, mentre a settembre i frequenti temporali hanno consentito un recupero dei vigneti che avevano sofferto la mancanza d’acqua ma hanno causato problemi a quelli che ne avevano già beneficiato.

Quest’anno, in compagnia dell’annata 2005 sono stati proposti il Nobile di Montepulciano 2003 e alcune Riserve 2001, che all’inizio della prossima estate verranno messi in commercio.
Anche se faccio parte di quella schiera di degustatori che hanno avuto l’onore e l’onere di valutare i vini proposti dalle 35 aziende partecipanti, ritengo che abbiano tratto maggiori soddisfazioni, in condizioni decisamente più rilassate, tutti gli appassionati, i turisti, i cittadini che, grazie all’iniziativa proposta dal Consorzio, hanno potuto assaggiare gli stessi vini dal 24 al 26 febbraio nell’Enoteca consortile, situata a Piazza Grande nel bellissimo Palazzo del Capitano. Inoltre, i ristoratori aderenti alla Strada del Vino Nobile hanno proposto ai consumatori i tradizionali menu a prezzi scontati e offerto gratuitamente le nuove annate e le 35 etichette presenti all’Anteprima.

Questa volta, per mia precisa scelta, ho preferito dedicarmi ai vini che andranno in commercio a breve, poiché ritengo poco utile degustare dei prototipi ancora in fasce, con il rischio di penalizzarne alcuni o esaltarne altri, solo perché in quel momento si trovano in uno stato di grazia o completamente squilibrati. Ebbene, dato che all’Anteprima 2004 erano presenti solo cinque vini del 2003 (Salcheto, oggi putroppo assente, La Braccesca, Romeo, Bindella e Fassati), posso dire che non si tratta di una verifica ma di una vera e propria degustazione in anteprima, rigorosamente alla cieca.
Desidero però sottolineare che, durante la mia degustazione (e anche quella di altri colleghi) si sono verificati alcuni spiacevoli disguidi: più volte mi è capitato di degustare lo stesso vino, cosa di cui mi sono accorto solo perché fortunatamente i campioni erano uno successivo all’altro o abbastanza ravvicinati da permettermi di rendermi conto dell’eccessiva somiglianza. Sono certo che i ripetuti errori siano dovuti, non tanto a inesperienza o a distrazione di chi mi ha servito i vini, quanto al sistema piuttosto rischioso adottato dall’organizzazione: invece di versare i vini nei 6 calici in presenza del degustatore, da bottiglie precedentemente coperte e numerate (metodo assai più affidabile e testato in numerose altre manifestazioni), si è adottato il metodo di riempire i calici in altra sala e consegnarli al degustatore con una fascetta rovesciata (fra l’altro senza numero) per nascondere il nome del vino e del produttore. Questo metodo ha portato l’onere aggiuntivo, da parte del degustatore, di numerare le fascette man mano che arrivavano i calici, senza avere la certezza che ciò che si assaggiava provenisse da vini diversi; ed infatti sono stati i nostri sensi ad accendere il campanello d’allarme e a spingerci a verificare, girando alcune fascette, se non ci fossero dei vini ripetuti più volte.
Per questa ragione non mi sento di presentare le degustazioni nel dettaglio, allo scopo di evitare giudizi imputabili a vini sbagliati, ma mi limiterò a dare le impressioni di massima sui vini di cui sono effettivamente sicuro. Spero vivamente che dall’anno venturo si adotti il classico metodo di versare in tempo reale il vino coperto e numerato in presenza del degustatore, al fine di eliminare ogni possibile confusione.

Per quanto riguarda i Nobile 2003 ho avuto l’impressione che l’annata si sia fatta sentire, attraverso una serie di vini dai profumi tendenzialmente poco ampi e variegati, con una freschezza al di sotto della media, tannini piuttosto verdi, impatto gustativo monolitico, appesantito. Alcuni vini presentavano dei colori davvero estremi, concentrati e impenetrabili, difficilmente attribuibili al sangiovese che, è noto, non dispone (neanche nei cloni più selezionati) di un corredo antocianico tale da produrre una tinta che si avvicina al nero, anche con lunghe macerazioni.
Le cantine che ho più apprezzato, sono state: Le Casalte, Dei (un punto di riferimento), Triacca con il Poderuccio, meno con il Santavenere, Poliziano (Federico Carletti fa il “suo” Nobile di Montepulciano, e lo fa molto bene, sicuramente annoverabile fra i “modernisti”, anche se oggi lo è con un senso della misura che altri non hanno), Icario con il Vitaroccia, interessante la prima uscita del Nobile della Bandita e Lunadoro, riuscito il Nobile di Carpineto, una piacevole sorpresa l’azienda Godiolo, il cui Nobile, ancora molto giovane, potrà offrire interessanti evoluzioni (notevole anche la Riserva 2001). Sofferente per il contributo del legno, non ancora assorbito, Fattoria del Cerro, piuttosto appesantiti Tenimenti Angelini e Boscarelli.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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