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Friuli Colli Orientali Merlot Altromerlot 2018

Friuli Colli Orientali Merlot Altromerlot 2018 Torre RosazzaDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2022


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: merlot
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: TORRE ROSAZZA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a  25 euro


Come già anticipato nel mio articolo dedicato alla storia di questa interessante Cantina di Manzano (UD), l’Altromerlot è il vino di punta dell’Azienda. Bisogna risalire al 1987, già a quei tempi aleggiava nell’aria l’idea di produrre un vino particolare, un qualcosa che rompesse gli schemi rispetto alla tradizione friulana, e non certo perché Torre Rosazza non volesse farne parte, al contrario. Quest’etichetta è un saggio delle potenzialità del territorio, dello studio attuato dallo staff enologico nei confronti di ogni singola parcella di proprietà in relazione al vitigno più indicato, il fine è esaltare il più possibile le peculiarità dei ronchi della parte meridionale dei colli orientali del Friuli.
Il merlot è un noto vitigno autoctono francese, allevato fra questi terrazzamenti caratterizzati dalla ponca, ovvero una formazione sedimentaria costituita integralmente da marna argillosa alternata a strati di arenaria, ha trovato una tra le culle d’elezione più felici d’Italia. Le vigne hanno 30 anni e sono ubicate a 200-250 metri sul livello del mare, tra le colline di Manzano (Ud), allevate a guyot con una densità di impianto di 4500 piante/ettaro, la prima annata prodotta è stata la 1988. Uve vendemmiate rigorosamente a mano nella I-II decade di settembre, con selezione in pianta. Seguono operazioni di diraspa-pigiatura e vinificazione in fermentini d’acciaio a temperatura controllata, dove mosto e bucce rimangono in contatto per 8-10 giorni. La fermentazione malolattica è svolta completamente, segue un affinamento in barrique di rovere di Allier che si protrae almeno per 24 mesi.
Al calice si offre in veste rubino caldo, profondo e a tratti impenetrabile, buon estratto. Il naso offre spunti salmastri e boschivi avvolti in una coltre speziata di pregevole complessità. Frutti neri in primo piano: mirtilli, ribes, susina e tabacco, dolci rimandi di vaniglia e una tostatura lieve, si sente che la mano in cantina è stata gentile e per nulla invasiva, il varietale viene fuori con disinvoltura e garbo; evolve magistralmente ingentilendosi sempre più.
In bocca morbidezza, struttura e acidità vanno di pari passo disegnando un quadro gustativo ben delineato, godibile sin da ora ma con importanti prospettive nei confronti dell’affinamento; sapidità vibrante in un sorso che conquista il palato senza in nessun modo volerlo saturare. Perfetto a mio avviso su uno spezzatino d’agnello in umido con cipolle bionde e aggiunta finale di uova e zafferano a fine cottura, ricetta tipica sarda, un abbinamento che accorcia le distanze tra due splendide regioni italiane.
A un soffio dalla quinta chiocciola, confido che tra 2-4 anni la conquisterà.

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