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CASCINA BERTOLOTTO

logo Cascina BertolottoIndirizzo: Regione Rocchetta, Località Bertolotto, 1 – 15018 Spigno Monferrato (AL)
Tel.: +39 0144 91551
Sito: cascinabertolotto.com
Email: info@cascinabertolotto.it


laVINIum – 03/2022

Più vado avanti e più sento il dovere di esplorare il territorio vitivinicolo piemontese in lungo e in largo. Non importa che l’area prescelta possa rappresentare la novità del momento, il classicismo di una zona già affermata o la collina di nicchia dove nemmeno il vignaiolo è consapevole del potenziale assurdo che ha tra le mani; ciò che mi spinge a raccontarne è l’amore per questa regione, un amore incondizionato che mi rende ancora più severo nei “giudizi”, proprio perché le aspettative sono sempre molto alte.

Cascina Bertolotto

È tempo di illustrare il cosiddetto Monferrato Alessandrino, un lembo di terra ancora parzialmente inesplorata – soprattutto in termini mediatici – ma dal potenziale indubbiamente significativo, tanto per i vini rossi quanto per i bianchi oltre a svariate tipologie che cominciano a far parlare di sé. Entra dunque in scena Cascina Bertolotto, una realtà vitivinicola di Spigno Monferrato, in provincia di Alessandria. L’Azienda è ubicata in un’area confinante con la Langa e al contempo dista soli 37 km da Savona, una delle due province del ponente ligure. Ci troviamo a un’altitudine di 400 metri sul livello del mare, trattasi di colline piuttosto antiche le cui vigne vengono allevate con amore e rispetto delle tradizioni, da diverse generazioni di agricoltori, tra questi vi è la famiglia Galantini che vanta origini che risalgono al 1816.

Vigneti Cascina Bertolotto

È una storia che inevitabilmente si intreccia a quella del Bel paese, scava nei meandri delle abitudini e classi sociali e coinvolge diversi attori protagonisti. A inizi Ottocento Cascina Bertolotto era costituita dal cosiddetto “cascinotto”, tipico di queste parti, una costruzione in pietra o in legno composta da due vani circondata da un appezzamento di terreno piuttosto significativo. La vicenda si intreccia con un’altra famiglia, quella dei Traversa: il suddetto cascinotto era di supporto anche a loro, gli stessi possedevano una cascina in quel di Serole (AL); non erano nient’altro che gli antenati dei precedenti proprietari dell’Azienda Agricola. Tutto il vino prodotto a quei tempi era più che altro un bene necessario al sostentamento, esattamente come il pane e gli altri prodotti della terra coltivati con fatica e sudore.

Don Francesco Traversa

A questo punto della storia troviamo il primo protagonista, Don Francesco Traversa, parroco di famiglia, il quale suggerì al nipote Giuseppe, nonno dell’attuale titolare della Cantina, di stabilirsi a “Bertolotto” per dedicarsi in maniera definitiva, e con un approccio ancor più professionale, alla coltura della vite. Fu così che nacque l’azienda, una realtà molto importante per quell’epoca tanto che il buon Giuseppe Traversa, talentuoso in termini di relazioni e rapporti commerciali, riuscì a rifornire in maniera costante sia la Casa Reale dei Savoia sia la famiglia del Generale Paolo Spingardi, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e Ministro della Guerra durante il primo conflitto mondiale del 1914-1918, cittadino storico ed illustre di Spigno Monferrato. Agli inizi del Secolo, inoltre, furono stabiliti contatti anche con le gerarchie ecclesiastiche poiché l’Azienda era già piuttosto nota per la produzione di un vino passito da uve moscato, particolarmente indicato come vino da Messa.

Tre generazioni della famiglia Traversa
Tre generazioni della famiglia Traversa

La storia continua con altri illustri personaggi del Novecento: attorno al 1984-85 alcune forniture di vino arrivano direttamente a sua Santità Giovanni Paolo II e all’allora Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, entrambi estimatori di tali prodotti. Virginio, figlio di Giuseppe Traversa, continua la tradizione di famiglia con la medesima passione; i suoi insegnamenti non sono andati persi perché con la stessa cura è riuscito a trasmetterli al nipote Fabio e al figlio Giuseppe. I due ragazzi hanno fatto un passo ancor più importante, riuscendo nell’intento di unire la tradizione alle moderne tecniche di oggi; un mix vincente che permette all’Azienda di essere competitiva sul mercato e rappresentare un punto di riferimento del Monferrato Alessandrino, soprattutto in termini di qualità.

Vigneti Cascina Bertolotto

Arriviamo ai giorni nostri: sotto la guida di Gianfranco Galantini, Cascina Bertolotto intende mostrare le peculiarità di un’area ricca di tradizione vitivinicola, grazie soprattutto all’impiego di quei vitigni autoctoni che hanno reso celebri le cosiddette terre di appartenenza storica, ovvero la Langa Astigiana, quella Cuneese e il Monferrato. A pochi km da queste colline, e dunque da questi vigneti, si dipartono i primi contrafforti dell’Appennino ligure, i cui sedimenti arenari arricchiscono il suolo con una miscela di elementi nutrizionali che a loro volta incidono significativamente sul prodotto finale, che più avanti vedremo in svariate versioni. Un altro elemento che caratterizza notevolmente la produzione in loco è la presenza di salubri brezze marine che soffiano dalla vicina Liguria: oltre a salvaguardare la vegetazione circostante, sono in grado di favorire la maturazione dei grappoli, elemento quest’ultimo che assicura all’interno della gamma aziendale la possibilità di offrire prodotti da vendemmie tardive.

Vigneti Cascina Bertolotto

I vigneti della tenuta godono di un’esposizione est, sud-ovest e attraverso la loro connotazione geografica formano un anfiteatro caratterizzato da declivi collinari piuttosto ripidi. Alzando lo sguardo verso l’orizzonte è impossibile non rimanere colpiti dalla bellezza del paesaggio, un luogo ricco di fascino in ogni stagione dell’anno, tutto ciò grazie alla vegetazione circostante. Vi è presenza massiccia di boschi intercalati da prati, colture di nocciole e mandorle, non solo: spontanee distese di timo selvatico, ginestre e altre piante aromatiche che concorrono a modellare un ecosistema particolarmente favorevole per la coltura della vite. Tutti questi elementi, soprattutto a livello cromatico, variano molto di stagione in stagione, proprio per questo motivo visitare Spigno, o altri borghi del Monferrato Astigiano, è consigliato in qualsiasi periodo dell’anno.

Vini Cascina Bertolotto

Il legame con la tradizione si dimostra molto più facilmente coi fatti che con le parole, dunque oltre all’impiego di vitigni autoctoni quali dolcetto, barbera o brachetto, Cascina Bertolotto sceglie di attribuire a diversi prodotti della gamma un nome in dialetto piemontese. Le principali denominazioni prodotte sono: Dolcetto d’Acqui, Barbera del Monferrato, Piemonte Barbera, Monferrato Bianco e Monferrato Rosso. La Cantina presenta tre vini molto particolari, il fine è mostrare il forte legame con il territorio e la sua storia ma allo stesso tempo raccontare un sogno oggi divenuto realtà. Quest’ultimo si chiama Metodo Classico Bolle di Nebbia Dosaggio zero, un vino che affina ben 120 mesi sui lieviti, a cui si affiancano i classici della gamma aziendale quali Piemonte Brachetto Secco La Tia e Dolcetto d’Acqui La Muiette. Attraverso i tre vini citati, nelle prossime pubblicazioni, entreremo nel vivo di questo interessante territorio vitivinicolo piemontese.

Andrea Li Calzi

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Dolcetto d'Acqui La Muiette2003N/A@@@
Dolcetto di Ovada La Cresta2004N/A@@@
Metodo Classico Bolle Di Nebbia Dosaggio ZeroS/Ada 15 a 25 euro@@@@
Dolcetto d’Acqui La Muïëtte2019da 10 a 15 euro@@@@
Piemonte Brachetto Secco La Tias.a.da 10 a 15 euro@@@@

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