Trentodoc Dosaggio Zero
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2022
Tipologia: DOC Bianco Spumante
Vitigni: chardonnay 75%, pinot nero 25%
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: LETRARI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 22 a 26 euro
Amo iniziare la degustazione di una gamma di spumanti metodo classico partendo dal classico “biglietto da visita” della Azienda, in questo caso trattasi di Letrari, nota Cantina di Rovereto situata nel cuore della Vallagarina di proprietà di Lucia Letrari; questa talentuosa enologa trentina ha una grande passione per il suo territorio, la stessa che ha accompagnato papà Leonello per una vita intera.
Da questa tipologia di etichetta si capisce gran parte della filosofia di un’azienda vitivinicola, ed il motivo è presto spiegato: spesso rappresenta il prodotto più venduto in termini numerici, dunque a mio avviso dev’essere sempre impeccabile e restituire al massimo lo stile della Cantina, il suo stampo. Tutto ciò la nostra protagonista lo sa bene e infatti riserva al Trentodoc Dosaggio Zero le migliori uve allevate nel vigneto Sompiaz posto sulle colline che sovrastano la Vallagarina in località Sasso di Nogaredo ad oltre 400 metri d’altitudine con ottima esposizione a levante. Il residuo zuccherino è inferiore ad 1 g/l, la cuvée è composta da 75% chardonnay e 25 % pinot nero, frutto della vendemmia 2018. Affina almeno 24 mesi sui lieviti, la sboccatura di questo campione risale all’11/’21. Lucia lo definisce: “un classico nato tra i primi o il primo dosaggio zero in zona già da oltre vent’anni”.
Il calice è attraversato da bollicine minute ed estremamente regolari, frutto di un grande lavoro svolto in cantina riguardo la presa di spuma; la tonalità è paglierino vivace con riverberi oro antico. Al naso è un tripudio di frutta secca, piccoli fiori di malga e un agrume particolarmente stimolante, in sequenza: noci tostate, scorza di cedro, pera Kaiser grissini appena sfornati e pietra polverizzata, calcare.
In bocca concede ben pochi compromessi: è un sorso vibrante di acidità che ben richiama l’agrume in un crescendo di sapidità e succo che invogliano la beva; la bollicina è ancora leggermente nervosa, tuttavia di grana fine è appagante. Il vino ha solo iniziato il suo lungo cammino e quest’ultima caratteristica gustativa lo rende perfetto in abbinamento a pesci di lago anche salsati. Iniziamo con punti già piuttosto alti: quattro chiocciole in rialzo.