Prosecco di Valdobbiadene Brut Crede 2002

Degustatore: Maurizio Taglioni Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2003


Tipologia: DOC bianco spumante
Vitigni: prosecco 85%, pinot bianco 10%, verdiso 5%
Titolo alcolometrico: 11,5 %
Produttore: BISOL – Azienda Agricola Bisol Desiderio & Figli
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Nemo propheta in patria. Auspicavo da tempo un riconoscimento ad altissimo livello per un Prosecco, il riconoscimento è arrivato, ma da dilà dell’oceano. In questa doc dominata dalle tipologie dry ed extra-dry, risulta spesso difficile, organoletticamente parlando, trovare cosa si nasconda dietro la dolce cortina di zuccheri. Ma quando si assaggia un brut, ecco che il contesto si fa più fragrante, più leggiadro, più vivace, ed i profumi anche i più delicati, emergono e si lasciano apprezzare nella loro piacevolezza. Uno, forse il migliore tra i Prosecco brut, è il Crede, proposto dalla famiglia Bisol ed eletto da “The Wine Enthusiast Magazine”, miglior spumante a livello mondiale. Brillante l’aspetto, paglierino chiaro il colore, finissime le bollicine che salgono lungo il calice in persistenti catenelle e che vivacemente frizzano in alto solleticando il naso, offrendo sensazioni agrumate, profumi di fiori bianchi e di nettare, di mela verde che rammenta a chi c’era già, un famoso sciampo di un quarto di secolo fa, poi di pera estiva e di nocciola verde matura. Con il passare dei minuti, chi avrà resistito e ne avrà ancora nel calice, troverà nuances dolci e fresche di salvia e menta. In bocca se ne apprezza la coerenza, il rigore, la signorilità, mai l’eccesso. L’appena percettibile sensazione dolce degli zuccheri residui, la leggerezza alcolica, la morbidezza che avvolge le bollicine che friggono sulla lingua lasciandola asciutta dopo qualche secondo, il sostegno acidulo che rinnova la sensazione fruttata dell’olfatto e le continue sferzate saline di rimando, piena espressione del territorio di provenienza. E’ bello e piacevole, leggiadro, invitante, serbevole, pulito, non stancante, strutturato al giusto punto, mai appagante. Frutto del perfetto connubio tra vitigno e territorio, il suo nome rimanda ai terreni dell’alta Marca Trevigiana, argillosi con sottosuolo di arenaria marina chiamati appunto “crede”, nei quali le uve vengono coltivate. Un brut che emerge da un mondo ancora troppo caratterizzato da tipologie più dolci, premiato, prima pietra posata per la costruzione dell’edificio del Prosecco futuro.

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