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Bilancio positivo per la ventiquattresima edizione delle giornate del Pinot Nero altoatesine

cartelli cantine in alto adige

Uva capricciosa e scorbutica, il vitigno Pinot Nero è coltivato, al di fuori della Borgogna, in pochi e ben definiti ambienti, dove esprime nel vino i segreti più intimi di un terroir e la sensibilità interpretativa del vinificatore. Sogno di tanti produttori, non è facile da produrre, ma se vinificato nel modo giusto riesce a regalare grandi emozioni. Così il Pinot Nero è stato protagonista della ventiquattresima edizione delle Giornate del Pinot Nero, manifestazione che si è svolta dal 29 aprile al 2 maggio a Montagna in Alto Adige, occasione per celebra i migliori Pinot Nero italiani dell’annata 2019, proclamando per l’occasione i vincitori dei TOP10 del Concorso nazionale del Pinot Nero.
Già autori come Columella e Plinio il Vecchio parlano di questa varietà nelle loro opere, il primo lo cita nell’opera “Naturalis Historia” nel libro XIV e ne documenta la presenza in Borgogna, mentre Columella parla di un vitigno presente in Allobrogia a foglie rotonde (vite selvatica) che sopporta il freddo.

Alto Adige

La sua origine è legata ad un’area geografica compresa tra Francia, Germania ed Austria; si tratta di un vitigno che ama l’altitudine, ma deve trovare il terreno giusto. In Europa, oltre alla Borgogna, diverse sono le aree dove si coltiva, lo troviamo in alcune parti della Germania e della Svizzera, e naturalmente in Italia, che rientra tra i primi quattro paesi al mondo per produzione; oltreoceano è invece diffuso in Canada, Oregon, California, Nuova Zelanda e Australia (Victoria, Tasmania). Nominato la prima volta in Alto Adige nel 1894, il Pinot Nero oggi conta una superficie vitata di 470 ettari, ossia l’8,6% della superficie totale che conta 5.400 ettari. Una crescita di questo vitigno a bacca rossa piuttosto recente, infatti, è dagli 80-90 del 1900 che si è iniziato a puntare su di esso.

Alto Adige

Durante la manifestazione è stato possibile degustare le etichette partecipanti al concorso e naturalmente i primi 10 migliori Pinot Nero dell’annata 2019 vincitori della TOP10 del Concorso nazionale del Pinot Nero. Ben 87 i vini in degustazione provenienti da 9 aree vinicole differenti, tra cui Alto Adige (con ben 41 etichette), seguita da Trentino, Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo.
Come ha più volte sottolineato Ines Giovanett, presidentessa del comitato organizzativo: “Già solo la varietà di vini iscritti al concorso mostra quanto, con il tempo, le Giornate del Pinot Nero dell’Alto Adige siano diventate importanti quale palcoscenico per questo particolare vitigno. Da sottolineare il livello qualitativo dei vini presenti al concorso; soprattutto nella TOP10 la qualità dei vini è eccezionale”.

La ruota dei vini di montagna
La ruota dei vini di montagna

Sono riusciti a raggiungere la finale i Pinot Neri di quattro regioni italiane, mentre nella TOP10 figurano vini prodotti in tre diverse regioni. Una classifica che vede tra i vincitori, la prevalenza di vini prodotti in Alto Adige e ne conferma l’estrema qualità.
Per meglio comprendere le peculiarità del Pinot Nero altoatesino e le differenze evidenti che rivela in base alla zona di provenienza, si sta lavorando alla messa a punto di una zonazione, con l’introduzione – forse tra cinque anni – di Menzioni Geografiche Aggiuntive, che potranno essere utilizzate per indicare in etichetta il luogo di produzione del vino. Un progetto ancora embrionale che solo alcuni produttori – come l’azienda Castelfeder – stanno portando avanti in maniera più definita, utile per comprendere al meglio le differenze espressive.
A tal proposito, da poco più di un anno, sono stati introdotti i sentieri del Pinot Nero, dei percorsi eno-didattici e culturali che si snodano lungo il parco naturale Monte Corno attraverso la zona di coltivazione di questo vitigno.

Pinzano

Partendo dai caratteristici paesi della Bassa Atesina quali Ora, Montagna ed Egna, è possibile percorrere le migliori zone del Blauburgunder di Mazzon, Gleno e Pinzano, scegliendo tra una gita di un giorno lungo 14 km, oppure tre escursioni di mezza giornata. Lungo i diversi percorsi ci si imbatte nei piccoli gioielli storici e culturali, come il biotopo di Castelfeder, il vecchio tracciato della ferrovia della Val di Fiemme, la chiesa di S. Stefano di Pinzano con l’altare tardo-gotico a opera di Hans Klocker, la splendida chiesa di S. Michele a Mazzon, le rovine di Castel Kaldiff o l’imponente Castel d’Enna. I sentieri sono tutti ben segnalati e adatti a tutte le età, permettono di scoprire non solo le vigne, ma sono arricchiti da diverse aree di sosta che invitano a ricaricarsi, giochi, pannelli informativi e tappe esperienziali, come quelle legate agli attrezzi con cui in passato si portavano le uve raccolte o ancora alla ruota dei vitigni.

giornate del pinot nero

La classifica e l’annata 2019
La classifica, frutto di un’attenta selezione che si è svolta a metà marzo, ha visto premiare le seguenti aziende: l’Alto Adige Pinot Nero Riserva “Anrar” 2019 della Cantina Andriano, l’Alto Adige Pinot Nero Riserva “Baltasius” 2019 di Schloss Englar, l’Alto Adige Pinot Nero Riserva “Sanct Valentin” 2019 Kellerei St. Michael Eppan, l’Alto Adige Pinot Nero Riserva “Trattmann” 2019 Kellerei Girlan, l’Alto Adige Pinot Nero Riserva “Thalman” 2019 Kellerei Bozen, l’Alto Adige Pinot Nero Riserva “Aegis” 2019 Kollerhof Mazon, l’Alto Adige Pinot Nero Riserva “Monticol” 2019 Kellerei Terlan, l’Alto Adige Pinot Nero Riserva 2019 Malojer-Gumerhof, il Trentino Pinot Nero Riserva “Faedi” 2019 Bellaveder, l’Oltrepò Pavese Pinot Nero “Pernice” 2019 Conte Vistarino e Alto Adige Pinot Nero Riserva “Abtei Muri” 2019 Muri Gries Weingut.

vincitori giornate del pinot nero

Va inoltre detto che l’annata 2019 è stata per il Pinot Nero assolutamente straordinaria; come ha anche affermato Marc Pfitscher, vicepresidente del comitato organizzativo e responsabile del concorso nazionale: “La 2019 è stata un’annata favorevole, bella ed equilibrata, con una vendemmia leggermente tardiva che si è svolta con un tempo mite e buone escursioni termiche. I vini rispecchiano l’andamento climatico e danno vita a vini che non stancano e stimolano la beva”.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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