Friuli Pinot Grigio Ramato 2021
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2022
Tipologia: DOC Rosato
Vitigni: pinot grigio
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: ATTEMS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 14 euro
Dopo aver illustrato il Friuli Pinot Grigio 2021 di Attems, passiamo alla versione “ramata”, appellativo tra l’altro riportato anche in etichetta, molto bella a mio avviso, disegnata dall’artista inglese Michael Driver. Questo vino riprende in parte la tradizione della Repubblica di Venezia, antichi documenti commerciali dell’epoca già menzionavano il termine ramato per descrivere il color affasciante che lo caratterizza. Le uve, pinot grigio, vengono allevate ad un’altitudine di 60 metri s.l.m., tra piane e pendii in provincia di Gorizia.
La zona è denominata Manine e rappresenta la parte intermedia della Tenuta, che si estende nel comprensorio del Collio Goriziano, da questa parti i terreni sono limosi con buon drenaggio. Nei miei articoli, e in gran parte di quelli dei colleghi di Lavinium, vi è sempre particolare attenzione riguardo il processo di vinificazione, perché a nostro avviso è importante conoscere i cosiddetti “trucchi del mestiere”, le varie differenze che portano ad avere, all’interno del calice, un tipo di vino piuttosto che un altro. In questo caso, considerata la tipologia particolare di vitigno a bacca grigia, ritengo sia ancor più necessario. La vendemmia viene svolta ad inizio settembre, dopo la diraspa-pigiatura bucce e mosto rimangono a contatto per circa 10 ore a 8°C; successivamente il succo rosato, ricavato da pressatura soffice, decanta per 24-48 ore. Segue la fermentazione malolattica condotta a basse temperature (15-17°C) per 15 giorni. L’affinamento è svolto in acciaio e per 4 mesi sulle fecce nobili, che vengono costantemente messe in sospensione.
Rosa incantevole, sfumature arancio-rame, trama delicata e sinuosa che apre pista ad un naso sulla stessa linea d’onda. Ricordi delicati di rosa rossa e confetto, tra cipria, ribes rosso e mandarino; la spezia è in levare, tuttavia elegante, richiama la paprika, curioso l’accento finale di tabacco in foglie e sesamo.
Sorso scattante, vitale, dominato da una buona sapidità e un finale coerente a quanto percepito al naso, soprattutto il frutto “croccante” che svanisce pian piano su un corpo medio e per nulla ingombrante. L’ho abbinato a un crudo di gamberi viola di Villasimius.