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Nethun Bianco 2016

Nethun Bianco 2016 Muscari TomajoliDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2017


TipologiaIGT Bianco
Vitigni: vermentino
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: MUSCARI TOMAJOLI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


 

“I problemi che agitano una generazione si estinguono per la generazione successiva, non perché siano stati risolti, ma perché il disinteresse generale li abolisce”. Da “Il mestiere di vivere” di Cesare Pavese. La chiave dovrebbe essere sempre fare tesoro di ciò che il passato ci consegna, nel bene per attingere alla sapienza dei nostri antenati, nel male per non commettere gli stessi errori.
Un concetto che per molti vignaioli è quasi scontato, non è mai corretto cancellare l’esperienza di chi ci ha preceduto e avere la presunzione di sapere già tutto quello che c’è da sapere. Quando Marco Muscari ha iniziato il suo percorso in azienda a fianco del padre, Sergio, ammiraglio dell’Aeronautica Militare, si è reso conto che lui non aveva deciso di piantare la vigna con grandi obiettivi nella testa, ma era stato mosso semplicemente dalla passione, contento una volta in pensione di dedicarsi a quel pezzo di terra che i genitori gli avevano lasciato, per fare del buon vino. La fortuna di Marco è stata che, da subito, hanno impostato il vigneto con l’idea di fare qualità, questo gli ha permesso di portare avanti un progetto serio, costruito poco alla volta a partire da quel 2007 in cui è avvenuto l’impianto.
Il vermentino, clone corso, ha un ruolo molto importante, le sue caratteristiche sono ideali per questi suoli argillosi e vicini al mare; il clima è quello giusto e, anche in annate siccitose come questa, ha dimostrato di saperne uscire senza troppa sofferenza. L’annata 2016 del Nethun viene da una stagione decisamente buona, è la terza prodotta, nel calice mostra un colore paglierino vivace con qualche riverbero verdolino; il bouquet viaggia su una miscellanea di note vegetali e fruttate, dal sambuco al cedro, dalla nespola alla salvia, con rimandi alla mandorla e al timo, fino a richiami salmastri e iodati.
L’assaggio è davvero trascinante, ricco di sapore, sapido, direi quasi salato, fresco, succoso, con un bel ritorno di agrumi appena maturi che ti scaraventano con la fantasia su una spiaggia del vicino Argentario. Un vino che caccia via qualsiasi brutto pensiero e ti trasporta su un catamarano a godere della brezza marina, un sorso dopo l’altro.

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