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Anteprima Montepulciano d’Abruzzo 2014 e piacevole intermezzo a Villa Maiella

Locandina Anteprima Montepulciano d'Abruzzo 2014Febbraio-Marzo è il periodo dell’anno in cui si concentrano molti eventi. Nei primi giorni di Marzo (1, 2 e 3) si è tenuta l’Anteprima del Montepulciano d’Abruzzo.
La manifestazione è stata promossa dal Centro Commercio Interno delle CCIAA d’Abruzzo, dalla Camera di Commercio di Chieti, dall’Agenzia di Sviluppo della CCIAA di Chieti e dall’Associazione Italiana Sommelier Abruzzo e prevedeva la presentazione in anteprima dei vini dell’ultima vendemmia, l’organizzazione di incontri d’affari con importatori europei ed extraeuropei, incontri con la stampa specializzata, un contest fotografico con la community web Paesaggi d’Abruzzo sull’enologia, le tradizioni, la cultura, i personaggi e i paesaggi del mondo del vino.
Un invito improvviso e siamo andati. La partecipazione all’evento è stata anche un’occasione per far visita ad alcuni produttori di grande importanza per il vino abruzzese, oltre che di grande fascino. Il viaggio è iniziato nel migliore dei modi con cena e pernottamento a →Villa Maiella in quel di Guardiagrele; non è stato semplice arrivare a destinazione, nonostante il navigatore, ma è stata una esperienza indimenticabile, un viaggio nel passato per riprovare certi sapori ormai dimenticati.
Si tratta di un ristorante stellato, che propone una cucina di territorio e che tratta con massimo rispetto e capacità le ottime materie prime. Anzi, addirittura le materie prime (conigli, maiali, pollame) vengono allevate dal titolare in persona, Peppino Tinari, e molte verdure vengono raccolte nell’orto privato. La squadra è composta dall’intera famiglia, due in sala (lo stesso Peppino ed il figlio Pascal, bravissimo sommelier) e due in cucina: la signora Angela e l’altro figlio Arcangelo che, dopo numerosi ed importanti stage in Italia e all’estero, si appresta ad assumere la responsabilità diretta della conduzione della cucina.
La squadra è naturalmente completata da personale validissimo. Il ricordo di quei piatti è tuttora vivido: gli stuzzichini di maiale serviti con l’aperitivo, come i salumi ed il “burro di maiale” serviti nell’antipasto, avevano profumi e sapori intensi.
Una cantina ben fornita, con ottime etichette italiane e straniere, selezionate con competenza dal giovane Pascal. Il tutto a prezzi molto contenuti!
Tutti i piatti della serata, ad eccezione di un ottimo Riesling Renano in abbinamento al foie gras, sono stati accompagnati, nel rispetto del territorio, da alcuni vini di →Masciarelli.

Trebbiano d'Abruzzo Castello di Semivicoli - MasciarelliTrebbiano d’Abruzzo Castello di Semivicoli 2011: vino con intensi profumi fruttati e note floreali; ha una beva molto scorrevole e fresca, priva di sbavature, accompagna elegantemente la serie di antipasti, anche quelli più strutturati.

Trebbiano d’Abruzzo Marina Cvetic Riserva 2011: questo vino è stato abbinato con molto successo ad un piatto strutturato e dai sapori intensi come i Ravioli di Burrata allo Zafferano.
Gran vino che assomma profumi floreali a frutta gialla ed erbe aromatiche; la complessità che gli conferisce la barrique in un viaggio lungo 22 mesi, senza, peraltro, affliggerlo di note legnose, lo rende morbido e speziato; le note fruttate e fresche, tipiche del vitigno, completato la grande serbevolezza.

Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic 2009: esuberante al naso, dai fiori di viola alla marasca, dalla velata speziatura alle note tostate ed alla polvere di caffè. La ricchezza della frutta matura e la freschezza caratterizzano la beva di questo vino, e sono ben accompagnate da un tannino morbido ed elegante in un armonico equilibrio.
Abbinato a Gnocchi al Ragù di Maiale Nero.

Le portate successive erano a base di carne: Cuore di lombetto di agnello e Controfiletto di Maiale Nero al peperone rosso dolce in polvere. Ad esse è stato abbinato il Montepulciano d’Abruzzo Villa Gemma 2009. Una delle etichette più importanti dell’intera produzione, è un vino austero ed elegante già al naso: la frutta rossa, marasca in particolare, è affiancata da profumi balsamico-mentolati, vaniglia e note di tostatura di caffè. L’impatto gustativo è di grande effetto: le intense note fruttate e l’elevata freschezza sono accompagnate da un tannino robusto e morbido; la tanta materia e la grande struttura accompagnano il sorso nel lungo finale, dove non mancano all’appello piacevoli note amaricanti e di cacao.

Le portate di Villa Maiella

La manifestazione, giunta quest’anno alla seconda edizione, è sicuramente di notevole interesse sia per i vini che per il territorio ed il grande impegno profuso per l’organizzazione è palese.
Con il termine “Anteprima” siamo abituati a trovare una struttura attrezzata per degustare “alla cieca” i vini che stanno per essere messi in commercio; vini, cioè, che hanno svolto tutto il ciclo di maturazione in acciaio e/o in legno ed un giusto periodo di affinamento in bottiglia, secondo quanto stabilito dal disciplinare. Contrariamente alle altre anteprime, questa si è svolta come al Vinitaly: ogni produttore aveva un suo spazio espositivo e non c’è stata una degustazione tecnica per la stampa. All’interno del proprio spazio, ogni produttore presentava tutti i propri vini in commercio: bianchi rosati e rossi. Inoltre, sempre all’interno della struttura, è stato ricavato uno spazio delimitato, dove si potevano assaggiare liberamente dei campioni di botte dell’ultima annata (la 2013) ancora in fase di maturazione e qualche sbavatura da riassorbire, oltre a tannini molto vigorosi. Per qualcuno s’incomincia ad intravedere un futuro luminoso, ma il cammino è ancora lungo.
Certamente c’erano grandi vini all’assaggio, ma si lamenta qualche assenza di troppo; infatti, molti importanti produttori non erano presenti ed alcune zone/province scarsamente rappresentate. Era questa l’osservazione della stampa estera, riferitami da un collega italiano che opera a Londra: bisogna comunicare e promuovere il VINO, in maniera più corale.
Alcuni produttori lamentano che la comunicazione dei vini è poco efficace in questo tipo di manifestazioni. In effetti dovrebbero essere loro stessi, magari attraverso i consorzi ed anche a costo di qualche sacrificio economico, a dover condurre i giochi, a dettate le giuste azioni da intraprendere e finalizzarle alla giusta comunicazione del vino.

Malandrino - Cataldi MadonnaGli assaggi
La manifestazione ci ha comunque offerto la possibilità di assaggiare tanti buoni vini; ne segnalo alcuni.
Cataldi Madonna propone una selezione di vini molto interessanti e di ottima qualità.
Giulia 2013 è un vino giovane e fresco, i cui profumi sono, a volte, contrastanti: dai fiori gialli alla camomilla, dal frutto della passione ai toni agrumati, alla salvia ed alla ginestra e la grande freschezza è accompagnata dalla sapidità.
Cerasuolo 2013 ha una bella tonalità di rosato, tipico della cerasa; al naso offre un profumato ventaglio di fiori e frutta, specialmente agrumi; in bocca oltre alla conferma della frutta, si apprezza la consistenza, la freschezza ed un pizzico di speziatura per una lunga persistenza.
Malandrino 2012: bella tonalità di rubino cupo senza cedimenti sull’unghia per questo vino che non vede legno, ma solo vasche in cemento; marasca, foglia di noce e note nocciolate al naso. In bocca presenta ancora qualche piccola sbavatura con un tannino polveroso, ma le note fruttate e fresche restano a lungo nel cavo orale.
Tonì 2010 è il vino top dell’azienda e lo dimostra ogni volta: rubino cupo ed uniforme; al naso si presenta variegato ed intenso con profumi di marasca, ruggine e note di torrefazione; il sorso è caratterizzato da sapori di frutta molto intensi ed una acidità esuberante; il tannino è intenso e levigato ed una leggera nota agrumata chiude un lungo finale.

Spelt - La ValentinaLa Valentina ha una proposta molto ampia di vini abruzzesi: tipici e di ottima qualità. Operano da lungo tempo in conduzione biologica. I due “Spelt” sono i vini di maggiore impatto.
Spelt Trebbiano D’Abruzzo 2012 è un vino ormai ben “consolidato” in bottiglia e pronto al consumo; molte erbe aromatiche al naso ed alla beva è fruttato, minerale fresco e piacevole.
Spelt Montepulciano D’Abruzzo 2009 si fa notare già al colore: un bel rubino intenso con riflessi viola; molto ricco al naso con note floreali, fruttate, balsamiche e speziate. Pregevole al gusto: freschezza e mineralità affiancano un tannino levigato e intenso per un finale fruttato e potente.

Cocciapazza - Torre dei BeatiTorre dei Beati è un’azienda che opera in regime biologico sia in vigna che in cantina ed ha presentato due Montepulciano di grande qualità e sui quali si sono appuntati molti riconoscimenti.
Cocciapazza 2011 è il vino”minore” che affina 20 mesi in barriques di vario passaggio. Le sue caratteristiche principali stanno nella natura floreale e nella freschezza del frutto; ha dei tannini setosi e la mineralità accompagna il sorso in un lungo finale.
Mazzamurello 2010 è un Montepulciano rubino carico e senza unghia e già al naso si presenta in una veste complessa: i profumi di viola, marasca e note di confettura sono esaltati da note fumè e di speziatura. Al gusto è fruttato, fresco, masticabile, minerale, ha un tannino imponente e gentile.

Il Fondatore - Cantina MiglianicoLa →Cantina Miglianico associa oltre 300 viticoltori e produce molti prodotti di ottima qualità. S’inizia con un Murelle Pecorino 2013 brillante e profumatissimo al naso, ma che ha ancora bisogno di affinamento in bottiglia.
Il Cerasuolo d’Abruzzo 2012 è molto profumato, fruttato e fresco al gusto, leggermente tannico e lo trovo perfetto in abbinamento di piatti di pesce di media struttura. Il Murelle 2012 ha una impalcatura fruttata e fresca, con un tannino importante ed una persistenza notevole.
Il Fondatore Riserva 2009 è un vino difficile da dimenticare; è fruttato, elegante e di gran corpo, rotondo, giustamente tannico, con una leggera nota di caffè, una grande freschezza ed una ottima persistenza.
Ed infine, fra i vini già in commercio, il Mellianium 2009: è un vino un po’ “timido”, sia al naso che in bocca si concede con molta circospezione, conquista una posizione per volta per intonare poi un concerto d’insieme. Al naso inizia con note floreali, poi fruttate, quindi le note erbacee e balsamiche. Simile la sequenza al gusto: note fruttate, freschezza, un tannino importante, un pizzico di speziatura ed una lunga persistenza per la chiusura.

Jamé Oro - Fattoria TeatinaLa →Fattoria Teatina ha presentato, fra i vari vini, due etichette di gran classe; Jamè 2011 è un vino che regala sensazioni opposte, ma compatibili; a tratti sembra un vino giovane, fresco e fruttato, un attimo dopo mostra segni di austerità ed evoluzione. Non lo abbinerei a piatti molto strutturati, né, di certo, alla spigola bollita, ma a tanti piatti di media ed alta struttura.
Jamè Oro 2010 è un vino di buona struttura, e di grande morbidezza; le note fruttate e la consistenza masticabile vengono bilanciate da un tannino morbido ed imponente e da una buona freschezza; lievi note di cacao ed un pizzico di pepe verde lo accompagnano ad una lenta chiusura.

Coste di Moro - OrsognaAvevo già avuto modo di assaggiare i vini di →Cantina Orsogna, ma non li ricordavo così brillanti. L’azienda sta nel parco della Maiella, a 20 chilometri dalla cima ed a 15 dal mare e conta su una proprietà sconfinata di oltre 1.350 Ha di cui 250 ad oliveto e 1.100 Ha coltivati a vigneto; quasi tutti vitigni autoctoni e per l’80% in regime biologico.
Pecorino Civitas 2012 è un vino floreale e fruttato al naso; piacevole, succoso e fresco al gusto.
Mallorio 2011 è un Montepulciano d’Abruzzo coltivato a tendone: al naso offre profumi di marasca, note cioccolatose ed una lieve speziatura; al gusto è fruttato, fresco, tannico e persistente.
Coste di Moro 2010, altro Montepulciano d’Abruzzo in purezza, offre una bella sensazione al naso, molto invitante a bere, con marasche e viole passite; in bocca è fruttato, fresco, giustamente tannico, profondo e persistente; una nota di rabarbaro accompagna la chiusura.

San Clemente - ZaccagniniCiccio Zaccagnini è una delle aziende con i volumi più importanti della regione con 1,2 milioni di bottiglie prodotte, di cui il 70% esportato. L’assaggio dei vini presentati all’evento ha confermato la qualità costantemente espressa negli anni. Due vini mi hanno colpito molto.
Il Bianco di Ciccio 2012 è un blend di Trebbiano d’Abruzzo all’80% con una quota del 20% di Chardonnay; è sicuramente un ottimo equilibrio fra alcune esuberanze tipiche del trebbiano “arrotondate” dalla morbidezza del vitigno “internazionale”: alla beva risulta fruttato, fresco, persistente, dinamico, nervoso e vivo in tutte le fasi del sorso.
Montepulciano d’Abruzzo San Clemente 2010 è uno dei punti di riferimento del Montepulciano d’Abruzzo: marasca, viole e speziatura assalgono il naso; frutta nera ed un’idea di confettura sono ben sostenute da una viva freschezza; i tannini setosi e tanta materia nascondono i 14,5 gradi di alcool e in chiusura è ancora la frutta fresca che prevale, ma il palato resta terso.

Antonio Di Spirito

Il vino ha sempre fatto parte della sua vita; dal 1974 vinifica le uve acquistate e nel 1981 ha impiantato una piccola vigna che coltiva tutt'oggi, sempre per il consumo familiare. Dal 2006 si è dedicato interamente al mondo del vino; dopo aver seguito tanti corsi, ha ricoperto il ruolo di docente alla Rome Wine Academy School, organizzando e guidando degustazioni, partecipando alla stesura di una Guida annuale ai Migliori Vini e curando la pubblicazione del New Wine Journal online. Dal 2011 è Free Lance Wine Journalist. Dal 2013 collabora con "Lavinium" e dal 2014 anche con "LucianoPignataro WineBlog". Dal 2014 è Giudice Internazionale al "Concours Mondiale de Bruxelles" e dal 2016 è Membro delle Commissioni di Valutazione del Concorso Enologico Internazionale "La Selezione del Sindaco". Nel 2015 ha partecipato alle selezioni ed alla scelta dei vini della guida Slow Wine 2016 per la Sardegna e nel 2016 ha fatto parte del panel di degustazione per le selezioni e la scelta dei vini della guida Guida "I vini d'Italia" de L'Espresso.

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