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TORRE ROSAZZA

logo Torre RosazzaIndirizzo: Località Poggiobello, 12 – 33044 Manzano (UD)
Tel.: +39 0422 864511
Sito: www.torrerosazza.com
Email: info@torrerosazza.com


laVINIum – 12/2021

L’inquadratura si apre sui Colli Orientali del Friuli, percorrendo la strada che si stacca da Oleis di Manzano (UD), sono ben due gli ampi anfiteatri di vigneti che riempiono lo sguardo, caratterizzando il paesaggio. Giunto in località Poggiobello nei pressi di Palazzo De Marchi, epicentro storico e cuore pulsante dell’Azienda, non posso che alzare lo sguardo verso l’alto perché la maestosità di questo edificio, e soprattutto l’originalità architettonica, sono impressionanti.

Torre Rosazza in località Poggiobello

È un’altra storia vitivinicola incentrata su una doppia anima: da un parte tradizioni e cultura friulana, dall’altra tecnica all’avanguardia ed esperienza enologica; ciò che colpisce è la perfetta fusione di questi due elementi, aspetto che si evince soprattutto degustando i vini di quest’Azienda avviata negli anni Settanta. In realtà è stata fondata dopo vari passaggi di proprietà che hanno visto protagonista anche l’importante famiglia De Marchi da cui il palazzo prende il nome, e le cui origini risalgono al XV secolo; nel 1974 il gruppo Genagricola acquisisce la tenuta dalla Casa Secolare delle Zitelle di Udine. La bellezza e il fascino di queste colline si deve alla biodiversità: vigneti, affiancati sapientemente alle “boschette” – ovvero piccoli boschi ben tenuti coltivati a regola d’arte – e ulivi, un gioco di colori e sfumature dove lo sguardo si perde letteralmente.

Palazzo De Marchi
Palazzo De Marchi

Torre Rosazza è tra le punte di diamante di “Le tenute del Leone Alato”, ovvero il gruppo che riunisce tutte le aziende vitivinicole di Genagricola. L’obiettivo primario di quest’affermata realtà friulana e quello di valorizzare sul mercato i prodotti e la storia di ogni singolo brand, promuovendo soprattutto le peculiarità del territorio, rimarcando l’estrema varietà dello stesso attraverso la gamma di vini. Grandi investimenti e sperimentazioni riguardo le varietà autoctone friulane: friulano, picolit e ribolla gialla, non solo; il Gruppo – da tempo – ha avviato il progetto Altromerlot, il cosiddetto vino bandiera dell’Azienda, tra i primi a coniugare le peculiarità di quest’angolo di terra friulana al celebre vitigno internazionale d’origine francese. Tra queste dolci colline orientali del Friuli, in particolare a Manzano (UD), ha trovato felice connotazione, così anche le altre varietà autoctone, grazie a un ambiente pedoclimatico favorevole alla cosiddetta “ponca”, l’elemento tipico del suolo di queste parti. Trattasi di formazione sedimentaria costituita integralmente da marna argillosa alternata a strati di arenaria, presenta bassa fertilità e una buona capacità di trattenere l’acqua.

Vigneti Torre Rosazza

Un altro elemento distintivo riguarda la sistemazione dei vigneti in terrazze, i famosi Ronchi, ovvero sommità delle alture, caratterizzati da una perfetta esposizione che permette la maturazione ottimale delle uve. La Bora, inoltre, garantisce una ventilazione ideale e costante: unendosi ai venti provenienti dal Mar Adriatico coccola le uve, quest’ultime godono di notevoli escursioni termiche giorno-notte, importantissime per la parte aromatica del vino. Tornando per un attimo alla Tenuta, la stessa sorge a pochi a passi dall’Abbazia di Rosazzo, universalmente riconosciuta quale uno tra i luoghi storici della vitivinicoltura friulana. Fu fondata nel IX secolo d.C. dai monaci agostiniani che si distinsero per importanti opere legate alla coltivazione della vite e dell’ulivo; a loro si deve soprattutto l’attenzione riguardo alle varietà picolit e pignolo.

Vigneti a Oleis di Manzano
Vigneti a Oleis di Manzano

Oltre all’importanza storica di Palazzo de Marchi, attuale sede dell’Azienda e al contempo edificio in cui si trovano gli uffici, le sale degustazione e le cantine di Torre Rosazza, un elemento curioso è sorto durante la ristrutturazione attuata nel 2018: è stata riportata alla luce una struttura merlata, di origine medievale, a testimonianza della funzione difensiva e di controllo del Palazzo sulla sottostante via di comunicazione che collega Palmanova, stupenda città fortezza anche chiamata “città stellata” per la sua pianta poligonale a stella con 9 punte – Patrimonio Unesco dal 2017 – a Cividale del Friuli, borgo di quasi 11 mila abitanti fondato in epoca romana da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii.

Filari Torre Rosazza

Circa la filosofia aziendale, al concetto già espresso di biodiversità si uniscono pratiche come l’inerbimento e il sovescio, le stesse arricchiscono i suoli di ponca, piuttosto carenti di sostanze organiche, e consentono inoltre una maggiore fertilità e capacità di ritenzione idrica durante il periodo estivo in cui le piante subiscono gli stress termici, stimolando le viti ad approfondire gli apparati radicali per sfuggire ai periodi di siccità. La vendemmia è esclusivamente manuale per tutti i rossi, in gran parte manuale per i bianchi; si cerca di iniziare le raccolte durante le ore più fresche della giornata, sia per non disperdere i composti aromatici delle uve sia per massimizzare la sostenibilità nella refrigerazione in cantina.

Vini Torre Rosazza

La Cantina attualmente si avvale della collaborazione dell’enologo Giovanni Casati, dispone di 100 ettari di cui 74 vitati per una produzione annua di 160.000 bottiglie suddivise in 12 etichette. I vitigni impiegati sono sauvignon blanc, ribolla gialla, pinot grigio, verduzzo friulano, friulano, chardonnay, pinot bianco, picolit, refosco dal peduncolo rosso, merlot, schioppettino e pignolo. Torre Rosazza presenta tre etichette che avrò modo di illustrare prossimamente: Metodo Classico Brut Blanc di Neri, Friuli Colli Orientali Friulano 2020 e Friuli Colli Orientali Merlot Altromerlot 2018.

Andrea Li Calzi

– 10/2011

Siamo a Rosazzo in località Oleis. Qui opera l’azienda vitivinicola Torre Rosazza, realtà che è sorella di un gruppo di otto aziende, con sedi in Friuli, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, a cui fanno capo le Tenute di Genagricola, ramo agricolo delle Assicurazioni Generali. Torre Rosazza viene acquisita nel 1974 dalle Generali con l’obiettivo di farne un sito produttivo per vini di alta qualità. La zona è quanto di meglio si possa desiderare se si punta ad alti livelli di viticoltura. I terreni terrazzati sono caratterizzati da un’alternanza di marna e arenaria che in superficie si sgretola in frammenti scagliosi e via via in argilla finissima (la cosiddetta “ponka”, termine friulano che identifica la marna).
Le Prealpi Giulie riparano la vite dalle fredde correnti del nord, mentre l’influenza benefica del mare (non molto distante in linea d’aria) crea microclimi particolarmente favorevoli a una viticoltura altamente qualificata.
I vigneti sono disposti ad un’altitudine compresa dai 100 ai 250 metri sul livello del mare, con terrazzamenti sui dorsi delle colline. I canali di drenaggio, che sono stati realizzati, diventano indispensabili per far defluire le acque delle precipitazioni, improvvise ed eccessivamente abbondanti, che non riescono ad essere assorbite dal terreno e rischierebbero di erodere la collina.
La filosofia dell’azienda, punta a ottenere vini di qualità lavorando scrupolosamente prima in vigna e poi in cantina. Selezione dei cloni più tipici e più adatti ad esprimere grandi vini. Alte densità d’impianto. Basse rese. Massima cura e attenzione nelle lavorazioni di campagna.
In cantina vengono usati contenitori d’acciaio e antiche botti in cemento. Quest’ultime, utilizzate in funzione delle caratteristiche di questo materiale. Infatti il cemento lascia moderatamente respirare e ha una grande inerzia termica che può essere un vantaggio per certi periodi di conservazione del vino. Una sala con le barriques, usate quasi esclusivamente per i vini rossi, completa il quadro dei contenitori a disposizione.
La squadra che regge le sorti produttive dell’azienda parte da Ennio Venuto responsabile in vigna. Enrico Raddi enologo in cantina. Luca Zuccarello, responsabile enologo di tutte le cantine del gruppo. Mario Zuliani, responsabile del progetto di sviluppo Torre Rosazza. Da molti anni l’azienda si avvale anche della consulenza del prestigioso winemaker Donato Lanati.
Dai 30 ettari di vigneti della tenuta, si producono circa 100mila bottiglie.

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
C.O.F. Pinot Bianco Ronco delle Magnolie1998da 5,00 a 7,50 euro@@@@
Blanc di Neri Metodo Classico Bruts.a.da 15 a 25 euro@@@@
Friuli Colli Orientali Friulano2020da 10 a 15 euro@@@@
Friuli Colli Orientali Merlot Altromerlot2018da 15 a 25 euro@@@@

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