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Piemonte Moscato Passito Aviè 2019

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione:
08/2023


Tipologia: DOC Bianco Passito
Vitigni: moscato
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: CASCINA CASTLET
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 16,5 a 20 euro


I vini dolci in Italia fanno fatica a guadagnare posizioni strategiche a livello di mercato. Nonostante ciò i bevitori occasionali mandano giù qualsiasi bevanda alcolica impropriamente classificata amaro, o altro, che al contrario risulta essere piena di zuccheri e coloranti artificiali. Il vero problema è che stiamo parlando della fetta più grossa della popolazione. Mi chiedo perché non si possa invertire questa tendenza, soprattutto considerando il potenziale che il nostro Paese possiede in tema di vini dolci, liquorosi, da meditazione… Mariuccia Borio, titolare di Cascina Castlèt, da ormai tanti anni produce a mio avviso uno tra i passiti a base moscato più interessanti del Piemonte, e l’Aviè 2019 non fa eccezione, considerando la qualità dell’annata.
– In etichetta è possibile notare l’impronta di una mano femminile, serigrafata in oro sulla bottiglia, che simboleggia la manualità con cui si svolgono tutte le operazioni più delicate: vendemmia, selezione dei grappoli più maturi, appassimento e pressatura necessarie alla preparazione di questo vino – spiega Mariuccia. “Aviè” in dialetto astigiano significa veglia, in memoria di quelle lunghe serate invernali dove i contadini, dopo una lunga giornata di lavoro, erano soliti scambiarsi esperienze vissute scaldati dal tepore del camino, e in compagnia dei bambini a cui raccontavano spesso le classiche favole.
Una scena poetica e al contempo piena di realismo degna dei migliori film di Ermanno Olmi. Vino prodotto con uve moscato, cultivar già nota in epoca romana, viene allevato a Costigliole d’Asti su terreni collinari ben esposti e ricchi di argilla, calcare di origine sedimentaria marina con buona presenza di limo, sabbia e minerali, in particolare magnesio. Ogni ettaro ha una densità di impianto di circa 5.000 ceppi, con una produzione massima di 60 quintali di uva. La pratica dell’appassimento riduce drasticamente la resa in mosto a 25-30 ettolitri. Vendemmia svolta verso la metà di settembre, i grappoli vengono raccolti a mano e selezionati, poi adagiati in piccole cassette e sottoposti ad appassimento in locali condizionati e ventilati. La durata dello stesso varia di anno in anno essendo legata principalmente alle condizioni meteorologiche. Il mosto ottenuto viene fatto fermentare in barriques di Allier nuove ove rimane per oltre otto mesi.
A mio avviso la qualità di un buon vino passito consiste nell’unire la dolcezza del frutto, la sensazione di golosità data dal sorso, ad una freschezza finale che non deve mai mancare unita ad una punta di sapidità; ciò che rimane in bocca deve ricordare l’uva, le peculiarità della stessa.
Il Piemonte Moscato Passito Aviè 2019 oltre a tutto ciò, al naso, squaderna ricordi di frutti tropicali canditi, panettone, nocciola tostata, smalto e un fiore giallo leggermente appassito. Grande evoluzione a distanza di minuti dalla mescita, è un vino che trova il massimo splendore in abbinamento ad una buona torta di nocciole, rigorosamente piemontesi s’intende. Cinque chiocciole strameritate.

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