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Food Tours è un’iniziativa di Tavole Romane, un blog coordinato da una coppia di ingegneri che rimanendo nell’anonimato – cosa poco comune in questo ambiente pervaso da personalismi – girano per i ristoranti romani e raccontano le loro esperienze agli “amici” che li seguono. È il tentativo, a mio avviso splendidamente riuscito, di coniugare la passione per l’arte con quella per il cibo. È un tour di quattro ore che porta alla scoperta di bellezze insolite di Roma, facendo varie tappe nei migliori indirizzi gourmet, per assaporare il meglio della produzione enogastronomica capitolina. Ad accompagnare il gruppo, composto al massimo di 12 persone, c’è una bravissima guida multilingue, che oltre a conoscere molto bene i posti che fa visitare, è anche un’esperta sommelier e attenta conoscitrice dei luoghi del sapore.
Le proposte di tour per il momento sono quattro: Trastevere, Testaccio, Monteverde-Gianicolo e Monti-Esquilino, ed è proprio quest’ultimo quello a cui ho avuto il piacere di partecipare sabato 21 gennaio insieme ad altri 11 colleghi, fra blogger e giornalisti. La fortuna ha voluto che fosse una splendida giornata di sole (unica cosa che gli organizzatori non sono in grado di garantire), così dopo una breve presentazione a via Merulana alle 9:30 di mattina, ci siamo subito diretti a far colazione nel tempio del prodotto da forno: Panella. Un cappuccino e una serie interminabile di mini cornetti, bombe alla crema e lieviti vari, per fare la giusta scorta di energie per il corpo e per la mente.
Usciti dallo storico panificio la nostra guida ha richiamato l’attenzione sul bellissimo Auditorium di Mecenate, posto proprio di fronte, raccontandoci storie, curiosità e aneddoti. La seconda tappa artistico-culturale è stata la Basilica di Santa Prassede, vicinissima a quella più famosa di Santa Maria Maggiore, e per me fino ad allora completamente sconosciuta. Un vero gioiello costruito in più fasi dal XIII al XVIII secolo, che ha preceduto la seconda tappa gourmet, la pasticceria Regoli, dove abbiamo mangiato un maritozzo con la panna, elemento tipico della colazione romana tradizionale che, come ci ha spiegato la guida, veniva offerto dalle ragazze romane ai loro corteggiatori.
Carichi di energia, abbiamo proseguito il tour verso San Pietro in Vincoli, dove abbiamo potuto ammirare il Mosè di Michelangelo, per poi scendere verso la Suburra, uno dei quartieri più antichi della Capitale che ancora oggi ospita botteghe di artigiani e locali dove mangiare piatti della tradizione, e dove noi abbiamo effettuato altre due tappe enogastronomiche di altissimo livello: il panificio Monti e Aromaticus, il negozio dove si possono trovare le erbe aromatiche più disparate e alcune particolarità di sale e di spezie. Un bel thè caldo aromatizzato ai frutti e ai fiori per riscaldarci un po’ e per riprendere il cammino verso i Mercati di Traiano, prima di concludere la bellissima escursione in via dei Serpenti, nel punto vendita del Podere Vecciano che oltre al proprio vino propone tantissime specialità toscane. E visto che nel corso della giornata abbiamo camminato così tanto da aver consumato tutte le calorie ingerite fino a quel momento, ci siamo rifocillati con salumi, formaggi, crostini e vini toscani. Il giusto coronamento di una splendida mattinata. Quella dei Food Tours è un’idea molto originale, non c’è che dire, ed è rivolta ai turisti che vogliano scoprire quelle bellezze al di fuori dei normali itinerari, e che vogliano deliziare il proprio palato con proposte da veri intenditori. Complimenti ai ragazzi di Tavole Romane.
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