Vallée d’Aoste Petite Arvine 2021
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2022
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: petite arvine
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: LES CRÊTES
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 14 a 18 euro
Quarto approfondimento legato ai protagonisti della viticoltura valdostana, come di consueto iniziamo da un buon bicchiere di Petite Arvine, prodotto mediante l’utilizzo del vitigno che dà il nome all’etichetta. La Famiglia Charrère, alias le Crêtes di Ayamaville (AO), crede tantissimo nelle potenzialità della suddetta cultivar, tra le più quotati della regione. Il suo nome deriva dalla varietà arvine e dalla piccola taglia (petite in lingua francese) dei suoi acini, la maturazione è tardiva. Presenta ben tre etichette: due in purezza e una in blend dove comunque è presente al 60%; ma non corriamo troppo, andiamo per gradi.
Il Vallée d’Aoste Petite Arvine 2021, ultima annata in commercio, deriva da vigne ubicate in due distinti comuni: Champorette e Bufferia ad Aymavilles e Frissonnière all’interno del piccolo borgo di Saint Christophe, entrambi in provincia di Aosta. I terreni da queste parti sono morenici, sciolti, sabbiosi; esposti a ovest/sud ad un’altimetria che varia da 550 a 750 metri s.l.m. Prodotto per la prima volta nel 1992, attualmente se ne trovano in commercio circa 25.000 bottiglie. Rese piuttosto basse, 6,50 ha circa, si parte da una pressatura soffice di uve refrigerate, fermentazione di 12 giorni in acciaio inox a temperatura di 16 °C. e affinamento sur lies di 1-2 mesi. Veste una trama paglierino vivace, riflessi luminosi, solari; estratto di buona caratura.
Naso spigliato, il frutto è vivo e stimolante: mela renetta, susina gialla e scorza di mandarino su un richiamo di peonia e biancospino. Trascorsi venti minuti dalla mescita, un richiamo incessante di calcare e pietra polverizzata domina la scena.
In bocca, il vino, nonostante la giovane età e i 14% Vol., è già piuttosto bilanciato tra parti sapide ed acide, il frutto è ben definito e la rotondità iniziale è presto ravvivata da un ritorno citrino che lascia la bocca pulita e pronta a ricevere l’ennesimo boccone di salmone in crosta con asparagi, piatto che ho cucinato per l’occasione.