Barbaresco Campo Quadro 2004

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2014


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: PUNSET – Azienda Agricola Biologica di Marcarino Marina
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Sono fermamente convinto che uno dei problemi che affliggono il mondo del vino sia quello di non saper più attendere. Eppure la natura ci insegna che non si nasce adulti, ma il processo di crescita è lento, progressivo, ed è bene che sia così, altrimenti si perdono tutta una serie di elementi che fanno da corollario ad una vita ricca e completa. Per il vino non può essere diverso, il dover accelerare tutta una serie di processi per poterlo mettere in commercio in tempi brevi, in qualche modo già pronto, smussato delle sue asperità di gioventù, rimane una forzatura che ha delle conseguenze più o meno evidenti nel suo processo evolutivo. Questo, ovviamente, è un problema per un mercato che è totalmente incapace di aspettare, ma che vive per consumare in fretta, pretendendo tutto e subito. Questo fatto pone le aziende di fronte a scelte difficili: presentare i vini quando si ritiene siano effettivamente pronti per essere apprezzati, significa prima di tutto rischiare di perdere il treno (sappiamo bene quanto le cosiddette anteprime siano uno dei motori del processo di vendita, e non essere presenti all’appello con l’annata nuova può rappresentare un serio ostacolo alla vendita del vino); in più l’attesa, oltre ad essere antieconomica, richiede uno spazio per l’affinamento delle bottiglie sempre più impegnativo, e non tutti hanno ambienti con la capacità sufficiente per contenere le diverse annate. Dall’altra parte molti professionisti che hanno il ruolo di valutare i vini prima che vengano messi in vendita, pretendono che questi siano già equilibrati, piacevoli. Non ci vuole molto a capirlo, basta vedere quali sono i vini che vengono premiati più frequentemente e quali annate trovano maggiori consensi. E il fruitore finale del nettare di Bacco si abitua inevitabilmente a tutto questo, la voglia di aspettare non c’è se non negli appassionati più esperti, spesso il giudizio viene dato subito in modo perentorio, senza tanti scrupoli e senza porsi tante domande. Insomma, è un tema di difficile soluzione, che al momento non mi sembra abbia ancora avuto un cambio di tendenza rilevante. Quando abbiamo a che fare, ad esempio con il nebbiolo (ma potremmo dire lo stesso dell’aglianico, del sagrantino e di tutte quelle uve che hanno nel loro DNA “tempi di consegna” lunghi) questo problema emerge in modo evidente, anche durante le sessioni di degustazione, in cui certe “durezze” o rigidità appaiono come elementi negativi e non caratterizzanti del vino e del terroir di provenienza. Saggi quei produttori che hanno la consapevolezza che i loro vini devono essere presentati quando sono realmente maturi per poter ricevere consensi e apprezzamenti, così facendo si rendono inizialmente la vita difficile, ma nel tempo riescono a vincere la battaglia, “abituando” esperti e consumatori a conoscere e riconoscere tutte le qualità che quei vini hanno. Penso ad esempio ai Roagna in Langa o ai Pelizzatti Perego in Valtellina, giusto per citare alcuni dei più noti. Il Barbaresco Campo Quadro di Marina Marcarino non ha mai durezze estreme, ma certamente esprime tutta la sua bellezza dopo un buon periodo di affinamento. L’annata 2004 è stata ottima, ha offerto vini ricchi ma non pesanti, in gran parte equilibrati sin dal momento della loro uscita, ma degustare ora il Campo Quadro è tutta un’altra cosa, ve lo posso assicurare. Ha un colore granato luminoso molto bello, il bouquet si rivela complesso e aperto, progressivo, un bel ventaglio di profumi che spaziano dai petali di rosa appassiti alla ciliegia e all’amarena in confettura, dal cacao alla cannella, etereo e balsamico regala sul finale richiami alla liquirizia, al cardamomo, alla noce moscata. All’assaggio è speculare, il frutto appare ben sorretto dall’acidità e il tannino è integrato in modo quasi perfetto, la bellezza di questo vino sta nel non debordare mai, ma si offre elegante, sapido, generoso, un gran bel bere.

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