Statistiche web

DI FILIPPO

logo Di FilippoIndirizzo: Vocabolo Conversino, 153 – 06033 Cannara (PG)
Tel.: +39 0742 731242
Fax: +39 0742 840551
Sito: www.vinidifilippo.com
Email: info@vinidifilippo.com


laVINIum – 07/2018

Robert Redford e il cavallo Pilgrim sono gli indimenticabili protagonisti del film “l’uomo che sussurrava ai cavalli” e di primo acchito il titolo di questo articolo potrebbe far pensare al remake della pellicola del 1998.

Roberto Di Filippo con i suoi cavalli

Ma sebbene gli attori siano sempre un uomo e i suoi cavalli, non è mia intenzioni farvi una recensione cinematografica, ma bensì raccontarvi l’affascinante storia di un vignaiolo di origini campane che, in terra umbra, ha scritto delle belle pagine di vita grazie all’ottimo lavoro che sta portando avanti con la sua azienda.
Passione, amore e rispetto per la natura e i suoi delicati equilibri, sono i principi fondamentali su cui si basa il lavoro di Roberto di Filippo.
Accanto a questi importanti ideali c’è poi un particolare rapporto che ha instaurato con il mondo animale e in particolar modo con i suoi cavalli, diventati tasselli fondamentali di un modus operandi che li vede cooperare in totale sinergia con l’uomo.

Azienda Di Filippo Umbria

L’azienda di cui oggi vi parlerò ha sede a Cannara e conta su circa 30 ettari vitati che si estendono sulle colline tra Torgiano e Montefalco, nel cuore dell’Umbria.
Il protagonista indiscusso dell’azienda è Roberto che porta avanti il suo progetto assieme alla sorella Emma, la moglie Elena, i figli e un gruppo di validi collaboratori, ma è giusto ricordare che la storia vitivinicola della famiglia Di Filippo inizia negli anni ’70 con il padre Italo che con allo zio si trasferisce in Umbria, lasciando la natia Salerno, e dopo aver acquistato 18 ettari di terreno comincia a dedicarsi alla viticoltura.
Come in tutte le realtà di quelli anni inizialmente il vino è visto solo come un alimento e fonte di sussistenza, e solo negli anni ’90 c’è il passaggio dalla damigiana alla bottiglia, primi passi di un processo di evoluzione che porterà il vino ad assumere significati diversi, testimone di una società che stava conoscendo il benessere e vedeva il nettare di Bacco come status symbol e mezzo di aggregazione culturale.
Quando Roberto prende in mano le redini dell’azienda gli è quasi subito ben chiara la strada che, sia la sua filosofia produttiva sia la sua sensibilità umana, gli indicheranno come percorso da seguire.
I suoi vini devono essere inderogabilmente il risultato di una viticoltura che agisce nel pieno rispetto della natura, che mira a ottenere un ottimale equilibrio tra il lavoro dell’uomo, la terra su cui opera e il patrimonio di piante e animali presenti in origine.

vigneti azienda Di ilippo

Ecco perché dal 1994 l’azienda lavora in regime biologico e dal 2008 ha iniziato un processo che ha abbracciato i dettami della biodinamica.
Nessuna moda o politica di marketing, solo la ferma convinzione che sia necessario restituire alla terra tutto quello che le sottraiamo e che unicamente da un profondo rispetto reciproco fra uomo e natura possa nascere una viticoltura in grado di regalare vini sani e di qualità e al tempo stesso aiuti a salvaguardare il territorio e le sue tipicità.
A questa linea guida, che mira a una viticoltura con bassissimo impatto ambientale, si collega anche il progetto elaborato su un vigneto di 4 ettari in cui le lavorazioni sono eseguite per la gran parte senza l’utilizzo di macchine ma solo con il contributo degli animali: oche che in vigna aiutano a garantire la pulizia fra i filari e soprattutto i cavalli che permettono di diminuire il compattamento del terreno, causato invece dai trattori, oltre a ridurre l’emissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera grazie alla rinuncia dei combustibili fossili.
Ed è proprio con i cavalli che Roberto ha instaurato un legame molto profondo e di reciproca stima, animali che più che semplici e valorosi aiutanti in vigna perché con il loro comportamento e la loro sensibilità possono insegnare molto all’uomo.

altri vigneti

La zona dove Roberto ha la sua azienda è terra di San Francesco e la vista in lontananza della bella Assisi ci fa ricordare continuamente il profondo legame che c’è fra il santo e questo territorio, lo stesso legame, anche se meno sacro ma molto più godereccio e culturale che c’è con il Sagrantino, l’uva più rappresentativa dell’Umbria che naturalmente è presente nei vini prodotti dall’azienda.
La produzione totale si aggira sulle circa 200.000 bottiglie, una gamma di vini che punta a offrire al consumatore una panoramica completa di quelle che sono le principali tipologie autoctone del territorio.
Caratteristica comune di tutti i vini, oltre che la ricerca della naturalità del prodotto, quella di essersi valorosamente opposta alla omologazione del gusto, ricercando sempre la tipicità del terroir e il rispetto delle caratteristiche principali del vitigno senza mai perdere però in eleganza e bevibilità.

Vini Di Filippo

Se si parla di bianchi, l’Umbria è la terra del Grechetto, tipologia che dona vini dalla buona struttura, piacevoli aromi, media acidità e leggera astringenza.
Le versioni proposte sono ben tre. Si parte da una base vinificata in acciaio, per passare poi a una non filtrata che matura per circa sei mesi sui propri lieviti e viene imbottigliata senza solfiti aggiunti. Le uve di questo vino provengono dalle vigne che sono coltivate con l’uso dei cavalli.
A concludere la batteria dei Grechetto, il Sassi d’Arenaria, un vino nato per esaltare le caratteristiche del vitigno, con rese molto basse che donano una grande carica polifenolica rendendolo adatto all’invecchiamento. La vinificazione, prima dell’assemblaggio, viene fatta per 1/3 in legno mentre il restante in acciaio.
Fra i vini bianchi è necessario menzionare il Trebbiano Spoletino, tipologia antica che era stata abbandonata ma che sta ritornando a conquistare gli spazi che merita.
Si tratta di una tipologia dotata di una ottima acidità, marcata sapidità e notevoli note aromatiche, evidenziato anche dal campione assaggiato direttamente dalla vasca.
Sagrantino Di FilippoI bianchi sono parte importante della produzione aziendale, ma la spina dorsale è rappresentata sicuramente dai rossi.
La DOC Montefalco Rosso vede protagonista il Sangiovese con il contributo, non da comparse, della Barbera e del Sagrantino. Due le versioni proposte: una interamente vinificata in acciaio e il Sallustio che matura invece per 12 mesi in botte grande.
Anche con i rossi viene prodotto un vino senza solfiti aggiunti, 100% Sangiovese.
A guadagnarsi la copertina è naturalmente il vino simbolo di queste zone, il Sagrantino una tipologia dalle enormi potenzialità ma difficile da domare in modo elegante a causa dell’elevata carina polifenolica, che dona tannini in quantità importante.
Ma a Roberto, abituato a domare in maniera delicata ed elegante i suoi cavalli, non potevano spaventare i tannini di questa grande uva umbra.
Due le versioni proposte. Il Sagrantino Etnico è un vino pensato in modo più moderno con le uve che in parte subiscono una macerazione di solo un giorno e il resto di due settimane. La maturazione è di 12 mesi in legno. Il Sagrantino tradizionale invece subisce una prolungata macerazione, con successiva maturazione in barrique e tonneau, di 18/24 mesi. Due versioni le cui diversità si percepisce nel bicchiere in termini di tannicità e note aromatiche ma che sono fedele rappresentazione di questo autoctono umbro.
Le tante degustazioni hanno portato in evidenza lo stretto legame che c’è fra le caratteristiche dei vini nel bicchiere e la filosofia produttiva di Roberto.
Non mi piacciono le frasi fatte, ma nel mondo di Bacco dire che “i vini sono lo specchio dell’anima del produttore” rappresenta quasi sempre una verità indiscutibile.
Fare buoni vini è già di per se un grosso merito, se poi l’obiettivo viene raggiunto perseguendo una filosofia che mira a preservare il meraviglioso mondo naturale che ci è stato dato in dote, coinvolgendo e guidando un gruppo di lavoro lungo la stessa strada, allora i meriti sono amplificati e fanno dell’azienda Di Filippo una bella e sana realtà nel cuore dell’Umbria.

Stefano Cergolj

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Montefalco Sagrantino2011 da 15 a 25 euro @@@@
Montefalco Sagrantino Etnico2009 da 15 a 25 euro @@@@
Montefalco Sagrantino2005da 25 a 50 euro@@@@

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio