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Vino italiano ai Caraibi: da Sint Maarten intervista a Dario Jr. Figarolo

Paesaggio caraibicoMi trovo nell’isola di Sint Maarten, per metà francese (la parte nord, più estesa) e metà olandese. La leggenda narra che il soldato francese, quando arrivò sull’isola, fu più scaltro del collega olandese che invece accettò da bere ed in preda ai fumi dell’alcol si addormentò, lasciando campo libero al concorrente invasore.
E’ Ray, la mia guida caraibica-olandese che sorridendo, aggiunge che è proprio per quel motivo che adesso loro, gli olandesi, sono più veloci e produttivi. Devono recuperare il tempo perduto! Mi aggiungo al suo sorriso, sta di fatto che la parte sud è commercialmente quella più fervida.
Non perdo tempo e vado a caccia di vino… In un piccolo ristorante in riva ad un mare turchese e trasparente, ad Orient Bay, leggo sulla lista dei vini un PINOT GRIGGIO (gli lasciamo pure la doppia G.) Zonin. Da buona vicentina mi viene da sorridere; com’è davvero piccolo il mondo! Poi mi viene offerto dai gestori, un vino fatto da loro, bianco, secco, con il basilico tritato. Nell’arsura caraibica, anche quel gustare a fine pasto, non è niente male.
Incontro un distributore di food and beverage italiano: si tratta di Dario Jr. Figarolo. Lui e la sorella Selena sono rimasti nell’isola mentre i genitori qualche anno fa, hanno aperto un ristorante nella vicina isola di Saint Kitts, il Ciao Restaurant. La sorella gestisce invece il ristorante “Pizza Pasta” che ha compiuto di recente i suoi 20 anni.

Angelica Montagna durante l'intervistaCome sei arrivato sull’isola?
I miei genitori si sono trasferiti qui a Sint Maarten nel ’87. Io ho ultimato gli studi in Italia e sono arrivato in via definitiva nel 2000. Attualmente ho 36 anni ed ho quindi iniziato questa avventura a 24. Mio padre è ristoratore e conosceva bene il titolare di Vini d’Italia, un’azienda importatrice già presente sull’isola che nel 1998 ha cambiato nome in Mixitalia.
Lui cercava un partner per incrementare il lavoro, ed è stato proprio mio padre che ci ha presentati. Successivamente abbiamo mantenuto il nome commerciale “Mixitalia” per il Food and Beverage e “Vini d’Italia” per wines and liquors.

Attualmente tu sei uno dei titolari?
Esattamente ed inoltre, assieme a Rosario Miceli, abbiamo avviato una società la EuroGourmet, con sede nell’isola di Saint Barthelemy. Rosario si occupa della gestione della società a St Barth, mentre da Sint Maarten, serviamo anche le isole limitrofe come la stupenda isola di Anguilla, Nevis, Saba, ecc.

C’è qualche differenza per quanto riguarda il lavoro di distribuzione fra isola ed isola?
Questa è una bella domanda, perché devo risponderti in maniera affermativa. Nel senso che su St. Barth il lavoro è decisamente più qualitativo con prodotti di nicchia. Sint Maarten invece sta diventando sempre più un’isola per turismo di massa.

Quanto è grande la vostra azienda?
Qui siamo in 9 a lavorare. Calcola una crescita di 2 o 3 impiegati in più durante la stagione alta, il che significa da novembre ad aprile. Un grande aiuto mi viene da Andrea Caruzzi, friulano DOC che lavora al mio fianco da ben 12 anni, praticamente da quando ho iniziato quest’avventura. Andrea è stato determinante per la crescita della società, e negli ultimi anni si sta occupando maggiormente dei vini, un lavoro spinto dalla passione che da buon friulano non poteva non coltivare.

Mappa Sint Maarten

So che siete comunque facilitati, non avendo tasse di importazione.
E’ vero che non esiste una tassa sull’importazione ma spesso sento parlare di Sint Maarten come del Paese dei Balocchi. Di tasse ce ne sono, eccome! Ad esempio la tassa sul venduto la “turn over tax” che ammonta al 5%, tasse sul profitto a seconda degli scaglioni. La pressione fiscale arriva al 40-42%. Va comunque aggiunto che anni fa si aprivano attività più facilmente. Anche qui si inizia ora a sentire una certa crisi e la pressione di dover lavorare su grossi volumi.

La difficoltà più grande di operare in un’isola come Sint Maarten?
Ti dirò che essendo l’isola per metà francese, è stata molto educata al vino francese, benché il vino italiano stia andando fortissimo. Siamo molto vicini all’America che rimane il nostro principale punto di riferimento per quanto riguarda l’afflusso di turismo. Nonostante tutto, abbiamo ancora difficoltà a fare un buon lavoro di distribuzione. La cultura francese, quindi legata anche al vino, è stata impartita proprio dai francesi, da molto tempo, è storica… Per di più va detto che la ristorazione è prevalentemente francese e di conseguenza è un ottimo sfogo anche per il vino. Un’altra difficoltà viene dal fatto che il personale di ristorante spesso non è qualificato, la preparazione è scadente, e vi è un turn over stagionale. Il cliente non viene consigliato, con la conseguenza che se spende è per qualcosa che già conosce.

MixitaliaE in fatto di concorrenza? E’ una domanda quasi d’obbligo…
Beh sull’isola ci sono due distributori italiani storici, che si dividono il mercato. Vi è anche una fortissima concorrenza sul vino da parte di distributori stranieri (francesi in particolare), che hanno acquisito brand italiani.

Parliamo di etichette.
Rappresentiamo 40 aziende, per un numero totale di circa 170 etichette. Vendiamo moltissimo vino rosso, paradossalmente. In un’isola si penserebbe al vino bianco, abbinato al pesce. Invece i due terzi del vino che vendiamo è rosso. Proprio in questi mesi, ottobre/novembre anche noi partecipiamo a diversi eventi: ottobre il mese internazionale del “Breast Cancer“, il colore ufficiale è il rosa, approfittiamo introducendo il vino con serate a tema, cene, aperitivi a sfondo benefico. Più precisamente il 9.5 Pink dell’Astoria. In più organizziamo serate a tema, quando arriva sull’isola un nostro fornitore.

Facciamo qualche nome.
Rappresentiamo diverse azienda dal nord al sud Italia come Santa Margherita, azienda leader per il Pinot Grigio, Allegrini con il loro Amarone della Valpolicella, La Scolca, conosciuta principalmente per il Gavi di Gavi, Prunotto, Tormaresca, Travaglini, Livio Felluga, Planeta e tante altre!

Come avviene la scelta dei prodotti?
In Italia ci sono molte aziende che fanno vini di qualità, ma dobbiamo dire che la nostra scelta si basa quasi esclusivamente seguendo un criterio. Come già accennato Sint Maarten è un’isola che risente moltissimo dell’afflusso del turista nord americano-canadese. E’ prevalentemente un mercato turistico difficile da educare, perché il turista viene una settimana, due al massimo e poi se ne va. Nella scelta delle aziende cerchiamo di avvicinarci molto alla tendenza del mercato americano per facilitare l’inserimento dei prodotti. Come ho detto, in Italia ci sono ottimi produttori di vini, ma se non sono presenti già nel mercato USA, è difficile poterli trattare qui nell’isola. Ogni azienda vinicola che ha una buona immagine nel mercato statunitense, di riflesso viene richiesta anche qui!

Progetti per il futuro?
Innanzitutto consolidare i nostri brand nel mercato, in alcune isole limitrofe non sono ancora presenti le nostre etichette, quindi ampliare il mercato. E poi creare un piccolo negozio, per un lavoro di nicchia.

L’intervista è conclusa. Ad attendermi, nuovi amici italiani fra cui la cara Debora, direttore di due hotel, ed un tramonto caraibico mozzafiato.

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