Statistiche web
Cibo e Cultura

La principessa della primavera

frittelle di meleSalire in soffitta è ogni volta un’avventura, è come entrare in un limbo, dove le cose dismesse stanno ad aspettare qualcuno che se ne ricordi e come una piccola sorta di vendetta gli parlano dei tempo passato, che pare fuggito e sempre meglio di com’è.
Persa in nostalgie e bauli, ritrovo inaspettatamente il mio primo vestito di carnevale e a guardarlo mi sembra così piccolo e divertente, tutto bianco con il bustino di raso e la gonna fatta di tanti strati sovrapposti di tulle, dove sono cuciti grandi fiori e foglie di pannolenci colorato.
Mia mamma me lo aveva comprato alle bancarelle del mercato, come da tradizione, di San Geminiano, patrono di Modena, che si festeggia il 31 gennaio.
Sulla scatola c’era scritto: La principessa della primavera.
Mi sembra ancora di vedermi, alla festa di carnevale della scuola, con le mie gambette magre sbucare da sotto la gonna gonfia e in mano l’immancabile bacchetta magica decorata di stella gigante, pronta ad accendere la mia fantasia di bambina, immaginando di essere veramente una principessa capace delle più belle magie.
A dir la verità, a parte qualche momento, non ho mai amato particolarmente il carnevale, forse perché già comprendevo che quell’ingenua finzione dei bambini, era un desiderio di fuga da se stessi, per molti.
Ma, ricordo, che quando tornavo a casa, c’era una magia di cui io non conoscevo la formula e che mia mamma sapeva fare meravigliosamente: le frittelle di mele. Basta ripensarci, perché l’idea di mangiarmene una abbia il sopravvento su tutto.
Il segreto, ormai, è da un po’ che lo conosco e per festeggiare questo pomeriggio tra i reperti polverosi della soffitta, mi trasferisco in cucina col mio cucchiaio di legno, che potrebbe somigliare alla mia vecchia bacchetta, che non ho trovato e probabilmente è andata distrutta in uno scontro tra fate.
Taglio le mele renette a rondelle, togliendo il torsolo e praticando un foro al centro e le metto con il succo di un limone.
In una terrina rompo un uovo, aggiungo lo zucchero, un pizzico di sale e un bicchiere di latte, poi unisco la farina, setacciata col lievito per dolci e un pezzetto di burro fuso, metto in frigo per mezz’ora.
Quando l’olio è a temperatura, immergo le fette di mela, scolate dal succo, nella pastella e friggo fino a farle diventare ambrate.
La manciata di zucchero semolato, buttata sopra, dopo averle messe sulla carta gialla, è tassativa
.
La magia sta quando si addenta la pasta, che ci si aspetta di trovare la fetta di mela croccante, invece è diventata purea e libera tutto il suo dolce-aspro con delicatezza. Poso il vassoio delle frittelle, ancora calde, sulla tavola e quando torno mi accorgo che la quantità è notevolmente diminuita. Va bene che “a carnevale ogni scherzo vale”, ma giù le mani dalle ultime frittelle!!

Non dal volto si conosce l’uomo, ma dalla maschera.
Karen Blixen, Sette storie gotiche, 1934

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio