Viaggio nella cultura, nei luoghi e nei profumi del Sannio

“Il Sannio è un’idea a colori, che ha i profumi delle stagioni, i sapori di una terra e della sua storia.”
Questa epigrafe posta come dedica sul volume “Nel Sannio coltiviamo emozioni”, mi consente di anticiparvi le belle scoperte e le sensazioni provate durante il “Sannio Experience Tour”, 4-7 giugno 2024
L’inizio di un racconto enogastronomico che includa le emozioni del viaggio (attraverso la cultura del vino, la storia e i paesaggi vitivinicoli), può essere la sintesi intensa e stimolante dell’intera narrazione. Da codesta premessa vorrei partire prima di scendere nei particolari del “wine rating”.
Il Consorzio del Sannio, punto di riferimento per lo sviluppo vitivinicolo, nello svolgimento del suo primario compito di tutela e valorizzazione e divulgazione del territorio, da diversi anni ha posto in essere dei progetti inclusivi di promozione ambientale, paesaggistica, culturale, sociale ed economica.

Si è cercato un coordinamento pubblico e privato nella sperimentazione di idee attrattive e fruibili sia da parte dei cittadini che da tutto il comparto enoturistico. Solo attraverso la condivisione di più informazioni e conoscenze della ricchezza ampelografica, così come delle zone di produzione, delle denominazioni di origine, ma anche delle caratteristiche geologiche e climatiche, si riescono a comprendere le scelte dei vitigni (identificandone le caratteristiche di tipicità), le condizioni che meglio qualificano l’uva e le sperimentazioni di nuove vinificazioni.
Il vigneto Sannio è considerato a giusta ragione, il leader di tutto il comparto vitivinicolo della Campania, con diecimila ettari vitati, 7900 imprenditori attivi nella viticoltura, circa 100 imbottigliatori per oltre 1.000.000 di ettolitri di vino prodotto, 3 diverse denominazioni DOP, 1 IGP per oltre 60 diverse tipologie di vino.

Falanghina, Aglianico, Piedirosso, Sciascinoso, Coda di Volpe, Fiano, Camaiola, Malvasia… caratterizzano le colline del territorio sannita, arricchendolo di bellezza e profumi.
Durante il Press Tour organizzato dal Sannio Consorzio Tutela Vini, ogni tappa era mirata a farci letteralmente assorbire la bellezza dei luoghi e delle persone. Ho avuto modo di soddisfare curiosità, ampliare le mie conoscenze, confrontarmi con colleghi e costruire memorie di momenti conviviali.
Partendo dal patrimonio storico ed architettonico di Benevento, le sorprese non sono mancate. La città è un mosaico di civiltà che l’hanno plasmata: Greci, Sanniti, Romani, Goti, Bizantini, Longobardi, Normanni, Stato Pontificio, Regno delle Due Sicilie e Stato Sabaudo, hanno lasciato segni culturali ancora visibili nei numerosi monumenti sparsi per la città; un esempio di stratificazioni di epoche, poteri politici, assetto geografico ed economico può essere rappresentato dal Museo Diocesano, locato nella parte inferiore della Cattedrale. Interessanti testimonianze sono visibili dagli elementi strutturali di epoca romana e frammenti di pittura di epoca altomedievale e gotica.

Le ore pomeridiane del primo giorno sono state scandite da brevi pause tra le colline del Sannio, alla meravigliosa ricerca e visione delle viti centenarie di Aglianico del Taburno. La vinificazione in purezza dell’uva da esse ottenute è uno dei progetti, chiamato Bue Apis, che la Cantina del Taburno ha intrapreso per valorizzare le straordinarie potenzialità di questo antico vitigno.
Un ulteriore breve excursus tra i pendii, mentre raggiungiamo l’Eremo di San Michele, ci aiuta a comprendere meglio come la viticoltura sia l’elemento caratterizzante del paesaggio sannita: lo sguardo raggiunge l’orizzonte dei monti più alti, confini naturali con l’Irpinia e con la catena montuosa del Partenio, laddove s’inabissa sulla Valle Caudina sottostante, ammantata di viticoltura.
Le considerazioni che ci scambiamo tra colleghi, viticoltori ed esponenti del Consorzio sono allineate sull’importanza della tutela di questi luoghi, che si trasforma automaticamente in una fonte di reddito oltre che un segno unico dell’identità culturale e sociale dell’intera comunità del Sannio.

Cosa porteremo via da queste visite enogastronomiche? Come saremo portatori di attenzione verso la terra beneventana?
È quello che ci chiede Nicola Matarazzo, consulente di direzione del Sannio Consorzio Tutela Vini, all’inizio del rating e tasting annate delle denominazioni del territorio: Falanghina del Sannio 2023 e Aglianico del Taburno 2020 anche in versione Rosato.
A supporto del Consorzio, oltre ad “opinion maker” del settore, c’è un numeroso team di Assoenologi Sezione Campania; la loro conoscenza professionale del territorio consente di valutare il profilo qualitativo delle vendemmie e le competenze tecniche possono meglio definire il carattere dei vini in degustazione.

I campioni, da testare alla cieca, sono 49, più precisamente: 29 di Falanghina del Sannio DOC vendemmia 2022;
7 dell’Aglianico del Taburno DOCG Rosato vendemmia 2022;
13 di Aglianico del Taburno DOCG Rosso vendemmia 2019 Riserva
Obiettivo del rating è di creare una banca dati delle espressioni d’annata, che possa essere uno strumento tecnico, di monitoraggio qualitativo, a disposizione delle aziende, ma anche dei consumatori e degli addetti stampa che cureranno la comunicazione di tali produzioni.
A mio modesto parere la degustazione alla cieca dei campioni ci difende da condizionamenti provocati dalle più o meno esposizioni mediatiche.

La “Campania vinicola bianchista” sembra emergere con più vigore dalla scelta dei campioni in esame. Nonostante il clima capriccioso, nell’areale della Falanghina del Sannio la raccolta è avvenuta in linea con tempi delle ultime vendemmie, con uve sane, a maggiore potenziale alcolico, morbidezza e intensità gustativa.
Un ottimo giudizio, seppur non complessivo, che sottolinea la qualità raggiunta ed un profilo gustolfattivo avvincente.
Mi limiterò a segnalare i vini in ordine cronologico di degustazione, che più hanno catturato la mia attenzione, precisando che solo successivamente ai tasting ci sono stati forniti i nomi delle aziende; insomma nessun condizionamento.
FALANGHINA DEL SANNIO DOP 2023

Dama Leonessa – Cantine Foschini
Livrea di color giallo paglierino, un bagaglio olfattivo che si apre con fiori di ginestra e pera; più intenso al gusto: la trama fruttata di frutta esotica e pera permane, allietata da un buon finale salino.
Taburno – La Fortezza
Veste paglierina con sfumature verdoline al naso emergono note fresche di agrume e fiori bianchi. In bocca è fresco e sapido con un piacevole finale amaricante.
Taburno – Ocone
Giallo paglierino, attraversato da leggeri riflessi verdolini. Naso intenso con attacchi iniziali di fiori bianchi e mela croccante. Sorso fresco, scorrevole e appagante. Ritorna qualche nota di mandorla nel finale.
Mustilli
Giallo paglierino, emana intensi profumi di ginestra, pesca gialla e agrumi, seguiti da soffi gessosi. Il sorso è ravvivato da una dinamica freschezza che s’intreccia con una lunga sapidità. Ritornano sentori di erbe mediterranee.
Guardia Sanframondi – Corte Normanna
Paglierino vivace. Spiccano subito intensi profumi di fiori gialli. Al gusto è piacevolmente equilibrato tra sensazioni morbide e acidità, di buon corpo e discreta persistenza.

Guardia Sanframondi Albanora – Cantine Morone
Screziature giallo oro. Nell’esordio respira erbe aromatiche, fieno e miele di acacia.
Coerente all’assaggio, con calibrata freschezza e durevole sapidità che si uniscono in un lungo finale.
Linea Alfabeto – La Guardiense
Paglierino lucente. Immediate al naso le sensazioni di frutta e fiori a tinte bianche, seguite dalla verve vegetale di erbe campestri, su uno sfondo di mineralità gessosa. Sorso fresco e gratificante, con una scia salina, ricca di frutto.
Taburno – La Masseria di Maria
Colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati, il profumo è fresco e fruttato: banana, pera. Al palato è succoso, spiccatamente fresco e sapido. Si congeda con riverberi minerali.
Taburno Cocceius – Votino
Colore paglierino con riflessi verdolini. Al naso si presenta con un’esplosione di mela, pesca, ananas. Si fa apprezzare al palato per buona acidità sostenuta da una spalla sapida.
Taburno – Torre Varano
Paglierino vivo è il suo colore. Profumi floreali si affacciano delicatamente, più avvolgente in bocca con persistenza di agrume, pera matura e frutta esotica. Acidità apprezzabile. Chiosa agrumata.
Taburno BjondoRe – Fontanavecchia
Livrea color paglierino sfumata di verdolino. Intenso al naso: note fruttate di mela e sentori agrumati di lime e pompelmo; ginestra, erbe aromatiche.
In bocca rivela una bella sapidità che corre sul finale insieme alla freschezza, un binomio accattivante.

Identitas – Cantina di Solopaca
Colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati. All’olfatto evidenzia note agrumate, frutta a polpa bianca, fiori di camomilla.
Al gusto predomina il frutto maturo di albicocca. Più morbido e avvolgente, termina con una nota minerale e affumicata.
Taburno – Il Poggio
Paglierino con sfumature leggere dorate, vivace. Profumi di frutti esotici prevalgono sulle note floreali e di macchia mediterranea. Giusto di nespola matura, piacevole equilibrio con sensazioni fresche e sapide ma lascia trasparire anche una leggera morbidezza.
Taburno Fluusa – Nifo Sarrapochiello
Dal colore giallo paglierino vivo, si manifesta con sentori di banana, ananas e pesca sciroppata. Sorso pieno, fresco e gratificante.
AGLIANICO DEL TABURNO DOCG ROSATO 2023

Fontanavecchia
Color fiore di pesco, delicato. Al naso inebriano profumi di lampone, erbe aromatiche: timo e rosmarino. Il sorso è fresco e leggermente sapido. Ritornano le note di erbe aromatiche nel finale persistente.
Roseto – Cantina di Solopaca
Una veste rosata color fiore di pesco con sfumature ramate. All’olfatto spiccano sentori di fragoline di bosco e note agrumate. Al palato è fresco, rinfrancante con una discreta sapidità.
Il Poggio
Visivamente si presenta di un color rosa corallo. Primo naso di rose, erbe aromatiche e piccoli frutti rossi seguiti da rintocchi salmastri. Fresco e stuzzicante al palato, con una verve di sapidità invitante.
AGLIANICO DEL TABURNO DOCG ROSSO E ROSSO RISERVA 2020

Rosso – 36 Casali
Colore rosso rubino intenso con riflessi granato. Esordisce all’olfatto con profumi di frutta rossa, viola, tabacco.
Il gusto è caldo, con una buona acidità, tannico. Nel finale ritorna il tabacco accompagnata da una leggera nota balsamica.
Rosso Furius – Votino
Un colore rubino vivace caratterizza l’impatto visivo. Profumi fruttati di ciliegia, amarena e frutti di bosco si aprono immediatamente, a seguire aromi speziati di cannella e vaniglia. Mostra al palato una grande struttura, frutto pieno di prugna e amarena. Tannico e giustamente asciugante.
Rosso Anàstasi – Ocone
Vino dal colore rosso rubino pieno. Intenso all’olfatto con profumi di ciliegia sotto spirito, more mature, vaniglia e cioccolato.
La morbidezza si armonizza con la parte tannica che si mostra più evoluta. Finale piacevolmente sapido.
Rosso – Fattoria La Rivolta
Si presenta al calice di colore rosso rubino. Note di frutta matura: more, prugne e sentori di erbe aromatiche giungono al naso dolcemente.
Il sorso è corposo, altresì fruttato, di buona acidità e trama tannica ben percepibile.
Rosso Vigna Monte Pino – Elena Catalano
Livrea di color rosso rubino, vivace.
Le percezioni al naso sono di frutta matura arricchiti da spezie come il chiodo di garofano e note di pepe. Al palato rivela tutta la sua bella struttura, è sicuramente fresco e tannico. Gradevole la chiosa balsamica.

Rosso Armunia – Cantina di Solopaca
Color rosso rubino di buona saturazione. Bouquet olfattivo: ciliegia, mirtilli, ribes, rabarbaro. erbe mediche. Al gusto è più morbido, leggermente fresco e tannini delicati. Ricordi di note balsamiche.
Riserva Grave Mora – Fontanavecchia
Sfumature granate attraversano il colore rosso rubino preannunciando i profumi percepibili al naso: di ciliegia, di more, di viola, cannella, pepe nero.
Ha una struttura notevole, austero al palato con piacevoli note di amarena e polvere di cacao. Una freschezza che solletica bene il palato ed un finale balsamico persistente.

La Sannio Wine Experience non ha avuto termine con la partecipazione al rating e tasting annate, altre sorprendenti visite territoriali e di laboriose attività hanno arricchito le restanti ore pomeridiane della seconda giornata.
La visita allo stabilimento di produzione Strega Alberti è stata un’immersione nella sapienza dei Maestri dolciari e liquoristi: una tradizione giunta alla sesta generazione, il cui successo risiede nella capacità di conciliare l’abilità artigiana al progresso tecnologico.
Sarà opportuno parlare in modo più approfondito di STREGA ALBERTI in un articolo successivo.
Protagonista del tramonto: lo skyline di Sant’Agata de’ Goti, il bellissimo borgo arroccato su uno sperone di tufo, che riesce a regalarci le profonde emozioni di un passato partecipe: la sospensione del tempo nelle cantine sotterranee “Mustilli”.
Rachele Bernardo


