Barbaresco Campo Quadro 1996

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2004


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: PUNSET – Azienda Agricola Biologica di Marcarino Marina
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Se qualcuno avesse dubbi sulle possibilità espressive di un vino le cui uve provengono rigorosamente da coltivazione biologica, se ipotizzasse minori capacità evolutive, minori suggestioni terziarie, insomma l’incapacità di questo di andare oltre la piacevolezza varietale iniziale, gli consigliamo di provare il Barbaresco Campo Quadro ’96 dell’azienda Punset, proveniente da un vigneto collinare situato a pochi chilometri da Neive, nel cuore di questa storica denominazione. Marina Marcarino, vignaiola forte e generosa, amante profonda della terra da cui nascono i suoi vini, crede fermamente nel percorso biologico, nella capacità della vite di imparare a difendersi da possibili malattie, crescendo in terreni sani e ben soleggiati, coltivata con attenzione certosina, con potature e diradamenti mirati, sempre nel rispetto delle condizioni ambientali e dell’età delle piante. Certo, se la natura non dà una mano i miracoli non si possono fare e così, di fronte ad un’annata assolutamente negativa come la 2002, Marina ha scelto di non produrre i suoi Barbaresco, piuttosto che proporre al consumatore un prodotto non all’altezza delle aspettative, ennesima dimostrazione della sua onestà e correttezza. Ma come spesso accade, per fortuna, ogni anno è diverso e c’è più o meno un’alternanza di annate buone e meno buone, o addirittura eccellenti come il millesimo 2003, dal quale Marina si aspetta grandi cose (e anche noi). Intanto ci “accontentiamo” di questo splendido riassaggio della versione ’96 del cru Campo Quadro, dall’aspetto limpido e dal colore granato con ricordi ancora rubini. Accostandolo al naso viene spontanea l’esclamazione “buono!”, non ortodossa ma sicuramente più vera. I profumi sono intensi e ampi, colpisce il richiamo ancora nitido alla viola poi, in bella fusione, frutta e spezie, c’è la prugna e l’amarena, accenni di pepe rosa e chiodo di garofano, sensazioni di liquirizia dolce e di cuoio. In bocca esprime classe e finezza, tannini maturi e una bella freschezza, a conferma che il vino non è affatto in dirittura di arrivo. Molto buona la corrispondenza aromatica e perfettamente riconoscibili i tratti del nebbiolo, lunga e pulita la persistenza. Un vino che non può non piacere, intenso ed equilibrato, corposo e “aperto” come solo i Barbaresco di Neive sanno essere. Molto vicino ai vertici della tipologia.

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